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Fragile di Stefano Raffaele: di zombie, amore, morte, bellezza

Fragile di Stefano Raffaele: di zombie, amore, morte, bellezza - fragile_1La marcia degli zombie è un movimento lento e ipnotico, una soverchiante onda di morte spinta dall’insaziabile appetito di carne umana.
Profondamente anarchici e rivoluzionari, nella loro lenta erosione della civiltà moderna, i morti viventi sembrano ripercorrere le linee tracciate da Pellizza da Volpedo nel “Quarto Stato”, dando linfa a un nuovo conflitto di classe che li vede contrapporsi ai vivi.
Le loro origini sono legate alle credenze haitiane e ai riti Voodoo, mentre in occidente fanno la loro apparizione nel film cult del 1968 “La notte dei morti viventi” di George Romero: capostipite di una lunga filmografia alla quale si aggiungerà un nuovo capitolo alla Mostra del cinema di Venezia di quest’anno. Cadaveri putrescenti, tanto funesti quanto affascinanti, che hanno seguito negli anni delle bizzarre linee evolutive, passando da semplici salme spinte da bisogni primari a esseri semi-senzienti, in grado di organizzarsi e pianificare (“La terra dei morti viventi” 2005). Immancabile la loro presenza anche nell’industria dei videogames, e in particolare possiamo citare “Resident Evil”, che ne rivisita le origini legando la mutazione a un virus capace di provocare la morte parziale delle persone infettate.

Proprio a un virus e alla sua subdola vivacità contagiosa sono legate le sorti di “Fragile”, opera che si pone a cavallo tra influenze cinematografiche e parentesi ludiche. Osservatorio privilegiato della lenta scomparsa della razza umana è una piccola cittadina americana, una macchia di cemento assediata da un paesaggio desertico, controllata a vista da uno zombie solitario. Palcoscenico cupo e claustrofobico sul quale si intrecciano le vite degli interpreti, rappresenta il microcosmo ideale per ritrarre la bizzarra storia d’amore dei due non-morti Lynn e Alan, personaggi (caratteristi di un’umanità che fu) ritornati dalla morte e racchiusi da involucri in disfacimento. Conservando intatti i ricordi della loro precedente incarnazione, girano in tondo, a volte assecondando semplicemente il racconto, alla ricerca di una cura per la loro condizione. La consapevolezza d’essere solo un’eco dell’esistenza, una ripetizione quasi meccanica di movimenti dettati dall’abituale utilizzo dei loro corpi, configge con la freschezza dei loro desideri, sottolineando l’incapacità di adeguarsi alla nuova situazione. Nei fatti si tratta di una rinascita, una seconda opportunità, amara e putrescente, di riaffacciarsi alla “vita”.

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Solitudine e disperazione sono i sentimenti che muovono Lynn, ex fotomodella che, priva di un braccio e un occhio, rimpiange la sua avvenenza passata quale viatico per la ricerca dell’amore. La sua immagine impressa sulle copertine di “Vogue” amplifica questo senso d’inadeguatezza, gettandola in una cupa disperazione. L’incontro con Alan – portatore di una forte empatia – e il reciproco desiderio di calore e affetto, Fragile di Stefano Raffaele: di zombie, amore, morte, bellezza - 41-6801024funzionano da collante e stimolo per la ricerca di una soluzione al rapido processo di decomposizione delle loro membra. Amore e morte si fondono in un racconto bilanciato tra la capacità di innamorarsi della vera natura delle persone e l’inesorabile trascorrere del tempo, che altera le nostre fattezze. E’ questa la “Nuda Verita’(s)” che riesce a comunicarci, anche attraverso la fugace apparizione dell’omonimo dipinto di Klimt, autore che fa dell’erotismo il proprio manifesto ritraendo statuari corpi femminili con grande sensibilità e maestria. La (nuda) verita’, per Lynn e Alan, è che, caduto l’ultimo velo (quello della morte), i desideri, i sogni e le speranze non si spengono. Il disfacimento della carne è solo un passaggio verso l’abbattimento delle barriere fisiche e la scomparsa dell’apparenza.

“Fragile” parla di noi, della debolezza delle nostre esistenze, dei segni impressi dal tempo sulla nostra pelle. Lo fa evocando presenze care al cinema horror, sfruttando intelligentemente il traino per raccontarci una storia dal punto di vista degli zombie. Grazie a un tratto pulito e realistico, Stefano Raffaele rielabora gli zombie mettendoli in scena non come semplici marionette ma come esseri dolenti, rivisitando tematiche legate a un filone (ab)usato da decenni. Discostandosi da cliche’ e deja-vu’, confeziona un primo volume carico di una buona tensione narrativa, cadenzata dallo scorrere del tempo su corpi sensuali e mutilati, senza tralasciare rimandi alla poetica del diverso.

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Un opera non priva di spunti interessanti, purtroppo non sempre coerente con le premesse iniziali, a tratti affrettata nel giusto dosaggio tra introspezione e azione. Una pecca che appare estremamente evidente nel secondo volume: qui gli avvenimenti diventano convulsi, trascinando i personaggi a mostrare quasi esclusivamente il loro volto feroce in una sfiancante corsa verso il finale. Una frenesia generale che affligge anche la parte grafica, discontinua e meno accurata di quella vista nel capitolo precedente.
Quello che delude maggiormente, al di là di un semplice giudizio di merito sul progredire degli eventi, è l’inesorabile involuzione degli interpreti, completamente asserviti alla trama. Scompare così quel tocco personale impresso nel primo volume che tradisce qualsiasi aspettativa.

Per Stefano Raffaele, “Fragile” ha rappresentato l’esordio come autore completo, segnando un’importante svolta stilistica della sua carriera, liberandosi da etichette e clonazioni (accadimenti necessari nel percorso formativo di qualsiasi artista) e legando il suo indiscusso talento a tavole dotate di personalita’. Un deciso cambio di marcia reso ancora più evidente dal parallelo con il breve prequel introduttivo pubblicata originariamente su “Metal Hurlant”, inserito in appendice al secondo volume italiano.
“Fragile” segna, inoltre, il promettente esordio della collana dedicata agli “Z”ombie di , nella quale confluirà anche il celebre “The Walking Dead” di Kirkman e Adlard.

Abbiamo parlato di:
Fragile
Stefano Raffaele
Saldapress, 2009
2 volumi – 96 pagine, brossurati, bianco e nero – 12,00€ cada.
ISBN: 8888435352 – 8888435360

 

Riferimenti:
Il sito della Casa Editrice: www.saldapress.com
Il sito di Stefano Raffaele: www.stefanoraffaele.com
Il sito della Casa Editrice francese: www.humanoids-publishing.com

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