Interviste

Le nuove autrici del fumetto italiano: Francesca Da Sacco

Le nuove autrici del fumetto italiano: Francesca Da Sacco - immagine1-5382Ci puoi raccontare il tuo incontro con il fumetto e quando è maturata la decisione di lavorare in questo campo?
L’incontro è avvenuto che ero una bambina, molto tempo fa ^^. All’inizio pensavo di scrivere, poi di fare la regista. Infine ho deciso per il fumetto. Avevo 11 anni e mi ero già resa conto (disegnando le mie storie) di come il fumetto fosse in grado di comunicare emozioni che, per la mia giovane eta’, non ero ancora in grado di tradurre in parole. La tristezza, il dramma e l’avventura… Naturalmente, la decisione di farne un vero e proprio lavoro è arrivata attorno ai vent’anni, quando, assieme a mia sorella gemella Michela (Jonathan Steele, L’Insonne) ho cominciato a lavorare ad una serie di fantascienza su una rivista per esordienti, Casablanca.

Ci parli dei tuoi esordi? Come li giudichi oggi?
Il mio esordio come autrice completa è molto recente, più che altro perché per molto tempo non ho disegnato. Molti mi dicevano che col mio tipo di disegno non avevo molte speranze in Italia, a meno di non provare alla . Ho cominciato quindi come sceneggiatrice nel 2000, ma solo nel 2006 ho visto pubblicati per la prima volta i miei disegni su una mia storia, prima 4 pagine e poi una storia completa su Agenzia Incantesimi. Come lo giudico? Beh, ci ho messo impegno, sebbene non avessi ancora trovato il mio stile, o, forse, non riuscivo ad usarne abbastanza personale, perché non erano personaggi miei, quindi, spesso, preferisco dire che ho esordito nel 2008 con Bambole di Carne (ed Arcadia). Prodotto di cui sono soddisfatta.

Esiste una diversa sensibilità creativa tra un uomo e una donna? E questo secondo te si manifesta anche nelle opere finite?
Credo di sì e si manifesta sia nello stile di disegno sia nel tipo di storia, oltre al modo in cui la storia viene affrontata. Semplicemente, uomini e donne fanno attenzione a cose diverse.

Le nuove autrici del fumetto italiano: Francesca Da Sacco - immagine2-5382Dalla tua esperienza, come sono viste le nuove autrici donne nel mondo del fumetto italiano? E secondo te all’estero (se hai avuto dei contatti) l’atteggiamento è differente?
Spesso mi è stato domandato se nel mondo del fumetto ci fosse maschilismo o se le donne trovassero maggiori difficoltà dei colleghi, ma nella mia esperienza non ho mai avuto problemi, anzi, forse c’e’ stata una maggiore curiosità nei miei confronti, proprio perché donna. In realtà trovo che ci sia aspettativa, forse per vedere cosa faremo e dove arriveremo, e questa aspettativa è più tra i colleghi ed editori che tra i lettori. Quello che di negativo ho sperimentato, in quanto autrice (ma qui vale per tutti, maschi e femmine), è la difficoltà a trovare sbocchi, spesso è più facile scrivere o disegnare, inserendosi in qualche serie regolare, che cercare di piazzare una storia propria.

Conosci o segui il lavoro di altre autrici all’interno del mondo del fumetto italiano?
Certo, un po’ per vedere cosa succede attorno a me, un po’ perché sono amiche, oltre che colleghe. Da poco tempo sono anche entrata in un gruppo di artiste al femminile (molte fumettiste ma non solo), la Pusciastova, dove ho trovato alcune autrici che già conoscevo e seguivo, come Francesca Follini, per esempio.

Quali sono i vantaggi e, se ritieni ce ne siano, i limiti di essere l’unica artefice della creazione di un fumetto?
I vantaggi son più degli svantaggi, almeno nella mia esperienza.Innanzitutto posso decidere di raccontare il tipo di storie che desidero, senza dover passare attraverso altri che me stessa. Di solito mi trovo a creare strada facendo, elaboro la storia a mano a mano, anche se la base c’e’ gia’, almeno quella, i dettagli li decido sulla tavola. Insomma, quando faccio la sceneggiatrice sono ordinata, quando faccio la disegnatrice sono abbastanza ligia a cio’ che mi scrive lo sceneggiatore, ma quando sono sola con me stessa, divento un caos, da cui, non so bene come, escono storie con un senso ^^.

A cosa stai lavorando adesso e quali sono i tuoi progetti futuri?
Lavoro ad un progetto che inseguivo da parecchio tempo, una storia su mia nonna, malata di Alzheimer, una cosa che sta venendo fuori un po’ “sperimentale”. Tra i miei progetti c’e’ anche una storia sulla morte, su come più ricco e colto è il paese, più la morte diventa tabu’, odiata e temuta, nonostante la religione ci dica che è solo un passaggio. Altri progetti… tanti, che vorrei prima o poi vedessero la luce.

Riferimenti:
Il blog di Francesca Da Sacco: francescadasacco.blogspot.com

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