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Fratelli

Fratelli - immagine1-5670La Banda Battestini occupava i titoli dei giornali tra gli anni settanta e ottanta; rapina, estorsione e usura erano la specialità dei suoi membri, armati e violenti. A dare il nome a questa banda criminale di stampo mafioso, originaria di Pescara, sono P. e D. Battestini, rispettivamente il “fratello con gli occhiali” e “quello bello” nei dolorosi ricordi dell’autore, Roberto Battestini. Con franchezza, senza scopi storiografici ma unicamente per mettere ordine nella propria memoria, nel proprio dolore, egli accompagna il lettore in un flusso solo apparentemente disordinato di pensieri, alla ricerca di un senso al proprio passato.

Il percorso di vita dell’autore emerge dal racconto fatto di spezzoni di infanzia, parti di un puzzle che pare mancare di molti pezzi. Battestini descrive il peso del proprio cognome, del legame con quei due fratelli a malapena conosciuti e dei quali per anni, da bambino, ignoro’ pure l’esistenza, nascostagli dal padre; un legame difficilmente comprensibile a lui per primo. Un peso che si trascina nell’adolescenza, che lo costringe a convivere con un continuo senso di colpa, incapace di vivere i dolori tipici della crescita senza metterli in prospettiva con la storia di P. e D., con la loro vita da banditi, la loro reclusione, le loro morti violente. Un peso che ha schiacciato non solo lui, ma i suoi genitori, per molti versi prime vittime dei furti, delle rapine, delle truffe dei propri figli, e il suo rapporto con loro, consumatosi giorno dopo giorno, una visita in carcere dopo l’altra.

La chiave di volta per l’autore per uscire dal labirinto dei ricordi e del dolore è rappresentato dal fumetto stesso, dichiaratamente realizzato innanzitutto per se’, ma non per questo ermetico, piuttosto quasi intimo nel confidarsi con il lettore. Il senso di tutta la sua vita viene trovato in pochi punti fermi: il lavoro di insegnante, la sua numerosa famiglia e i suoi figli, una fede vissuta in maniera innocente e tanto sincera da risultare disarmante, che quasi mette disagio tanto si manifesta apertamente, ma che si mantiene distante dal bigottismo o dall’ipocrisia che spesso accompagnano espressioni tanto palesi.

L’autore passa da un registro narrativo e grafico all’altro in maniera imprevedibile, dal realistico al cartoonistico, dal comico al drammatico; sapendo di scomodare un nome ingombrante e fin troppo spesso tirato dentro senza ragione, non può non venire in mente l’insegnamento di , quel suo piegare il disegno – e il fumetto in genere – di volta in volta, di pagina in pagina, di vignetta in vignetta, pur di perseguire un unico scopo: raccontare al meglio.

Quello di Battestini, già disegnatore satirico e collaboratore per la rivista erotica Blue e oggi autore dei “Catecomics“, fumetti educativi per il catechismo, è un fumetto sincero fino a far male, una vera e propria sorpresa uscita in anteprima a 2009, per il quale dobbiamo render merito all’editore per aver svolto in maniera esemplare il ruolo che un piccolo editore dovrebbe avere, ovvero dare spazio a storie, autori e voci che per indifferenza e cecità non trovano spazio nell’editoria dei grandi numeri.

Riferimenti:
Il sito di Roberto Battestini: www.battestini.it
Il sito di Bottero Edizioni: www.botteroedizioni.it

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