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Intervista esclusiva al cast di Dragonbal: Evolution

Intervista esclusiva al cast di Dragonbal: Evolution - immagine1-5263Four Seasons Hotel, Los Angeles, 29 marzo 2009.

Intervista a James Wong (regista), Justin Chatwin (Goku), Joon Park (Yamcha), Emmy Rossum (Bulma), James Marsters (Lord Piccolo), Eriko Tomura (Mai) e Jamie Chung (Chi Chi).

Vi è piaciuto girare in Messico?
Jamie Chung:
Città del Messico è stupenda. Siamo rimasti solo tre settimane, è una città vivace ed è stato davvero bello essere li’.
Joon Park: Sono stati tutti calorosi e gentili, e la carne e il cibo erano grandiosi.
Jamie Chung: La carne migliore di sempre.

Conoscevate i vostri personaggi prima del film?
Emmy Rossum:
In realtà sono cresciuta guardando i cartoni animati del fine settimana quando avevo otto o nove anni, percio’ ne sapevo un po’ di Bulma, e che era un tipo divertente con i capelli blu. Almeno questo era quanto ricordavo quando seppi che stavano realizzando un film dal vivo.
Justin Chatwin: Ha detto tutto!
Emmy Rossum: Infatti, si’! (Ridendo) Sono io, in poche parole. Per cui ho ordinato i manga e ho fatto una ricerca sull'”etica” di .
Justin Chatwin: Li hai ordinati da un sito di manga?
Emmy Rossum: Si’. On-line.
Justin Chatwin: Sul serio? Allora devi prestarmeli.

E voi invece? Conoscevate i personaggi?
Justin Chatwin:
Ricordo i fratellini e le sorelline dei miei amici che discutevano animatamente di Goku e Piccolo e di tutte queste scene particolarmente intense, e ne parlavano con una passione incredibile. Quasi come dei Cristiani parlano della Bibbia. Era tutto per loro. Io invece pensavo: “Ma siete pazzi! Siete dei nerd! Non so di cosa stiate parlando!” Poi ho cominciato a guardare il cartone la domenica mattina. E allora: “Ma sai che c’e’? Questa roba è forte.” Mi piacciono i manga perché sono diversi dai fumetti americani. I fumetti americani sono un po’ più cupi, seri e basati sulla realta’, mentre i manga sono divertenti e buffi, e un po’ fuori di testa. Sono situazioni più fantasiose rispetto ai soliti Peter Parker e Bruce Wayne.
Jamie Chung: Beh, sono cresciuta con i cartoni animati. Sono di San Francisco, per cui gli anime erano di grande successo. C’erano i Poke’mon, Sailor Moon e Dragonball. E Dragonball era divertente. Alcuni personaggi erano un po’ perversi, ma decisamente divertente.
Justin Chatwin: Quello è uno dei motivi che ci ha fatto partecipare al film.
Jamie Chung: Credo di si’. Quando ho letto il copione ero davvero entusiasta. Era ora che facessero un film live action.
Joon Park: Sono cresciuto con anime e manga, e avevo alcuni amici che erano giapponesi e le loro famiglie andavano in vacanza in Giappone, e tornavano con questi fumetti, videocassette, prima ancora che Dragonball fosse importato negli Stati Uniti. Lo conoscevo molto bene. Quando ho scoperto che stavano realizzando il casting mi sono detto: “Ragazzi, devo esserci.” E ho detto a James (il regista): “Se non ottengo la parte, almeno potresti usarmi come un extra?” (ride). Poi quando ho scoperto che avrei avuto la parte, ero contentissimo di poter interpretare uno dei personaggi che adoravo da bambino.
Eriko Tomura: Il mio personaggio, Mai, non è pienamente sviluppato all’interno della storia originale, così è stato divertente creare la mia personale visione di Mai. Per quanto riguarda Dragonball ero una grandissima fan, percio’ sono davvero felice di far parte di questo progetto.
James Marsters: Ho un figlio tredicenne, ma quando aveva sette anni mi ha fatto entrare nel mondo di Dragonball. Non dimentichero’ mai il momento in cui ho inserito il primo DVD e la prima scena che abbiamo guardato insieme era quella in cui Goku era morto, e suo figlio si sta allenando perché è l’unico rimasto in grado di salvare la Terra, ma l’unico che può allenarlo è il mio personaggio: Lord Piccolo. Percio’ la prima scena che ricordo è quella di Piccolo che fluttua a un piede da terra, mentre osserva l’orizzonte e riflette, intanto il piccolo Gohan si arrampica sulla rupe e dice: “Allenami!” e Piccolo: “Vattene, ragazzino, mi stai seccando.” E lui: “No, sono solo, mio padre è morto, devi farlo per la Terra.” E Piccolo: “Vattene” E Gohan: “Allenami!” Alla fine Piccolo accetta, e gli da un pugno in testa, poi un calcio e lo lancia contro le rocce. E poi c’e’ una ripresa del piccolo Gohan da vicino, il bambino di soli sette anni, e come padre a questo punto stavo per togliere il DVD, non lo dimentichero’ mai, ma c’era Gohan… impolverato, con un occhio pesto e il sangue che colava, e si mette a ridere di fronte a Piccolo. “Alla fine farai quello che volevo. Mi allenerai come ti avevo chiesto.” E ho guardato la faccia di mio figlio, e non aveva paura, non stava tremando, era rapito da questo giovane ragazzo e dalla forza che aveva. Allora ho capito che c’era qualcosa di buono. E più guardavamo, più comprendevo i messaggi positivi che c’erano in Dragonball.

