Top Ten 2008 – Commento ai risultati

Disegno di Paolo BacilieriPREMESSA
L’annuale appuntamento con la Top Ten de LoSpazioBianco.it è l’occasione, come sempre, per offrire ai nostri lettori uno spaccato chiaro di un’annata di pubblicazioni a fumetti.
L’idea di raccogliere le opinioni di un’importante fetta della critica italiana, oltre che di alcuni redattori storici de LoSpazioBianco.it, ha due principali obiettivi: fare luce su opere particolarmente significative, che spiccano in un panorama molto vasto, a volte poco visibile al di fuori della cerchia degli addetti ai lavori, spesso poco confortato dai dati di vendita; favorire l’orientamento dei lettori in percorsi di lettura personali e ben più ampli, attraverso la presentazione dei singoli voti di tutti i partecipanti accompagnati da brevi commenti.
La prima indicazione, come ogni anno, è quindi quella di leggere le scelte dei diversi votanti per trovare molteplici spunti di lettura. La seconda indicazione è che i dieci titoli (più i tre della menzione storica) della classifica, se non necessariamente i migliori pubblicati nel 2008, sono senza alcun dubbio tutte opere che nessun amante del fumetto dovrebbe lasciarsi sfuggire.

LA VITA E IL FUMETTO SECONDO GIPI, ROCA E TAN
Il vincitore non è una sorpresa: Gipi con LMVDM ha tracciato un segno profondo e importante nella scena fumettistica. Oltre a confermarsi una voce forte e rilevante nel fumetto europeo e non solo (negli Stati Uniti i suoi fumetti stanno incontrando un’ottima accoglienza da parte della critica), l’autore toscano sta capitalizzando un successo di pubblico e vendite straordinario per un fumetto estraneo ai meccanismi delle produzioni seriali. Un merito che è senza dubbio da ricercarsi in primis nella sincerità e chiarezza della sua espressione. In secondo luogo credo sia evidente a tutti che i racconti di Gipi sanno intercettare in modo efficace un bisogno presente in moltissimi potenziali lettori: offrire un punto di vista sulla nostra attualità e quotidianità attraverso le vicende personali e i percorsi esistenziali dell’autore. Concretezza, semplicita’, potere evocativo sono i suoi tratti distintivi.
Piu’ sorprendente, ma non per la qualità dell’opera, il secondo posto di Rughe di Paco Roca. L’autore spagnolo aveva già dato buona prova di se’ con un paio di altre pubblicazioni italiane (ancora per Tunue’ e per Planeta De Agostini) ma con Rughe mostra un equilibrio tra sensibilità espressiva, pulizia del tratto e idee narrative che è segno di una raggiunta maturità e di un approccio realmente personale al fumetto. Parlare di alzeimer e di case di cura per anziani è di per se’ una scelta rischiosa. Farlo senza risultare sentimentale o patetico, ma con una sintesi e un’essenzialità evocative e coinvolgenti è dimostrazione di un grande talento.
A chiudere il podio un lavoro atipico, dalla fortissima cifra stilistica. L’approdo dell’australiano Shaun Tan racconta di immigrazione e sradicamento attraverso una storia muta, minima sul piano dell’azione e degli eventi, ma stratificata sul piano illustrativo. è un lavoro che spicca per originalità dell’approccio e per cura della costruzione.
In comune, le tre opere hanno senza dubbio l’intenzione di affrontare temi di concreta attualità attraverso un approccio personale e, ognuno a suo modo, poetico e mai sterile.

IMMAGINARIO UNIVERSALE
Il fumetto è innanzitutto costruzione e rielaborazione di simboli, culturali e visivi. Espressione ibrida per eccellenza, esso appare particolarmente efficace quando sa avvicinare temi e idee assai distanti, provenienti dall’immaginario popolare e, al contempo, da quello più raffinato ed elitario.
Cover di LocalNe sono un perfetto esempio altri quattro titoli presenti in top ten. Pascin (quarto posto) di Sfar è un capolavoro di mimesi e finzione biografica che fonde spunti provenienti dalla filosofia, dall’arte visiva, quanto dal puro piacere della narrazione autentica, senza compromessi e restrizioni. Laika (quinto posto) è il racconto sorprendente di uno dei miti del secolo scorso, ovvero la spedizione nello spazio del primo essere vivente, la piccola cagnetta sovietica del titolo. L’autore britannico Abadzis mostra un totale controllo del linguaggio fumettistico, così come una sapiente capacità di cambiare registri narrativi, dando vita a un racconto denso e fortemente emotivo. Lost Girls (ottavo posto) di Alan Moore e Melinda Gebbie è un esperimento unico nel panorama fumettistico attuale: un racconto erotico sofisticato, che mescola le più disparate sollecitazioni culturali e visive, ripercorrendo in modo inedito (ma non sempre imprevedibile) alcuni topoi fondanti della letteratura anglosassone. Infine, Blatta di Alberto Ponticelli (decimo posto) è una lenta, claustrofobica danza concettuale su un futuro dispotico e alienante. Una metafora riuscita dei rischi della modernità e del rapporto tra libertà e dipendenza tecnologica ed economica.

