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Spider-Man #517/518 – Dark Reign #0

Spider-Man #517/518 - Dark Reign #0 - immagine1-5536Dark Reign: “Anche la follia merita i suoi applausi” (Cit. Alda Merini)

Novembre 1969, Dealey Plaza, Dallas – Texas; un colpo di fucile sparato dal sesto piano del Texas School Book Depository pone fine alla vita e alle ambizioni politiche di John Fitzgerald Kennedy, annientando qualcosa in più di una singola esistenza umana. Quello che è stato tramandato, grazie a una ricostruzione-fiction degli eventi di quella giornata, come il gesto isolato del lonely gunman Lee Harvey Oswald coincide, nei fatti, con la fine dell’innocenza del popolo americano.
Settembre 2009, New York a fumetti – Secret Invasion; il proiettile esploso da Norman Osborn contro la regina Skrull Veranke segna la fine dell’infiltrazione dei mutaforma alieni sul pianeta Terra. Nel mattatoio a cielo aperto di una città trasfigurata dai combattimenti, inizia una delicata fase di transizione destinata a ridisegnare gli equilibri dell’universo Marvel.
Oswald e Osborn, personaggi agli antipodi che condividono un’analoga tensione-finzione narrativa e lo stesso gesto omicida ma dalla valenza contrapposta, s’incontrano fugacemente nel fertile terreno dell’immaginario collettivo riuscendo a contrassegnare in modo pressoche’ indelebile attimi storici dei rispettivi universi.

Responsabile del “peccato originale” che cancello’ l’innocenza dal fumetto supereroistico (l’assassinio di Gwen Stacey, gettata dal ponte di Brooklyn, in una storia scritta nel 1973 da Gerry Conway – in seguito soprannominato dai lettori col dispregiativo Killer Conway), Osborn rappresenta una delle figure più complesse e sfaccettate presenti all’interno della twilight zone degli eroi in calzamaglia, caratterialmente in bilico tra sfrenati sogni di potere e la follia del selvaggio Goblin.

Andy Diggle al suo esordio ai testi dei Thunderbolts (comprimari della testata dedicata all’Uomo Ragno) imbocca il giusto cammino, esaltando il fascino perverso di Norman, magnificandone l’attitudine di mistificatore e imbonitore delle masse, conducendolo a soffiare sul fuoco del sospetto fino a incendiare una nazione minata da un profondo senso d’insicurezza. A farne le spese eroi e supereroi, additati come complici distratti della penetrazione di agenti alieni tra le loro fila, etichettati come elementi essenziali della macchina da guerra Skrull.

Norman Osborn assurge così a icona, l’eroe incensato da stampa e televisione e amato dal presidente degli Stati Uniti, destinato a divenire il plenipotenziario di una nuova agenzia di sicurezza nazionale che sostituisca lo S.H.I.E.L.D. guidato da Tony Stark. Da qui a covare sogni di conquista mondiale, il passo sarà breve. Citando nel titolo “Burning Down the House” dei Talking Heads, Diggle c’introduce poi alla feroce resa dei conti in casa Thunderbolts, sfruttando pienamente le patologiche individualità dei componenti del gruppo, costretti a una lotta “fratricida” dal solito Osborn determinato a stravolgere lo status quo del suo team di avanzi di galera. La parte grafica affidata a Roberto De La Torre, colpisce anch’essa nel segno, addensando ombre attorno ai personaggi e cogliendo fugaci espressioni di paura e sgomento, amministrando e facendo detonare la tensione latente di una sceneggiatura priva di pause, tappa fondamentale del futuro Regno Oscuro del Goblin-Osborn.

Spider-Man #517/518 - Dark Reign #0 - immagine2-5536Nella Manhattan di Spider-Man, accanto alla mattanza del misterioso killer che adorna le proprie vittime con le ragno-spie, in “La mente in fiamme” sviluppa una trama onesta analizzando l’animo del redivivo Harry Osborn e svelando alcuni (pochi) retroscena della sua rinascita. Cast rimpolpato dallo “scottante” Molten, Liz Allen e pargolo per una storia in due parti che sembra non riuscire a giungere in nessun dove, dando l’impressione di girare a vuoto. Buone le matite di Mike McKone improntate alla dinamicità e al tratto pulito, ma mai veramente incisive. Completano il sommario dei numeri dell’Uomo Ragno: “Platonico” di Waid e Kitson, racconto stantio sull’amicizia tra Peter e Betty Allen; l’incontro (promo) presidenziale tra Spidey e Barack Obama di Zeb Wells e Todd Nauck; il non classificabile “Ponte e Tunnel” di MooreSemeiks e “Una questione di fiducia” di DeMatteisSemeiks, ennesima rilettura del rapporto tra Peter e Harry. Nel patchwork fumettistico, si ritagliano un piccolo spazio anche i simpatici Pocket Marvel di Chris Giarruso.

Singolare la scelta della Panini Comics di imprimere il logo “Secret Invasion” sulla copertina dei due albi di Spider-Man, indiscutibilmente post-invasion e prologo a Dark Reign #0. Proprio in quest’ultimo, l’infaticabile Brian Bendis continua a tessere le sue trame ad ampio respiro, inaugurando quella che sembra essere una nuova fase per l’universo Marvel, indissolubilmente legata alla riunione della “Cabala”, gruppo di villain cooptati da Norman Osborn, adatti a puntellare la sua smania di potere. Presenti: Namor, il Dottor Destino, The Hood, Loki e , diffidenti e guardinghi alle lusinghe del Goblin-uomo di potere, che minaccia e blandisce, fa offerte che non si possono rifiutare, anticipa mosse e obiezioni in un sottile gioco psicologico con i suoi alleati-avversari. Una sceneggiatura solida e convincente arricchita dalla maestria grafica di , che spoglia i personaggi dalla classica patina glamour per raffigurarli con sembianze realistiche calibrate sulla grettezza della loro anima. Esemplare il demake-up riservato al Principe Namor in contrapposizione alla diafana bellezza della quasi redenta Emma Frost, fanciulla sensuale, fredda e determinata. Ottima la scelta delle inquadrature, in vignette allungate e claustrofobiche nelle quali incombe la sagoma smilza e dominante di Norman Osborn in lento movimento alle spalle dei suoi convitati.
Esemplare, poi, la sequenza che mostra il progressivo affiorare della follia in Norman che culmina con la rivisitazione de “L’urlo” di Munch. Un inizio molto convincente per quella che si annuncia come una nuova e importante rilettura dei personaggi Marvel. Completano l’albo tre racconti dedicati ai “Nuovi Vendicatori” di McCann e Lopez; “War Machine” di Pak e Manco; “Secret Warriors” di Bendis-HicKman e Stefano Caselli. Una manciata di pagine indirizzate a fornire qualche anteprima su alcune serie coinvolte in Dark Reign.

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