E come la pensa tuo figlio riguardo al tuo ruolo come Piccolo?
James Marsters:
(Ride) Sono come tutti gli altri genitori: ai figli non importa molto cosa fai in ufficio. Gli importa cosa fai quando sei a casa. Pero’ è stato davvero particolare vederlo interessarsi al mio lavoro. è stata la prima volta.

Che tipo di preparazione avete dovuto sostenere?
Jamie Chung:
Ogni personaggio aveva un particolare stile di combattimento. Volevano che Chi Chi fosse particolarmente tosta. Percio’ gran parte del mio addestramento comprendeva Taekwondo, perché quell’arte marziale è nota per i suoi potenti calci e pugni. I giorni in cui non stavo girando col resto del cast, mi allenavo. è stata dura. Un mese prima di girare e poi ogni giorno in cui non stavo lavorando.
Emmy Rossum: E non ci sono andati piano con le ragazze. No, no: “non ci importa se avete grossi bicipiti o meno li avrete alla fine di questo allenamento” . Piu’ di tre ore al giorno, sei giorni a settimana per le poche settimane prima che incominciassimo ad allenarci. Mi ricordo di essere andata dal regista a dirgli: “Ma è veramente dura cosi’!” e lui ha risposto: “Beh, voglio che tu sia un vero guerriero. Voglio che tu abbia l’aspetto di un guerriero, e che ti senta come un guerriero e pensi come un guerriero“. L’addestramento ci ha davvero fatto diventare cosi’. Avevamo alcuni addestramenti da seguire tutti assieme, il che li rendeva meno pesanti, perché quando ti guardavi intorno potevi vedere che anche gli altri soffrivano come te. In qualche modo lo rendeva più tollerabile. Poi ognuno andava per conto suo a fare il suo allenamento specifico, per Eriko lancio di pugnali e per Jamie, Taekwondo con una montagna di piegamenti! Io andavo a sparare con i marine e a imparare a guidare la moto, e molte altre cose che non avrei mai pensato di fare. Percio’ grazie per avermi preso.
Joon Park: Dovevo guidare il mio camion nei campi per ore e ore. Grandioso. Ma davvero, bisognava fare serio esercizio fisico, sollevamento pesi e corsa. Piu’ tardi abbiamo capito sul set perché dovevamo fare tutto questo: per le sequenze d’azione che richiedevano dei corpi fisicamente forti, altrimenti ci saremmo fatti male. Per fortuna nessuno si è seriamente infortunato, a parte Justin che ha avuto dei punti sul braccio.

