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La vita di Elizabeth Eleanor Siddal secondo Marco Tagliapietra

La vita di Elizabeth Eleanor Siddal secondo Marco Tagliapietra - elizabeth-coverElizabeth Eleanor Siddal fu poetessa, modella e pittrice inglese vissuta tra il 1829 e il 1862 e soprattutto fu musa ispiratrice del gruppo di artisti noto come Confraternita dei Preraffaelliti, movimento nato a Londra nel 1848 con il dichiarato intento di rompere con la tradizione artistica accademica dell’epoca. La P.R.B. (Pre Raphaellite Brotherhood, come correttamente viene indicata nel fumetto dall’autore), fatta di pittori, intellettuali e poeti amanti di Dante Alighieri e della poesia italiana, coltivava interessi che arrivavano a sconfinare nell’esoterico e predicava un ritorno alla purezza e ai principi dell’arte e della pittura del ‘300 e del ‘400 e a tutto quanto realizzato prima dell’avvento di Raffaello.
Alcuni dei nomi più importanti di questa corrente di pensiero furono quelli di Dante Gabriel Rossetti, John Everett Millais e Walter Deverell. Elizabeth Siddall venne scoperta in maniera del tutto fortuita proprio da quest’ultimo, che la sottrasse a un destino di umili condizioni facendola diventare dapprima sua personale modella e poi modella di tutto il movimento, fino all’incontro decisivo con il suo futuro mentore, pigmalione, marito e forse anche carnefice: Dante Rossetti.
Figura di spicco del movimento preraffaellita, ombroso, sofferente e ambizioso, Rossetti rimase folgorato dalla bellezza della ragazza e dalle innate capacità artistiche della stessa in un rapporto che ando’ progressivamente mischiando i ruoli fino al più classico matrimonio riparatore, celebrato per salvare le apparenze nella borghese società vittoriana, per contenere le crescenti sofferenze della ragazza e per coprire la propria relazione con la moglie dell’amico-pittore Wiliam Morris. Da qui Elizabeth diverrà sempre più strumento nelle mani del marito e delle sue ossessioni, lasciata sola a macerare nella sofferenza e nella disperazione, chiusa nelle proprie creazioni poetiche e liriche, vittima dei costanti tradimenti di Rossetti, curata solo dal laudano che sarà lo strumento della propria fine in un gesto avvolto ancora oggi nel mistero, a metà tra il suicidio e la tragedia annunciata.

Su Lizzie Siddal si intrecciano un misto di verità storiche, fantasie e leggende nate dalla sua esistenza sofferente e dall’impossibilità di trovare, in vita come in morte, pace e serenità tanto che, quando il suo cadavere fu riesumato anni dopo dal marito in preda a uno dei suoi tanti deliri persecutori, leggenda vuole che il corpo venne ritrovato in perfetto stato di conservazione.
Fin qui la storia; poi viene la “storia” come raccontata dall’autore in questo lavoro.

Marco Tagliapietra è un autore di provenienza “alta”: formato in Belle Arti, originario di Venezia, città ricchissima di tradizioni artistiche e misteriose, ha alle spalle una produzione varia e differenziata , caratterizzata da un forte interesse per il mistero e la religione, tematiche che confluiscono pienamente anche in questo lavoro. Quello che succede, tuttavia, è che Elizabeth manca di un’anima, di una direzione narrativa precisa, di un soggetto che sia protagonista della narrazione: temi, spunti e personaggi si intrecciano in un costante cambio di focus narrativo da cui si esce un po’ confusi e perplessi senza che sia possibile, per tutta la durata della lettura ma anche in un successivo ripensamento, capire con precisione di cosa si sia parlato.
Elizabeth Siddall, che da il titolo al volume, è e dovrebbe esserne la protagonista, la voce narrante, gli occhi attraverso cui raccontare la storia (o una storia…); eppure accade speso che resti in secondo piano o del tutto assente per lunghi tratti della vicenda, mentre i protagonisti della scena diventano, di volta in volta, i Preraffaelliti, le manie di Rossetti, le bizzarrie di questo o di quel personaggio storico dell’epoca, in sequenze che risultano non strettamente congruenti allo sviluppo o alla definizione della storia.
Rossetti, ad esempio, camminando nel parco, racconta a Elizabeth come nasce la Confraternita; tuttavia quelle sei tavole e mezzo in cui si svolge il flash-back sono appannaggio esclusivo dei Preraffaelliti, dimostrano attenzione, cura per la ricostruzione storica e padronanza dell’argomento da parte di Tagliapietra, ma risultano ridondanti ai fini della definizione del rapporto tra i due e del successivo sviluppo della storia; non preparano e non introducono alcuno sviluppo reale nella narrazione, tanto che il momento in cui Lizzie farà il suo ingresso all’interno della Confraternita si vedrà solo più avanti ancora, dopo altre tavole di flashback e un ritorno al presente della narrazione, nel 1851.

