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Fuori Bordo di Piero Macola

Fuori Bordo di Piero Macola - immagine1-5589Fuori Bordo di , pubblicato da , è una storia di mare e di pesca. Il mare è la grande madre che dà cibo e vita agli abitanti della costa, la madre traditrice che si piega suo malgrado alle logiche di mercato, alle multinazionali della pesca che con enormi navi da pesca sottraggono alla popolazione l’unico mezzo di sostentamento. Nulla di diverso da quanto accaduto in molti altri territori per gli allevamenti di bestiame – si pensi all’espropriazione delle terre in Peru’, come narrato con realismo magico dai romanzi di Manuel Scorza. La massificazione e l’ottimizzazione dei profitti trasforma territorio, abitudini sociali ed ecosistemi. I piccoli “artigiani” della pesca si ritrovano senza lavoro o costretti a convertirsi in operai delle macellazioni.
Lo sguardo di , autore alla sua seconda prova dopo Sola Andata, si ferma qui, di fronte al rifiuto di un pescatore di piegarsi alle nuove condizioni, alle nuove costrizioni. L’autore sceglie un approccio delicato al tema, senza arringhe politiche, senza pretese di denuncia, ma mettendo a fuoco la piccola umanità di fronte all’incapacità di adattarsi. Il ritmo che muove la storia è lento, misurato, aperto. I disegni a pastello, fortemente evocativi, chiari ma privi di linee, che danno spessore e forme attraverso gli ingombri, le tinte e le ombre, lasciano al lettore la possibilità di scegliere quanto soffermarsi sui dettagli, quanto lasciare entrare di quel che si vede e si legge.
Un passo incerto, quindi, sospeso. Così come sospesa è l’azione dei personaggi, mai risolta, mai definitiva. Macola suggerisce la precarietà della condizione umana e l’impossibilità di una risoluzione ai conflitti e alla vita. Da questo punto di vista, quello che sembra essere un approccio anti-narrativo, perché infedele allo sviluppo di un intreccio conchiuso e alle regole del dramma, si configura come una scelta votata al realismo, per quanto minimalista, un realismo per così dire mimetico, naturalista. L’efficacia di Fuori Bordo, quindi, sembra risiedere proprio nella fragilità dello sguardo del narratore, che non può che fermare uno scorcio di vita, un frammento di un fluire instabile e mai chiuso.

La mimesi rappresentativa risulta efficace nel facilitare il meccanismo dell’immedesimazione, grazie anche allo stile pittorico dei disegni, come si diceva, che sono evocativi, delicati ed emotivamente coinvolgenti. Il lettore partecipa da subito delle emozioni dei protagonisti, grazie appunto alla capacità simbolica della storia di inscenare il contenuto narrato. D’altra parte, l’assenza di un chiaro punto di vista, di una volontà narrante, la scelta di non voler dare direzione agli eventi lascia aperti alcuni interrogativi e un senso di insoddisfazione nel finale. Perche’ nella circolarità delle scelte di vita, in fondo, al narratore è data la possibilità di tracciare parabole precise e di muovere il focus a piacimento. Si sospetta, insomma, che la parziale maturità dell’autore, la relativa poca esperienza nel lavorare sulle storie a fumetti abbia portato Macola a una scelta per così dire contenitiva, meno rischiosa, parziale. In questo senso, Fuori Bordo è un’opera chiara, efficace ma non pienamente riuscita. Un passaggio del percorso di crescita di un autore che, in ogni caso, conferma talento e capacità narrative importanti. Un plauso quindi a che continua a credere nella crescita degli autori, a offrire opportunità di pubblicazione, come fatto, per esempio, con l’ottimo Signorina Else di Manuel Fior, presentato alla fiera di Lucca in contemporanea a Fuori Bordo.

Riferimenti:
L’intervista all’autore
La recensione di Sola Andata
Il sito della casa editrice: www.coconinopress.com

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