Cosa è successo?
Justin Chatwin:
Durante la scena in cui venivo sballotatto nel camion prima che andasse a sbattere, c’erano un bel po’ di lamiere che spuntavano, e mi sono affettato il braccio. Mi sono anche rotto un dito del piede.
Jamie Chung: Quando gli attori si combattono l’un l’altro è un problema. Ma quando combattono contro gli stunt “e’ uno scherzo.
Emmy Rossum: Grazie agli stunt, se commettiamo un errore loro lo capiscono prima. Gli attori invece fanno “Perche’ mi hai colpito sul naso?” (Ride) “Mi ha fatto male!
Justin Chatwin: Si’, perché gli stunt hanno dei limiti. C’e’ questa cosa chiamata “la scatola” e loro ti dicono che devi rimanere all’interno della scatola. Arriva un giovane attore e loro fanno: “Sono nel personaggio…” E sei a gambe all’aria e quell’attore assaggia la polvere. Ma eravamo al sicuro. Io e James dovevamo volare uno verso l’altro in una sequenza, a venti miglia l’ora, afferrarci e volare venti piedi in aria.
James Marsters: E mi ricordo la faccia di Justin che mi arrivava addosso a trenta miglia l’ora, perché doveva afferrarmi in un certo modo, e non era affatto spaventato. Non me lo dimentichero’ mai.
Justin Chatwin: Per non parlare del fatto che avevamo bevuto otto energy drink e pensavamo ci venisse un colpo! Una volta finito di girare si è abbassata la tensione, senza dubbio.
James Marsters: Ma James (il regista) era molto sottile a riguardo. Sapeva sempre che avrebbe impiegato gli stunt solo se ce n’era assolutamente bisogno, e che ci avrebbe dato cinque possibilità di fare la scena da soli. Credo che se l’avessimo saputo dall’inizio saremmo scappati via, ma giorno per giorno, con molta tranquillita’, è stato abbordabile.
James Wong: La cosa straordinaria è che si tratta di attori che non sono maestri di arti marziali; penso che le scene di lotta siano dannatamente buone. Ho lavorato con Jet Li in passato e posso assicurarti che puoi dirgli: “Jet, fai cosi’.“, e lui la fa meglio e con più creatività di quanto tu possa immaginare, e senza aver bisogno di ripetere, ma con attori che non sono dei professionisti delle arti marziali, bisogna pensare alle coreografie con estrema cura, perché non vogliamo che qualcuno si faccia male e hanno fatto un ottimo lavoro. Hanno imparato davvero bene.
Justin Chatwin: Chi vincerebbe in un combattimento, io o Jet Li?
James Wong: Se tu fossi Goku, probabilmente tu! (Risate).

Intervista esclusiva al cast di Dragonbal: Evolution - immagine2-5263Avete tutto visto il film? Cosa avete pensato rivedendovi con gli effetti speciali in CGI, con i superpoteri e tutto il resto?
Jamie Chung:
è stato incredibile! James non ci aveva fatto vedere niente mentre lavorava. Andava nella Bat-Caverna e faceva il montaggio. Non ho saputo niente per un sacco di tempo e poi ci siamo seduti e lo abbiamo guardato. è stato incredibile! Durava due ore ma mi sono passate come fossero cinque minuti! E dicevo: “Sul serio? Non ci posso credere!!” Nessuna delle mie scene era stata tagliata, grazie James. Ero così impressionata dagli effetti speciali. Era magia.
Justin Chatwin: Ero nervoso, perché non c’e’ mai stato un adattamento Americano di un manga, percio’ James si sta davvero avventurando in un territorio nuovo. Ero nervoso, perché pensavo “Va bene, sono vestito come un ninja arancione con i capelli lunghi mezzo metro, corro in giro e faccio roba da ninja.” Poteva essere ottimo o la fine della mia carriera. Meglio prima che dopo! (Scherza) Quando mi sono seduto a vederlo, ero davvero molto nervoso, ma una volta iniziato, la musica parte e i personaggi prendono vita, colore, spessore, e puoi vedere l’equilibrio tra violenza e comicita’. Alla fine ero davvero soddisfatto. Penso sia un film veramente divertente. Si colloca in quel genere di film che adoravo vedere da bambino, come le Tartarughe Ninja, Batman e Ritorno al Futuro.
James Marsters: Mi sembrava un treno impazzito, che lascia la stazione e non rallenta. C’erano momenti mentre guardavo l’anime in cui rimanevo sbalordito, momenti in cui i combattimenti erano così assurdi da farti dire “Non posso crederci.” E il film è cosi’. Fin dall’inizio vieni stupito dai retroscena della storia, poi ci sono i combattimenti sui cavi e cresce fino al gran finale nel deserto. Ci sono stati diversi momenti in cui mi sono detto: “Oddio! Grandioso.” Sono rimasto molto soddisfatto anch’io.