separatorearticoloIMMAGINARIO MINIMALE
Gli ultimi tre titoli presenti in classifica sono accomunati dalla volontà degli autori di raccontare storie di ordinaria infelicita’, lotta e, perché no, rivalsa. Lucille di Debeurme (sesto posto) è il primo di due corposi volumi che manifestano senza dubbio lo straordinario talento del giovane autore francese. Le tragiche vicende di una giovane ragazza anoressica in cerca della propria identità e della propria disattesa felicità sono raccontate con un tratto unico, dove è la linea, pulita, morbida, in continuo movimento a guidare la narrazione, a dettare il ritmo degli eventi e a coinvolgere completamente il lettore. Local (settimo posto) è il capolavoro introspettivo dell’eclettico Brian Wood (coadiuvato ai disegni da Ryan Kelly). Un fumetto che si colloca esattamente a metà tra prodotto popolare e d’autore, che abbraccia le più diverse sensibilità e che offre uno spaccato vivo, equilibrato e non retorico della gioventu’ americana. Una lieve imperfezione (decimo posto) di Tomine, infine, è un lavoro attesissimo dagli appassionati di fumetti: il primo racconto lungo del maestro del minimalismo a fumetti statunitense. Un amore si risolve a causa di imperfezioni esistenziali. L’immedesimazione del lettore è inevitabile e riuscita.

IL FUMETTO EUROPEO è PIu’ VICINO CHE MAI
La classifica offrirebbe moltissime opportunità di approfondimento. Ci limitiamo a cogliere un dato che è conferma di una tendenza già rappresentata dalle top ten degli anni precedenti e che qui si afferma senza ombra di dubbio: il fumetto europeo (2 italiani, 1 spagnolo, 2 francesi, 1 britannico, senza contare il lavoro dell’inglese Alan Moore) domina ampliamente la classifica. A dispetto della popolarità di molte produzioni giapponesi e statunitensi che, per certi versi, saturano il mercato fumettistico italiano, le produzioni destinate a lasciare un segno e che mostrano più di tutte la vitalità e la forza dell’espressività a fumetti nascono nel vecchio continente. Se non è possibile parlare di una scuola specifica o di una sensibilità europea in contrapposizione alle altre, è indubbio che vi siano delle condensazioni espressive e narrative rilevanti e che appaiono come segni sulla mappa di come sta evolvendo il fumetto mondiale.
Cio’ detto, non è nostra intenzione affermare la superiorità di un territorio culturale rispetto a un altro. Sarebbe tuttavia interessante approfondire il tema allargandolo alle considerazioni sui meccanismi produttivi, distributivi e ricettivi dei diversi paesi.

LE CASE EDITRICI
Mai come quest’anno c’e’ una varietà e disomogeneità di case editrici rappresentate dalla top ten. Coconino Press e Magic Press (entrambe con due titoli), Tunue’, Fusi Orari, 001 Edizioni, Elliot Edizioni, Double Shot, Rizzoli si distinguono tutte per la cura dei prodotti editoriali e per le proposte originali e differenziate. Se Coconino, Fusi Orari, Magic e Rizzoli rappresentano ormai l’affermazione del perfetto compromesso tra visibilità e ricercatezza, le altre case editrici sono piccole se non minuscole realtà che si stanno affermando con la forza delle loro produzioni. Da sottolineare in particolare le scelte di Tunue’, Double Shot e Bloom che, oltre all’importazione di materiale prodotto all’estero, curano e producono autori italiani più o meno affermati ma dal carattere riconoscibile e dal potenziale enorme, quali Ponticelli (in classifica), Ausonia, Petrucci e molti altri, a ennesima conferma di un fermento creativo mai sopito e in continuo sviluppo.

MENZIONE STORICA
Alla tradizionale Top Ten si affianca ormai da un paio di anni la menzione di produzioni rilevanti sul piano del recupero di materiale storico. Ad affermarsi sono tre volumi molto diversi tra loro ma che rappresentano, ognuno, un tassello necessario alla conoscenza dei maestri che hanno fatto la storia della “nona arte”. Il primo volume de La Biblioteca di Gianni De Luca (primo posto) è il mantenimento di una promessa fortemente voluta da Omar Martini e dalla sua Black Velvet: rendere di nuovo reperibili in edizione degna del loro valore i lavori che manifestano il talento di De Luca, uno degli autori più importanti e meno celebrati del fumetto italiano. Il secolo del corriere dei piccoli, a cura di Gadducci e Stefanelli, è un’antologia riuscita del famoso giornale per ragazzi che tanto ha attraversato e segnato la cultura popolare italiana nei decenni del secolo scorso. Il volume, pubblicato da Rizzoli, è una vera gioia per gli occhi e il cuore e testimonia nuovamente la rilevanza che il fumetto ha e ha avuto nell’accompagnare i cambiamenti della nostra societa’. Classici di Mad 1, infine, è il primo di due volumi che ristampa in forma integrale la rivista che ha segnato un punto di non ritorno per il fumetto indipendente statunitense. A dispetto della scelta editoriale di Planeta De Agostini, che per certi versi mortifica il contenuto con un formato inadeguato, povero, ridotto nelle dimensioni, è talmente importante e sentita la necessità della reperibilità organica di tale materiale da convincere lo scetticismo di molti votanti.

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