Elizabeth avrebbe potuto essere “fil rouge” di una storia di ossessioni maschili, simbolo di un senso di colpa che persegue uomini lontani da se stessi e dal loro tempo, prigionieri di un disagio sociale e culturale che li porta a cercare altrove la propria dimensione; oppure avrebbe potuto essere l’icona di quella vita vera, piena e realizzata a cui aspiravano negli intenti i Preraffaelliti, incapaci nei fatti di raggiungerla. Elizabeth Siddal è stata anche un’antesignana delle lotte femministe e un simbolo della donna che paga e porta il peso della prepotenza maschile, icona del femminile che tenta di emanciparsi dal ruolo secondario che fa da contraltare alla luminosa gloria del suo compagno maschile.
Elizabeth è stata questo e avrebbe potuto essere molto di più all’interno del racconto a fumetti; invece il tutto resta uno spunto abbozzato, accennato ma mai approfondito, con la protagonista che rimbalza in modo anonimo da una sequenza all’altra, da un ruolo all’altro, senza che il suo personaggio sia mai realmente al centro del palcoscenico, quasi una bambola sballottata qua e là nello svolgimento del racconto. Elizabeth nasce già morta, abbracciata all’Oscura Signora che la accompagnerà per riprenderla alla fine della sua breve vita, affiancandola sempre nel suo percorso, in quella che fu davvero per lei “una valle di lacrime e dolore“; la vita di Lizzie è un conto alla rovescia verso l’ineluttabile fine di cui il lettore è avvisato fin dalla prima pagina, eppure non ci sono mistero o tensione per tutto il volume. Lizzie gioca con i tarocchi e pesca la Morte, ma questo particolare rapporto tra la giovane donna e l’aldilà, la fine, resta in sospeso per tutto il volume, creando una sorta di attesa per qualcosa che non si chiarirà mai.

I Preraffaelliti incrociarono nel loro percorso anche Lewis Carroll e la sua Alice nel Paese delle Meraviglie, di cui Elizabeth diventa un alter ego onirico prigioniero in una Wonderland che è un buco dal quale se ne esce solo a prezzo della propria vita: un altro ottimo spunto, ripreso due volte e due volte liquidato in fretta in quattro tavole, a onor del vero sempre ottimamente congeniate.

L’arte grafica dell’autore è senza dubbio ottima, raffinata, fine e sorretta da un corposo lavoro di documentazione grafica e bibliografica (abbondantemente riportata nella lunga appendice finale) nonche’ da una forte tensione artistica: le tavole sono infarcite di omaggi e citazioni provenienti dalla pittura, dalle opere dei Preraffaelliti in particolare, e il tutto è arricchito da un background in cui trova posto la migliore tradizione fumettistica italiana, da Toppi a Milazzo. Artisticamente il lavoro è alto, con un sostrato culturale e intellettuale forte e ricco, vera e propria occasione di arricchimento e documentazione per chi dovesse appassionarsi alla tematica.

Resta tuttavia aperto un quesito fondamentale alla fine della lettura: chi sia stata Elizabeth Eleanor Siddall è una domanda a cui ognuno può rispondere come preferisce; cosa volesse e potesse essere Elizabeth Eleanor Siddal per Marco Tagliapietra e’, invece, un interrogativo aperto, con molti spunti e nessuna risposta. Lizzie e i personaggi che le ruotano attorno avrebbero potuto essere molte cose, complesse e misteriose; di fatto, però, non riescono ad esserne nessuna in particolare, abbandonando il lettore in un mondo di riferimenti e spunti, ma senza coordinate precise. Un mondo in cui si rischia di perdersi.

Abbiamo parlato di:
Elizabeth
Marco Tagliapietra
Edizioni 001, ottobre 2009
145 pagine, brossurato, bianco e nero – 14,00€

Riferimenti:
Il sito della casa editrice: www.001edizioni.com
Elizabeth Siddal su Wikipedia.it: it.wikipedia.org/wiki/Elizabeth_Siddal

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