Recensioni

Kurden People

immagine1-57001

Kurden People - immagine1-5700Kurden People di è il fumetto che nel 2008 ha vinto il primo premio “Komikazen – Festival del fumetto di realta’”, lavoro che è stato portato in libreria alla fine delle scorso anno dalle edizioni nella collana Frontiere diretta da Gianluca Constantini, già conosciuto come uno degli autori più interessanti dell’ultimo decennio, ma soprattutto animatore a Ravenna di diverse iniziative culturali legate al fumetto, tra le quali lo stesso Komikazen.
Komikazen è un Festival fumettistico molto particolare, fortemente caratterizzato su un certo tipo di fumetto che predilige uno sguardo deciso sulla realta’, sulla societa’, sulla politica, con una attenzione particolare per le tematiche dei diritti umani, della guerra, delle battaglie civili. Sapere che la Graphic novel di si sia aggiudicata tale premio ci fa capire in anticipo che non ci troviamo di fronte a un opera di pura finzione. E in effetti Kurden People, come il titolo dice, racconta del popolo Kurdo, del suo dramma, forse dai più dimenticato, ma sempre attuale: la storia di un popolo vittima di secoli di oppressioni e persecuzioni, un popolo privato della sua stessa terra, una nazione che di fatto è inesistente sulle carte geografiche, ma che esiste nel cuore e nell’anima dei suoi figli.

Per raccontare la complessità di questo tema l’autrice usa come espediente narrativo il viaggio di Sonia e ogni tappa di questo viaggio (che sia l’Isola di Creta o Venezia) è un pretesto per raccontare i diversi aspetti della cultura kurda, attraverso il racconto di pezzi di storia e di leggende.
Per valorizzare l’utilizzo di questo tipo di materiale l’autrice si affida a una specie di ibrido, tanto che questa Graphic novel può essere considerata una via di mezzo tra un fumetto e un lungo racconto illustrato, con tutti i limiti che porta questa definizione. Una scelta inusuale e coraggiosa, soprattutto per un’opera d’esordio, ma che nasconde qua e là alcune pecche dettate probabilmente dall’inesperienza; per esempio la non sempre riuscita organicità del racconto, oppure un disegno, certo affascinante ed espressivo, ma che a volte dà l’impressione di essere fin troppo abbozzato e confuso.

Dal punto di vista del racconto l’autrice adopera tre distinte forme narrative, se così le possiamo definire, tutto sommato ben amalgamate. Quella predominante è l’io narrante della protagonista, una narrazione quasi diaristica che viene inframmezzata dai dialoghi con le diverse comparse che trova qui e là del suo viaggio e dai curiosi commenti da parte di animali, come uccelli e capre, che rafforzano e completano quanto viene raccontato, quasi in un controcanto naturalistico. Il racconto, anche per questi continui cambi di soggettiva e di linguaggio non segue una precisa linea temporale, ma anzi ha dei bruschi cambi di scena tra passato e presente, che potrebbero sembrare quasi inseriti senza un criterio preciso, ma che del resto sono efficaci nel tenere assieme i diversi elementi presenti. Anche in questo caso pero’ è lecito sottolineare che non tutto è riuscito alla perfezione, anche considerando che l’autrice ha scelto una chiave narrativa non certo canonica, proprio per questo non certo facile da gestire.

Per quello che riguarda l’aspetto grafico, Marina Girardi, come sopra accennato, fa propria una caratteristica comune a molti degli autori italiani di Graphic Novel – pensiamo a Igort, Otto Gabos o Gipi – ossia l’utilizzo di disegni quasi stilizzati, istintivi, volutamente non accademici ma funzionali alla storia da raccontare. Una scelta che ha il preciso intento, di solito, di voler indirizzare l’attenzione del lettore in maniera uguale sulla parte scritta e su quella disegnata, o meglio a non determinare una prevalenza della narrazione grafica su quella scritta. Intento altresì nobile e condivisibile, ma a lettura conclusa rimane il dubbio che l’autrice abbia con questo fumetto solamente avviato una ricerca di una sintesi grafico-linguistica che per ora non è scevra di incertezze e lontana da una piena definizione.
Questo è sicuramente dovuto alla breve esperienza dell’autrice nel campo dei fumetti; del resto essere una brava illustratrice non è automaticamente sufficiente per poter fare da subito ottimi fumetti. Ma questo non è un peccato di presunzione, anzi, tanto che tutto sommato Kurden People può essere considerato un buon lavoro d’esordio.

Abbiamo parlato di:
Kurden People
Marina Girardi
, 2009
80 pagine, brossurato, bicromia, 10,00€
ISBN: 9788888960876

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Spazio Bianco: nel cuore del fumetto!

Inizio