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Il caleidoscopico mondo di Atak

SpongeBob, Rousseau il Doganiere, arazzi di battaglie rinascimentali, Ensor e l’espressionismo tedesco, Topolino, Batman e Robin, personaggi delle fiabe e damoiselles al bagno. Se vi state chiedendo cosa hanno a che fare l’uno con l’altro gli elementi di questo elenco, non avete mai visto un’opera di .Il caleidoscopico mondo di Atak - atak-jaeger

, nato al mondo come Georg Berber, è un artista tedesco attivo a Berlino dalla fine degli anni Ottanta. In partenza legato alla scena della musica punk e del fumetto underground, ha pubblicato diverse autoproduzioni fino ad arrivare a veri e propri libri che mischiano fumetto, illustrazione e arte.

Dell’autore pubblicato in italiano c’è soltanto un libro illustrato, ma Mondo Matto (Orecchio Acerbo, 2010) è esemplare di come Atak lavori con l’immaginario collettivo. E se tema di Mondo Matto è il rovesciamento dei luoghi comuni (con bambini che imboccano le mamme e leoni a capo degli zoo), c’è da dire che Atak ama giocare in tutta la sua opera con questa modalità.

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Atak - Mondo Matto

Con la mancanza di quel rispetto cerimonioso per l’arte che probabilmente gli viene dai suoi trascorsi punk, Atak si diverte a ibridare suggestioni dalla vita quotidiana e immagini pescate da tutti i media, e a oltrepassare i confini tra l’alto e il basso con estrema libertà. Il risultato sono dipinti o tavole di libri a fumetto dove dietro l’apparente naivitè si nasconde una complessità multilivello, e l’effetto nello spettatore è quello di spingerlo a scoprire continuamente qualcosa di nuovo, come un investigatore che va alla ricerca dell’elemento straniante, facendolo rimbalzare indietro all’infanzia e donandogli una forte sensazione di divertimento.

Il lavoro di Atak è un’esplosione di energia ma riesce a essere anche inquietante e mascherare una vena di cattiveria e pericolo. Fortemente attratto dalla cultura pop americana ma anche fine conoscitore della storia dell’arte internazionale, Atak riempie tutti i suoi dipinti di citazioni ricreando un mondo estremamente affascinante e lievemente inquietante. Ecco quindi che davanti alle sue opere si ha la sensazione di fissare l’interno sensuale e vagamente perverso di un fiore esotico dai petali carnosi, o la sensazione perturbante di percepire con la coda dell’occhio il teschio nascosto sulle ali della farfalla.

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Uno dei pezzi principe delle sue mostre è un baule da viaggio che aperto mostra una collezione di giocattoli che sono stati poi stravolti e reinterpretati dall’artista tedesco che ha abbinato all’originale un suo disegno/opera (The Toy Box, 1997). Ci sono poi i suoi Daily Painting, cartoncini 12 x10 cm su cui dal 2006 schizza liberamente ogni mattina tutto quello che gli passa per la testa (e pare che la pila di questi cartoncini cresca ogni anno di quasi trentacinque centimetri). Oppure c’è Old School dove vengono riprese le pose dei supereroi o dei protagonisti del fumetto poliziesco, liberandole dallo sfondo e a volte addirittura dai lineamenti del viso.

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Atak - Daily Painting

 Questi esempi per mostrare come Atak lavori impastando studio e ammirazione per il passato, estrema organizzazione e meticolosità che rischiano di sfociare nell’ossessione, e una forte vena di divertissement. Oltre a mischiare continuamente vecchi metodi di stampa e nuove tecniche: xilografia, serigrafia, collage, acrilico.

Tutto questo concorre a creare un mix elegante e giocoso capace di attirare l’occhio di chiunque, adulto o bambino che sia, e farlo perdere nel caleidoscopico mondo immaginario di Atak.

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