Home > Articoli > Recensioni > Caravan #1 – Il Cielo su Nest Point

Caravan #1 – Il Cielo su Nest Point

Caravan #1 - Il Cielo su Nest Point - immagine1-5408 è un provocatore. I suoi lettori e soprattutto i frequentatori del suo sito sono ormai abituati a un punto di vista controcorrente e spiazzante, alla mancanza di peli sulla lingua, a spunti di riflessione apparentemente semplici proprio perché nascono dalla quotidianita’. Ma Medda è anche un abile scrittore, nonche’ un ottimo sceneggiatore di fumetti. Inevitabile che la sua ultima creazione, Caravan, fosse una miniserie diversa dal solito: tanto per cominciare non è presente il classico titolare di testata. Protagonisti della serie sono infatti gli abitanti dell’immaginaria città di Nest Point, situata in una non meglio precisata area costiera degli Stati Uniti (il sole che tramonta sul mare la collocherebbe sulla West Coast).
Tuttavia Medda sceglie comunque di affidare il resoconto degli eventi al diario di un personaggio fisso, il diciassettenne Davide Donati, figlio maggiore di una famiglia emigrata in America dall’Italia. Il suo punto di vista fa da filo conduttore alle esperienze vissute dai suoi concittadini.
Nel numero uno della serie, Il cielo su Nest Point, assistiamo all’irruzione del mistero nella vita di una normale città americana: in un giorno qualsiasi strane nuvole si manifestano nel cielo, mentre ogni apparecchiatura elettronica smette di funzionare. Nessuno sa dare una spiegazione razionale al fenomeno. Per alcuni è l’inizio dell’Apocalisse, per altri un insolito fenomeno meteorologico, altri ancora pensano ad un attacco terroristico. All’alba del giorno seguente, i militari giungono a Nest Point con l’ordine di evacuare immediatamente la zona, in direzione di una località ignota.

L’atmosfera è un mix dal sapore fantascientifico e fantapolitico che si sposa con la cronaca di vicende umane, il tutto “sporcato” con tocchi d’azione e persino di commedia.
Non è l’evento in se’ cio’ che Medda vuole analizzare, bensì i comportamenti di una comunità di fronte all’interruzione improvvisa e forzata delle proprie attività quotidiane. Si tratta di una tematica complessa, articolata, di stretta attualità (basti pensare ad avvenimenti anche recenti, come il terremoto in Abruzzo o l’incidente di Viareggio), che sarà al centro dell’intero progetto Caravan, come si evince dalla presentazione e dallo stile del primo episodio.
La miniserie esprime in maniera esplicita le ansie tipiche del decennio che stiamo vivendo e racconta sotto forma di fumetto lo spirito di questi anni di inizio secolo, sottotraccia, senza che il gusto dell’avventura e dell’intrattenimento vengano offuscati da chiavi di lettura più o meno impegnative. Si tratta di una serie figlia del proprio tempo; Medda e l’editore Bonelli attuano un altro tentativo di zittire quelle voci che lamentano lo stagnamento dei contenuti del fumetto seriale italiano, portando in edicola un prodotto atipico per quanto riguarda la scelta del protagonista, nuovo per cio’ che concerne la serialità (portando così a sei il numero delle miniserie Bonelli in corso di pubblicazione o già pubblicate), difficilmente etichettabile in un genere già esistente e moderno per cio’ di cui è stato detto sopra.
Analizzando la storia narrata in questo primo numero salta subito all’occhio la particolare attenzione che l’autore presta ai dialoghi e alla recitazione dei personaggi: ognuno di loro ha un carattere, una personalità capaci di emergere anche nel giro di poche vignette. Caravan #1 - Il Cielo su Nest Point - immagine2-5408Lo stile della narrazione cerca di discostarsi un po’ dai canoni fumettistici gettando un’occhiata al cinema e alle serie TV, anche se Medda smentisce categoricamente i riferimenti a telefilm come Lost o Jericho. Queste influenze estranee al fumetto vengono manifestate con riferimenti più o meno espliciti (deliziosa la citazione di Dellamorte Dellamore), ma che tutto sommato sono palesi visto l’aspetto corale della vicenda. La gestione di una narrazione corale implica senz’altro un certo grado di virtuosismo nell’arte di scrivere una sceneggiatura; il susseguirsi di più personaggi ognuno con la sua storia da raccontare, e queste storie ognuna intrecciata all’altra, si rivelerà per Medda una vera e propria sfida da superare negli episodi che verranno.
Risultato ottenuto, valutando il solo numero 1, con qualche difficolta’: se infatti il plot è ben orchestrato, resta pur vero che alcuni personaggi non esprimono tutto il loro potenziale, complici il limitato numero di pagine e la gran quantità di “carne a cuocere”. Per esempio, a pagina 50 il capitano della polizia di Nest Point sta per dirigersi in casa di uomo probabilmente armato: la sequenza è narrata con un montaggio affascinante (addirittura la gabbia diventa da tre a quattro strisce), la tensione del lettore viene mantenuta alta… e poi? Che fine fa il capitano? La trama prende una piega diversa e fino alla fine del racconto non compare più. Medda lascia il capitano di polizia nella sua volante, come se si fosse dimenticato di lui.

Incongruenze e fili in sospeso a parte, voluti o meno, Il cielo su Nest Point è una storia piacevole e ben raccontata: merito dei testi di Michele Medda ma anche dei bellissimi disegni di , perfettamente a suo agio nel raffigurare una pacifica cittadina americana piuttosto che il suo “solito” repertorio di flyer, droidi e stazioni spaziali. La cura per i dettagli è sempre la stessa alla quale il disegnatore napoletano ci ha abituati, ma sembra quasi che qui voglia mantenere un profilo più basso, senza eccedere nei suoi tecnicismi, a vantaggio di una maggiore leggibilita’. Cio’ che ne risulta è un segno un po’ meno personale se vogliamo, ma pulito e privo di orpelli come non mai. La caratterizzazione dei personaggi è ottima, come per esempio i membri della famiglia Donati, ma alcuni di essi sono davvero irresistibili: Cary, il direttore del quotidiano dove lavora Stephanie Donati; Adrian Richards, con la sua mimica facciale pressoche’ perfetta; il già citato capitano della polizia, sguardo da duro e al tempo stesso molto umano. Insomma, con questa prova De Angelis si dimostra una volta di più un autore dal segno versatile e di bravura indiscussa.
Il primo numero di Caravan è percio’ un biglietto da visita più che promettente per il resto della serie, che si prospetta da subito avvincente e imprevedibile.

Riferimenti
Il sito della Bonelli: www.sergiobonellieditore.it
Il blog di Caravan:caravan-laserie.blogspot.com

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

I commenti sono soggetti a moderazione, per questo motivo potresti non vederli apparire subito.
Ti preghiamo di non usare un linguaggio offensivo ma di esporre le tue idee in maniera civile.