Avete tutti firmato per un sequel?
Justin Chatwin:
Si’, sarei entusiasta di farne un altro. è raro partecipare ad un film in cui davvero ti godi la compagnia e noi abbiamo attraversato il mondo assieme per promuoverlo. Non è facile che tutti quanti leghino come abbiamo fatto noi. Ci siamo davvero divertiti a girare questo film. Penso lo si possa intuire guardando il film, si capisce che ci siamo divertiti a realizzarlo.
Joon Park: Se gli spettatori lo apprezzeranno, allora potremo davvero continuare quest’avventura insieme. è stato davvero divertente.
James Marsters: Ci devono essere dei seguiti! C’e’ una storia meravigliosa da raccontare. Così tanti luoghi da mostrare. Cattivi che si redimono; eroi che cedono al male. C’e’ del materiale straordinario a mi si spezzerebbe il cuore se non continuassimo.

Che cosa rende questo film diverso dagli altri film d’azione con elementi manga? Cosa lo rende unico?
James Wong:
è il materiale di Partenza. Il manga di Dragonball ci porta in un luogo magico tutto suo, e speriamo di averlo catturato in questo film. è divertente e non si prende troppo sul serio, ma ha anche delle intense scene d’azione. Credo che la combinazione di divertimento e azione, e la creatività di (il creatore del manga) facciano la differenza.
Justin Chatwin: E ci sono anche delle belle ragazze. Non fa mai male.

e’ la prima volta che vi capita di venire ritratti in delle action figures?
Emmy Rossum:
Non ho ancora visto la mia! Colleziono tutti i pupazzi di Dragonball e Goku e li metto in una stanza della mia casa. Ho tutte le statuette allineate, pero’ se riesco a metterci le nostre action figures, modellati sui nostri corpi e i nostri visi, le altre possono anche sparire.
Justin Chatwin: Sul serio? Hai una stanza dove tieni questa roba?
Emmy Rossum: In ufficio. Le abbiamo tutti!
Justin Chatwin: Che figata.
James Marsters: Io sono un patito di queste cose. Quando ho ottenuto la parte, mio figlio voleva trovare un altro Piccolo, perché gli altri avevamo dovuti buttarli, dal momento che gli aveva strappato le braccia troppe volte. Puoi farlo con Piccolo, visto che gli ricresceranno. Non riuscivamo a trovarne uno, siamo stati in alcuni negozi senza successo. Ho guardato mio figlio e gli ho detto: “La prossima volta che vedrai Piccolo, sai a chi somigliera’?” e lui:”No papa’, a chi?” E io gli ho risposto “A me, figliolo, a me.” è stato molto dolce.

Giocate ai videogiochi di Dragonball?
Emmy Rossum:
Non ho mai giocato ai videogiochi di Dragonball, mi piacciono quelli di Lara Croft. Ma ora c’e’ un gioco in cui siamo i protagonisti.
James Marsters: Mio figlio ci gioca ed ero davvero impressionato da come I personaggi si muovevano e volavano sullo schermo, e a come veniva rappresentata l’energia. Credo che uscirà un gioco per PSP basato sul film.

e’ già in vendita?
Justin Chatwin:
L’ho visto a Tokyo.
Joon Park: Uscirà lo stesso giorno del film.

