Interviste

Le nuove autrici del fumetto italiano: Sara Pichelli

Le nuove autrici del fumetto italiano: Sara Pichelli - immagine1-5394Ci puoi raccontare il tuo incontro con il fumetto e quando è maturata la decisione di lavorare in questo campo?
E’ bene chiarire subito che io provengo da un piccolo paese della costa marchigiana in cui non esistono fumetterie e nelle poche edicole a disposizione la qualità e quantità dei fumetti è scarsa e discutibile. Percio’,escludendo qualche numero di Topolino letto in bagno da bambina,la mia unica passione fino a 5 anni fa è stata esclusivamente l’animazione. Solo dopo essermi trasferita a Roma ed essermi iscritta alla Scuola Internazionale di comics (nella sezione dedicata all’animazione 2D) ho avuto modo di entrate in contatto oltre che con professionisti ed appassionati di “cartoni animati” anche con gente del settore fumettistico. Mentre portavo avanti la mia carriera nel mondo dell’animazione (lavorando in diversi studi,tra cui la Rainbow CGI) ho avuto modo di stringere amicizia con molti professionisti dell’ambiente del fumetto i quali mi hanno indirizzata verso nuove letture.

Ci parli dei tuoi esordi? Come li giudichi oggi?
Nel 2007 mentre lavoravo ancora in uno studio di animazione ho avuto modo di mettermi alla prova con il fumetto realizzando una storia breve di 15 pagine (un adattamento di un racconto di Alda Teodorani) per l’ antologia “Sesso col coltello“; che a conti fatti possiamo definire il mio esordio come disegnatrice di fumetti. Riguardo a cosa penso dei miei esordi… beh ogni volta che li guardo mi vergogno come una scimmia…

Esiste una diversa sensibilità creativa tra un uomo e una donna? E questo secondo te si manifesta anche nelle opere finite?
Quante volte avete sentito pronunciare da una donna una frase tipo “non vedo l’ora di essere presa dalla Marvel per disegnare Hulk!!!“, oppure da un uomo “quasi quasi vesto questo personaggio con quel modello di jeans che ho visto l’altro giorno in quel negozio!“? Esatto, NESSUNA! Generalizzando mi sento di dire che la sensibilità creativa femminile abbia molto da imparare da quella maschile riguardo alla gestione dei personaggi maschili molto muscolosi e massicci, e nel muoverli in maniera credibile,soprattutto nelle scene d’azione. D’altro canto pero’, la sensibilità maschile presenta delle grosse lacune nella cura del dettaglio del look dei personaggi, che mancano spesso e volentieri di personalita’; per non parlare della naturalezza nel muovere gli stessi. Quello che rende un disegnatore ” di razza” è proprio il saper miscelare entrambe le sensibilita’,insistendo parecchio su quelle mancanze che sono state dettate dall’assetto genetico!

separatorearticolo Dalla tua esperienza, come sono viste le nuove autrici donne nel mondo del fumetto italiano? E secondo te all’estero (se hai avuto dei contatti) l’atteggiamento è differente?
Personalmente ho avuto contatti esclusivamente con il mercato americano,percio’ non mi sento di parlare di quello italiano. La mia opinione riguardo alla visione all’esterno della donna nel mondo del fumetto,e’ molto positiva.Ho potuto constatare come non solo le donne siano in netto aumento,ma di come ci sia una crescente tendenza da parte degli editori nel “accaparrarsele” per primi! La sensazione che ho è che ci si veda come una “ventata di freschezza”, per portarvi un esempio: il team creativo della testata Marvel (i Runaways ) su cui lavoro è tutto al femminile (Kathryn Immonen, Christina Strain ed io); e dagli stessi annunci sul web della casa editrice americana si evince che non sia un caso ma al contrario una scelta ben precisa accompagnata da quel cristallino entusiasmo che contraddistingue gli americani.Le nuove autrici del fumetto italiano: Sara Pichelli - immagine2-5394

Conosci o segui il lavoro di altre autrici all’interno del mondo del fumetto italiano?
No, seguo solo il mercato americano e francese.

Ci puoi dire che tecnica e materiali utilizzi per realizzare una tavola e quanto è importante la documentazione e l’aderenza al reale nei tuoi fumetti?
Al momento realizzo le mie tavole completamente in digitale e i miei strumenti di lavoro sono la Cinthiq 21UX della Wacom e Photoshop CS3. La documentazione e l’osservazione dal vero sono alla base del processo per creare una tavola organica e credibile in tutti i suoi aspetti, che si abbia uno stile realistico o grottesco.

A cosa stai lavorando adesso e quali sono i tuoi progetti futuri?
Al momento sono a lavoro su uno story arc dei “Runaways” una testata della Marvel, e contemporaneamente sto portando avanti un progetto di cui non posso rivelare nulla sempre per la Marvel, e ad un volume scritto da Manfredi Toraldo per la Renoir.

Riferimenti:
Il blog di Sara Picelli: sara-pichelli.blogspot.com

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