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Banana Football Club

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Banana Football Club - immagine1-5362Banana Footbal Club (BFC nel seguito), trasposizione a fumetti dell’omonimo romanzo di Roberto Perrone [PE] , racconta la storia di Pierpaolo, adolescente introverso e sovrappeso, che le previsioni materne vedono adulto musone e imbolsito. Fare sport potrebbe essere un rimedio: attività fisica e una nuova cerchia di amici e nonna Pilar si adopra con successo affinche’ entri in una squadra di calcio. La Matrone Footbal Club è team dalle scarse fortune e frequentatrice di bassa classifica, ma ha comunque fama di ambiente positivo: i giocatori sono di buon potenziale e, soprattutto, formano un gruppo unito. Lì Pierpaolo troverà quasi subito un amico, Nino detto Foglia Morta, il fuoriclasse della squadra, che lo farà uscire dal suo guscio emotivo; Marcacci, l’allenatore e Ferruccio, l’assistente, sono due appassionati di calcio, mentre il presidente del club, Pettinati cerca di ritrovare un ruolo nel business che attorno al calcio ruota. Oltre a tutto cio’, emergono le memorie dei familiari, la vita scolastica, con i compagni di classe e la comparsa delle ragazze nell’orizzonte di Pierpaolo.

LO SPORT FRA EPICA, BILDUNG E UTOPIA

BFC ha un intreccio lineare, che si svolge senza particolari contorsioni e nel quale i personaggi seguono le aspettative che ispirano al primo incontro. Non ci sono, in questo senso, capovolgimenti, sorprese, ripensamenti o catastrofi, bensì una progressiva definizione e rifinitura di caratteri e obiettivi, attraverso scelte e azioni. Gli adulti sembrano ormai modellati dal proprio passato (dalle proprie scelte pregresse), mentre i ragazzi vivono un processo di formazione attraverso il confronto con il mondo degli adulti, che mette in crisi i loro princi’pi e nel quale cercano tattiche e strategie per capire se stessi (ad esempio: Pierpaolo all’inizio della storia non sa molto di se’, perché sempre vissuto in un ambiente protetto), realizzare i propri progetti: la squadra fondata sull’amicizia e la stima reciproca, la lotta contro l’allenatore ostile. Siamo di fronte alla proposta di un luogo ideale, dove è semplice separare i buoni dai cattivi e ognuno si comporta secondo le attese.
Perrone e Gabos ci propongono una tipologia di storia non molto frequentata dagli autori di fumetto italiani, ma che vanta numerosi titoli in quello nipponico. Il tono di BFC e la sua impostazione narrativa rimandano molto naturalmente a , che sul tema della formazione attraverso la partecipazione ad attività sportive, spesso in contesto scolastico, ha costruito una vera e propria poetica [1] . Sia nelle opere di Adachi, sia in BFC, la costruzione degli intrecci e personaggi dà alle storie, ambientate nei contesti più ordinari, un tono che le pone su un piano se non fantastico, certamente al limite del reale quotidiano, nel senso che, seppure ogni singolo elemento, personaggio, battuta o smorfia, potrebbe essere stato preso dalla realta’, l’insieme ricostruito ha un particolare carattere armonioso, che difficilmente riscontriamo nell’esperienza. A questo effetto, a mio parere, contribuiscono due componenti, una causale, per così dire, e l’altra finale. La prima consiste nel fatto che il racconto nasce da una elaborazione del ricordo nella quale ogni traversia trova il suo scioglimento positivo e, soprattutto, il suo senso, come tappa di un percorso. Questa visione vira il tono del racconto su una componente nostalgica, intrisa di malinconia e speranza, che mette in evidenza la varietà delle alternative accessibili durante l’adolescenza; una idea dell’adolescenza come periodo critico di formazione della personalità e di scoperta di se stessi e del mondo. In questo senso, sarebbe interessante sapere chi leggerà questa storia ed analizzarne le riflessioni e il coinvolgimento emotivo, in base all’eta’. La seconda è il voler proporre un modello, non tanto una storia edificante, con il quale confrontare l’esperienza quotidiana. In questo modello rientrano i personaggi, con le loro scelte e le loro relazioni: ognuna di esse è fonte di stimoli.
