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Segno di Gesso

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Segno di Gesso - immagine1-5315Segno di Gesso e’, in fin dei conti, una storia piccola. Piccola nell’ambientazione, nel numero dei personaggi e anche negli avvenimenti. Eppure, per tutta la durata delle 91 pagine, non si può fare a meno di credere che ci sia qualcos’altro, qualcosa di mancante o nascosto. Come se la minuscola isola-faro sulla quale è ambientata la vicenda possegga degli anfratti misteriosi e inavvicinabili che celano al lettore la vera essenza della sua natura, dei suoi enigmi. Misteri probabilmente chiari solo ai gabbiani che, forse per questa consapevolezza, durante la storia vengono continuamente uccisi, come ad assicurarsene l’omerta’.
Il senso di mistero è una delle sensazioni principali che pervadono questo fumetto e le sue splendide tavole: ci si sente ospiti che dall’alto assistono alle vicende di pochi e miseri esseri confinati, a volte per esilio auto inflitto, su questo scoglio che col suo lungo e bianco molo altro non è che un segno di gesso tracciato sull’oceano della realtà dalla mano di un dio tanto burlone quanto crudele.

Tutta la lettura è intrisa da questa sensazione di estraneità al mondo grazie anche all’incredibile uso dei colori che seguono fedelmente le correnti emotive che attraversano la narrazione, indirizzando il lettore di volta in volta verso le diverse suggestioni create dall’autore. Complice di questo viaggio al di fuori della realtà e’, soprattutto, il personaggio di Raul, che accede all’isola dopo una vorticosa tempesta degna di un episodio di “Ai Confini Della Realta’”. La vicenda di Raul non è certamente la più cruenta, forte e tragica del racconto. Egli non può nemmeno essere considerato protagonista principale in quanto tutto il volume è percorso/narrato dal diario di Ana. Eppure è attraverso Raul che entriamo nel cuore degli eventi ed è grazie alla sua incapacità nel farsi accettare e capire che tutta la trama acquista un nuovo e particolare significato, ricollegandosi a molteplici citazioni letterarie, elementi imprescindibili della sfida al lettore a ricomporre il puzzle narrativo, mutevole e fuorviante. Talmente fuorviante che lo stesso autore, nella postfazione, si dice preoccupato del risultato ottenuto.

I riferimenti letterari spaziano dal giallo classico di S.S. Van Dine, redattore delle venti regole auree per scrivere un mistery e padre del detective snob Philo Vance; all’opera di Borges – ricca di suggestioni filosofiche e metafisiche e improntata a tematiche come sogno, slittamenti temporali e realtà parallele; passando da Chateaubriand, fondatore del romanticismo francese le cui opere sono costantemente in bilico tra fantasia e realta’, per arrivare poi a Tabucchi. Proprio al suo libro “Donna di Porto Pim” – un surreale diario di viaggio ricco di simbolismi riferiti all’uomo e al mare – sembrano legati i maggiori indizi. E’ grazie a quest’ultimo, che reinventa eventi vissuti o percepiti dallo scrittore, che il naufragio di Raul assume contenuti esistenziali, ai quali si aggiunge la sottile tensione per i continui atti mancati durante la permanenza sull’isola; come il non riuscire a riannodare il filo logico di un discorso sentimentale che sembra già cominciato precedentemente.
Un’impossibile rincorsa a un se’ stesso diverso, che non riesce ad emergere neanche davanti all’estrema concretezza del momento, vissuto con l’atteggiamento di uno spettatore casuale.

Segno di Gesso - immagine2-5315L’isola assume le sfumature surreali di un palcoscenico sul quale recitano figure tragiche che approdano, per strade diverse, ai due lati del molo: vera e propria membrana tra frammenti di realtà contrapposte. Da una parte Ana, alla ricerca di una persona che ha scritto per lei un messaggio d’amore, direttamente sulle mura del porto. Dall’altra Raul che di quella scritta, come del precedente incontro con Ana, non conserva memoria. Una manciata di parole che diventano il cuore del mistero, che spiazzano il lettore nelle pagine finali, e la cui esistenza (o la materiale realizzazione) può essere ricondotta alla diversa percezione della realtà e degli eventi da parte dei protagonisti, provenienti da due flussi temporali difformi, che interagiscono magistralmente grazie alla densa costruzione narrativa. Proprio in questi passaggi il racconto assume il valore di metafora della vita, fatta di incontri mancati o dell’incapacità di riconoscersi a causa dei diversi momenti/tempi delle nostre esistenze. E questa è solo una delle possibili interpretazioni.

Il volume presenta varie possibilità di approccio, e Prado informa il lettore che, per gustare appieno la storia, è necessario mettersi in gioco, avere il coraggio di compiere percorsi tortuosi, a volte poco logici, ma sicuramente emozionanti. Lasciando pero’, e questo è un altro aspetto interessante, una scorciatoia ai più pigri, una possibilità veloce ed innocua di arrivare all’epilogo restando immuni dai voli pindarici che tanto piacevano a Borges.
E’ lo stesso autore ad avvisare il lettore di questo doppio percorso di lettura. Lo fa, per fortuna, nella postfazione e lo fa a mo’ di stimolo per un approccio meno superficiale alla lettura. Vista in questo modo potrebbe sembrare un eccesso di pretenziosita’, non fosse per l’ammissione, di esser stato probabilmente troppo ermetico nella narrazione.

Come già accennato, dal punto di vista grafico il volume è saturo di colori che, anche quando paiono eccessivi, risultano utilissimi per creare il giusto contesto emotivo necessario per gustare appieno la lettura. Gli interni sfumati in penombra, claustrofobici e soffocanti, si pongono in netta contrapposizione alla luminosità esterna, esaltando la perizia grafica di Prado. E’ proprio la luce a giocare un ruolo fondamentale, sia nello scandire inesorabilmente lo scorrere del tempo che nel sottolineare lo stato emotivo degli attori; portando così l’isola stessa a divenire protagonista aggiunta grazie all’estrema mutevolezza dei colori del cielo, quasi a rammentare al lettore la particolare natura e anima del luogo.

L’edizione della 001 edizioni è degna del prodotto presentato e, cosa fondamentale, la stampa esalta i bellissimi colori di Prado, dando al lettore la possibilità di godere degli splendidi paesaggi e delle vivissime rappresentazioni del cielo. Un’ottima presentazione per un fumetto insignito di numerosi riconoscimenti tra cui il premio come miglior Libro dell’anno in Austria (1994) ed in Francia (1993), l’Alph Art ad Angouleme (1994), e una nomination all’Eisner e all’Harvey Award (1995).

Purtroppo, come sempre più spesso accade nel mondo del fumetto, i non appassionati a tale media non saranno certamente invogliati all’acquisto da un prezzo decisamente non abbordabile.

Riferimenti
Il sito di : www.001edizioni.com
La pagina di Prado su Wikipedia en.wikipedia.org/wiki/Miguelanxo_Prado

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