Sentite addosso la pressione dei numerosi fan di Dragonball?
James Wong:
Assolutamente no! (Scherza). Si’, ci sono molte aspettative da parte dei fan, e io stesso ho le mie, perché sono un fan anch’io. La cosa difficile è che so bene che molti saranno delusi, perché il manga ha tanti personaggi eccezionali e moltissime storie, ma è impossibile accontentare tutti. è impossibile realizzare un film di due ore all’interno dei confini del manga, percio’ so che alcuni si arrabbieranno, perché il personaggio preferito non c’e’, o perché quella parte della storia non viene raccontata. Questo adattamento è differente. Doveva esserlo, non intendevamo duplicare cio’ che era nei fumetti e nell’anime. Dovevamo provare qualcosa di differente. Io spero che i fan del manga ci lasceranno esprimere Dragonball in questa maniera.
James Marsters: Una delle cose più belle dell’anime e del film, è che è passato molto tempo da quando ci è stato presentato un nuovo eroe con nuove abilita’. I miei personaggi preferiti di questo genere sono davvero vecchi. Superman è vecchio. Batman c’e’ da un sacco di tempo. Flash è in giro dai tempi della Depressione. Ed è davvero raro che qualcuno arrivi a creare un personaggio come Goku. Non me ne viene in mente un altro al suo livello. Siamo davvero fortunati, perché ci sono molte persone che non conoscono il manga e Goku e noi abbiamo l’occasione di presentarglieli. Molto bambini ne andranno pazzi.
Joon Park: Il film è questo: un adattamento dell’originale Dragonball, e non di Dragonball Z. Si tratta di un’introduzione con tutti i personaggi principali e di una spiegazione del significato del titolo. Spero che tutti i fan e le persone che verranno a vedere il film siano consapevoli di cio’, e per tutti coloro che non conoscono ancora Dragonball: andate a vederlo e pensate che questa è animazione trasposta in live action, e che tutto è possibile quando si impiegano gli effetti speciali.

Quali personaggi sono stati lasciati fuori in questa versione e vorresti introdurre in futuro?
James Marsters:
Un centinaio. Troppi anche solo per parlarne.
Emmy Rossum: è un’avventura così immensa, con così tante storie, personaggi e generazioni di personaggi. I protagonisti con i loro figli. è davvero una faccenda enorme.
James Marsters: E il fatto è che per ogni nuovo personaggio che introduci nel film c’e’ bisogno di almeno quindici minuti per inserirli nella storia e far accadere qualcosa di interessante. Prima devi conoscere i personaggi. Percio’ avere un cast di 14 o 15 persone, come nel cartone animato, non avrebbe permesso lo sviluppo della storia. Sarebbe stato tutto un incontrarsi di persone.
James Wong: è un percorso accidentato. So bene che qualcuno non sarà soddisfatto, non importa quel che fai. So anche che è l’opportunità di coinvolgere coloro che non conoscono il mondo di Dragonball, e forse dargli lo stimolo di leggere il manga originale, ed è stupendo. è una lama a doppio taglio: vuoi far piacere ai fan, ma allo stesso tempo intendi coinvolgere nuovi fan.

Quante scene utilizzano la CGI?
James Wong
: Ci sono migliaia di riprese che hanno elementi in CGI. Penso che ogni scena del film ne faccia uso, alcune più di altre. Anche i cieli hanno un colore diverso nel mondo di Dragonball.

Come avete bilanciato le cose per far sì che gli effetti non oscurassero l’azione dei personaggi?
James Wong:
L’approccio che ho avuto sin dall’inizio del film è stato che ogni cosa doveva essere familiare, in modo che le persone potessero rapportarsi ad essa. Ecco perché Goku ha l’età che ha nel film. Lo abbiamo inserito in un’ambientazione più familiare, al liceo, qualcosa che non c’e’ nel manga. Man mano ci siamo allontanati da cio’ che è familiare, immergendoci nel mondo di Dragonball. Abbiamo creato questo percorso che lentamente ci porta verso luoghi più fantasiosi, in questo modo alla fine non ci si rende conto che siamo in un posto dove nulla è reale, nemmeno il cielo. Percio’ mentre guarderai questo film, sarà una transizione indoloro dal mondo familiare a quello fantastico, senza strappi. La narrazione permetterà al pubblico di affrontare quest’avventura senza doversi domandare “Ma che diavolo succede?“.

Courtesy of 20th Century Fox &2009.

Riferimenti:
“Dragonball: Evolution” su Facebook: www.facebook.com/pages/Dragonball-Evolution/53505133299
Il sito ufficiale del film: www.dragonballevolutionilfilm.it

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