BFC è prima di tutto la storia della maturazione della consapevolezza di essere di fronte ad una scelta. Scegliere significa prendere posizione, assumere responsabilità e agire: di fronte al tentativo del presidente Pettinati di vendere il futuro di Nino (di sottrargli il suo diritto di decidere, tentando di comprarlo dai suoi genitori), Pierpaolo e Belli Capelli non solo rifiutano ma propongono di accettare lo scontro e di colpire quello che individuano come interesse della societa’. Nel suo piccolo, è un’azione di lotta politica, una vero e proprio sciopero di solidarieta’. Questa lotta sarà a sua volta un percorso di esplorazione della natura delle relazioni fra i vari personaggi messi in gioco: i ragazzi scopriranno innanzitutto che la loro analisi, di solido buonsenso, non aveva individuato la natura dell’azione del presidente, i suoi scopi; avevano cioe’ totalmente frainteso il contesto in cui si trovavano ad agire. In questo contesto, che si estende ben al di fuori dei confini della squadra e della società sportiva, le forze dei ragazzi sono inadeguate; serve una nuova leva su cui agire. Questa leva sarà la stampa, nientemeno che il Corriere della Sera [2] , che potrà entrare in gioco grazie all’intervento di Nonna Pilar e che porterà rapidamente alla soluzione della vicenda.Tutto sembra facile, quindi; pero’ tutto è facile quando si hanno agganci e appoggi: che cosa sarebbe successo se Nonna Pilar non avesse conosciuto il famoso fotografo – nel romanzo addirittura il direttore del Corsera? Morale: si deve sempre lottare, ma non ci si illuda che si possano nutrire molte speranze se si lotta da soli, se non si hanno i giusti agganci. La stampa gioca un ruolo fondamentale: raccogliendo, vagliando e collegando informazioni, porta alla luce vicende, le inserisce in un contesto che le rende comprensibili, analizzabili: può decidere le sorti dello scontro, o almeno offrire ai lettori e cittadini la possibilità di formarsi un’opinione motivata al riguardo [3] . Ma chi può contattarla, spingerla all’appoggio della propria causa? L’ambiente di Pierpaolo ha i giusti contatti, quello di Nino e Belli Capelli no. Possono questi sperare in una qualche soddisfazione per non dire giustizia, nelle loro lotte? Che sarà di loro, quando si troveranno a lottare senza poter contare sull’appoggio della stampa, o se la troveranno addirittura contro? Queste sono le riflessioni che BFC può innescare, ma con esse usciamo decisamente dal romanzo. Quella che Perrone e Gabos narrano e mettono in scena è una storia dove c’e’ spazio per la speranza, per la dignità e addirittura per l’istruzione intesa come valore e strumento di autoaffermazione: il padre di Nino stima per il figlio lo studio e una laurea preferibile ad un ricco contratto, come a dire la costruzione della propria persona e di una competenza alla svendita del proprio talento e della propria ingenuita’/immaturità [5] . I genitori rifiutano senza problemi l’offerta per il figlio per il semplice motivo che hanno una idea della vita e del mondo ben definita e diversa da quella del procuratore e di Pettinati. Per i genitori di Nino non è vero che tutto è in vendita e ognuno ha un prezzo, mentre è vero che il loro dovere nei confronti del figlio è dargli tutti gli strumenti per essere autonomo e capire che cosa vuole essere.
La Matrone FC è una squadra unita, solidale, multietnica: un’allegoria di società integrata, ricca e fertile grazie alle differenze fra i suoi componenti. Come tante storie di Frank Capra, BFC è anche una storia consolatoria, un’oasi nel deserto e nello squallore della cronaca, che intende essere soprattutto un serbatoio di energia per la speranza, un esempio ideale. Infine, rendendo esplicito il ruolo della stampa nel conflitto fra squadra e Presidente, chiarisce che i mezzi di informazione sono attori fondamentali delle relazioni sociali: questo ruolo porta con se’ responsabilità e il dovere di prendere chiaramente posizione, cioe’ scegliere da che parte stare, perché si sta con i ragazzi o con Pettinati, ma non si può stare ne’ con ne’ al di sopra di entrambi.

