Top Ten 2008- La classifica

cover di LMVDM

TOP TEN 2008

1) LMVDM – LA MIA VITA DISEGNATA MALE di Gipi (Coconino Press/Fusi Orari) punti 157
Elaborato compiutamente il proprio flusso di coscienza, la “voce” del Gipi ormai maturo è un brillante mix emotivamente e graficamente instabile. Pietà e risate per raccontare un malessere tragicomico. Ma anche un controllato sberleffo sulle virtu’ del disegno, “bello” quanto più riesce a farsi racconto, languido acquerello o informale che sia. (Matteo Stefanelli)
La nostra recensione

2) RUGHE di Paco Roca (Tunue’) punti 87
Paco Roca è un ottimo sceneggiatore e un efficace disegnatore. “Rughe” svolge tutte le funzioni essenziali di un fumetto: trasmette emozioni, appassiona, ha una struttura narrativa solo apparentemente semplice, ma in realtà articolata e solida. In più – elemento non da poco – riesce a parlare di un tema drammatico, come la vicenda dell’anziano Emilio, colpito dal morbo di Alzheimer, senza sotterfugi ricattatori e quasi con leggerezza. (Fabrizio Lo Bianco)
La nostra recensione

3) L’APPRODO di Shaun Tan (Elliot) punti 81
E’ un libro che richiede dedizione. Deve essere scandagliato in ogni angolo e guardato con attenzione spasmodica. Racconta di uomini e donne spaesati, sradicati e disambientati. Racconta di migrazioni riuscite che non passano necessariamente per l’omogeneizzazione delle culture. Scrivere un libro su argomenti così complessi, senza perdere la capacità di appiccicare il lettore alla poltrona con le lacrime agli occhi, indica grande maestria. In quarta di copertina si spende la locuzione “graphic novel”, basta non crederci. (Paolo Interdonato)
La nostra recensione

4) PASCIN di Joann Sfar (001 edizioni) punti 62
Topffer, secondo molti storici ormai ritenuto l’inventore del mezzo, diceva che il fumetto aveva bisogno del segno anche ‘imperfetto’, un segno con una vitalità e autenticità espressiva che ha solo il tratto jete’. Questo ‘elogio dell’imperfezione’ del tratto grafico sembra fondante in Pascin: un segno via via sporco e leggiadro, ben fatto e tirato via, umoristico o realistico, omogeneo e disomogeneo che è speculare all’instabilità narrativa del romanzo. E’ il ritratto del pittore ebreo Pascin, romanzato, ma con una grande forza. (Francesco Boille)
La nostra recensione

5) LAIKA di Nick Abadzis (Magic Press) punti 53
Un curioso approfondimento tra le pieghe meno conosciute di una storia (apparentemente) nota a tutti e un altro bell’esempio per l’infinita versatilità del fumetto. Una sceneggiatura che mostra una sensibilità non comune, disegni delicati e sempre appropriati: una felice scoperta. Educativo.(Loris Cantarelli)
La nostra recensione

6) LUCILLE di Ludovic Debeurme (Coconino Press) punti 46
Un impatto emozionale che non lascia indifferenti: questo il miglior pregio di Lucille, fragile fiaba contemporanea sull’amore, la malattia e la solitudine. Tramite un’elegante sottrazione grafica, in questo primo volume, il francese Debeurme tratteggia poeticamente le “vite appese a un filo” dei due adolescenti protagonisti. Una storia straziante ma non per questo senza speranza. (Andrea Provinciali)
La nostra recensione

7) LOCAL di Brian Wood e Ryan Kelly (Double Shot) punti 39
In dodici capitoli, 12 tasselli della vita di Megan McKeenan. 12 instantanee che, come in un mosaico, compongono un’immagine di una vita che tenta ogni volta, ad ogni occasione, di ripartire solo per poi tornare dove tutto è iniziato.(Gennaro Costanzo)
La nostra recensioneCover di Lost Girls

8) LOST GIRLS di Alan Moore e Melinda Gebbie (Magic Press) punti 38
L’esplorazione della pornografia nelle sue potenzialità di medium completo. L’alto e il triviale che cercano un punto di contatto apparentemente impossibile da scovare. Apparentemente. Alan Moore e Melinda Gebbie si gettano a capofitto in una materia incandescente, inclassificabile, discutibile a prescindere. Lost Girls rappresenta un atto di coraggio che da solo vale più di qualsiasi riuscita artistica. (Alessandro Di Nocera)
La nostra recensione

9) UNA LIEVE IMPERFEZIONE di Adrian Tomine (Rizzoli) punti 36
Col suo disegno lineare e asettico, alla ricerca di un realismo essenziale e lontano anni luce dal pop-grottesco di Daniel Clowes, a cui spesso viene accostato per la visione del mondo, Adrian Tomine è uno dei migliori registi su carta in circolazione, dotato del raro talento di restituire un umore, un’emozione e un’atmosfera operando su dettagli minimi.()
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10) BLATTA di Alberto Ponticelli (Leopoldo Bloom Editore) punti 32
Blatta è per metà claustrofobia e per metà agorafobia. E non perché lo suggerisce Ponticelli con qualche didascalia: leggendo il fumetto sembra di sentire il respiro affannato del palombaro. Anzi, sembra di essere nello scafandro al suo posto. (Luigi Siviero)
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MENZIONE SPECIALE PER LA VALORIZZAZIONE
DEL PATRIMONIO FUMETTISTICO 2008

1) LA BIBLIOTECA DI GIANNI DI LUCA VOL 1: GIAN BURRASCA E ALTRE STORIE di Gianni De Luca e vari (Black Velvet) punti 26
La collana di Black Velvet dedicata a Gianni De Luca va segnalata per l’importanza che riveste nel riscoprire uno dei più grandi e al contempo più sottovalutati maestri italiani del fumetto. L’abilità narrativa di De Luca, la forza della sua sintesi, la chiarezza della sua visione d’autore sono elementi che emergono forti anche nelle storie presenti in questo volume, pensate per un pubblico di ragazzi. (Emilio Varra’)
La nostra recensione

3) IL SECOLO DEL CORRIERE DEI PICCOLI a cura di Fabio Gadduci e Matteo Stefanelli (Rizzoli) punti 18
L’ho già scritto: non è solo l’edizione sognata che coniuga rigore filologico con la divulgazione critica, insomma la migliore introduzione storico-critica (con alla fine un criticabile ‘buco’) rivolta al grande pubblico del più importante settimanale italiano per ragazzi, ma è un’opera che consente di farsi anche un’idea di come la storia patria sia stata raccontata dai ragazzi dell’epoca e quindi vissuta dalle loro famiglie. (Francesco Boille)

3) I CLASSICI DI MAD VOL 1 di AAVV (Planeta DeAgostini) punti 12
I Classici EC Comics erano assenti da troppo tempo dal mercato italiano, e non avevano mai beneficiato di una ristampa completa. Planeta DeAgostini ha presentato quindi questo balenottero di 376 pagine in edizione tascabile, che ristampa la prima metà delle storie e dei redazionali contenuti in quella storica e splendida rivista che è stata Mad, a cura della solita banda di idioti. (Nicola Peruzzi)
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