FUMETTO E ROMANZO

Gabos traspone in fumetto il romanzo di Roberto Perrone, seguendone fedelmente l’intreccio, l’atmosfera e lo spirito. Si riserva tuttavia alcune modifiche, che arricchiscono il risultato finale. Innanzitutto, il racconto di Gabos si ferma all’inizio dell’ultimo capitolo del romanzo, con l’immagine di Pierpaolo in elevazione a raccogliere un cross di Nino. Come detto all’inizio, la scelta della fine di una storia è fondamentale alla sua resa e con questa scelta Gabos, senza perdere nulla, da una parte riesce ad aggiungere fascino, perché forza il lettore ad immaginare che cosa avverrà dopo quella scena, lasciandolo a confronto con i personaggi ed il contesto; dall’altra, poiche’ quella finale è la stessa scena che prelude all’avventura di Pierpaolo, Gabos racchiude la vicenda in un vero e proprio arco narrativo, poggiato su due vignette sostanzialmente identiche (pag. 41 e pag. 120). La figura dell’arco aiuta a capire il senso della storia, quando lo si consideri non come semplice sinonimo di intreccio autoconsistente, bensì come struttura architettonica che sopporta il peso di una costruzione. Nel caso di BFC, la costruzione che si sviluppa retta da questo arco, cioe’ dall’esperienza narrata, è proprio la vita di Pierpaolo, come in effetti dichiara la didascalia della prima vignetta: “Ci sono momenti della vita, istanti che risultano decisivi […] Ricordatevi di questo istante“.
Una seconda modifica riguarda Ferruccio, l’assistente di Marcacci, che nel romanzo ha pochissimo spazio ed è definito come “uno dei tanti volontari, dei tanti appassionati che ruotano intorno al calcio minore […] e sono terrorizzati di non avere più quelle giornate nel fango. Contano pochissimo per gli altri, specialmente per i tanti che li sfruttano, ma si sentono pienamente realizzati[4] e che Gabos promuove a ruolo di vecchio saggio, testimone delle cose e quasi coro dell’opera (e forse in rappresentazione di se stesso, visto che Ferruccio è sardo come l’autore).
Altra modifica sta nell’età dei protagonisti, che nel romanzo affrontano l’ultimo anno delle medie inferiori, mentre nel fumetto sono al primo delle superiori.
Banana Football Club - immagine2-5362Infine, Gabos si avvale magnificamente del disegno per trasmettere l’atmosfera del racconto: siamo immersi in una Milano di nebbie e piogge, di case dagli interni caldi e confortevoli a prescindere dalla ricchezza, una Milano solidale, dove le persone si aiutano senza badare al censo o al colore della pelle, che non ha paura delle diversita’; una Milano magari più stereotipo che città reale (anche qui: nostalgia verso l’antica immagine della citta’, rispetto a quella di cinismo affarista e segregazionista del presente?), che si rivela una scelta ideale, poiche’ riesce ad amplificare i toni di fantastico quotidiano che caratterizzano la storia.

Note
[1] La poetica di Adachi meriterebbe un’analisi specifica, ma soprattutto si leggano le sue opere ad esempio Rough, forse la sua migliore [AD-1], e Cross Game, in corso di pubblicazione [AD-2]. Gabos, come egli stesso ricorda nell’introduzione, è anche appassionato lettore di manga di vecchia data, ha fra l’altro lavorato all’adattamento italiano di Capitan Tsubasa (“Holli e Benji”). Sarebbe quindi interessante conoscere anche il rapporto fra Perrone ed il fumetto di ambientazione sportiva.
[2] Si ricordi che Roberto Perrone, autore del romanzo da cui è tratto il fumetto, è giornalista della testata di via Solferino.
[3] Che questo sia il ruolo dei mezzi di informazione è opinione non condivisa da molti operatori del settore. Al riguardo, è interessante la lettura di [TRA].
[4] Cfr [PE], pag. 125.
[5] Posizione questa che, in una temperie in cui appare socialmente accettabile e legittimo che la selezione di parte della classe dirigente nazionale possa basarsi sulla disponibilità a concedere il proprio corpo ai potenti del momento, suona come un richiamo alla dura realta’: per essere classe dirigente autonoma e responsabile servono dignita’, coscienza morale e competenza. L’ambizione ha solo obiettivi personali e quindi non e’, non può essere, titolo sufficiente.

Riferimenti
[AD-1] Mitsuro Adachi: Rough, .
[AD-2] Mitsuro Adachi: Cross Game, Manga.
[PE] Roberto Perrone: Banana Footbal Club, Fabbri.
[TRA] Marco Travaglio: La scomparsa dei fatti, Il Saggiatore.

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