Approfondimenti

Bilbolbul 2009

Bilbolbul 2009 - immagine1-5256 mette in scena un inedito, almeno per l’Italia, happening fatto di pubblico, di autori e storie, senza la mediazione ingombrante della fiera mercato, dei cosplayers, della varia gadgettistica. Non che sia un male che esistano eventi fumettistici come quelli di Lucca o Napoli, anzi. pero’ è differente e più interessante, per chi, per esempio, vuole sentire direttamente una conferenza di Vittorio Giardino oppure ammirare, in adeguata sede, una mostra di Sergio Toppi.
Bologna, per la sua inconfondibile urbanistica che costringe a spostarsi a piedi da un punto all’altro, tra splendidi scenari e sotto portici dove la gente non sembra aver la fretta di chi invece vive le metropoli, è l’ideale location di un festival in cui si respira un’atmosfera intensa e al contempo rilassata. Un festival disperso e immerso per le vie di una città nella quale un evento culturale può parlare la lingua del fumetto, attraverso un approccio consapevolmente adulto, ma non vanamente serioso o inutilmente tronfio.

Basti pensare che la prima immagine del festival che ritorna in mente è quella del manifesto ideato dai Superamici, quella sorta di Barbapapa’ alieni e alienati, talmente cool e azzeccato che quasi fanno dimenticare la somma degli stimoli visivi che il festival riesce a mettere assieme. Proprio i Superamici – il collettivo fumettistico che sta in equilibrio tra genialità irriverente, nonsense e goliardia fracassona – hanno animato anche con una divertente mostra in Piazza Nettuno, con la quale hanno omaggiato il personaggio che dà il nome al Festival, e sono stati protagonisti di un riuscitissimo laboratorio per bambini.

Uno degli eventi più importanti è stato il convegno di studi che nell’arco di una giornata ha messo in fila interventi di Giulio Cesare Cuccolini, Matteo Stefanelli, Daniele Barbieri, Enrico Fornaroli, Ferruccio Giromini, Stefano Gorla, Fabrizio Lo Bianco, Emiliano Monreale, nell’intenzione di ritrarre e analizzare adeguatamente l’opera di questo maestro del fumetto conosciuto in tutto il mondo. Interessante poi la chiacchierata che lo stesso Toppi ha tenuto con Cuccolini e con il numeroso pubblico venuto a tributargli il ringraziamento per la lunga e fortunata carriera. Un pubblico letteralmente rapito dalla semplice saggezza di questo piccolo grande uomo del fumetto italiano, autore di storie e illustrazioni indimenticabili, alcune delle quali si sono potute ammirare nelle oltre duecento tavole della bella e ben curata mostra tenuta nella degna cornice del Museo Archeologico. Proprio in occasione del convegno e della mostra Black Velvet ha pubblicato una raccolta di saggi a cura di Hamelin, intitolata Sergio Toppi. Il segno della storia, un utile strumento, anche per chi non è stato a Bologna, per approfondire la conoscenza dell’opera dell’autore milanese (ne parliamo QUI).

separatorearticoloIn questa edizione una seconda mostra, quella di Charles Burns, poteva essere considerata di fatto principale, per l’importanza dell’autore e per il numero di opere esposte. Un viaggio nell’opera trentennale dell’autore statunitense partendo dai suoi lavori degli anni ottanta (come Big Baby, appena pubblicato da Coconino), passando al capolavoro indiscusso Black Hole, fino alle opere più recenti come il cortometraggio Peur(s) du Noir.
Tra le altre esposizioni, molto interessante quella dello svizzero Thomas Ott, pubblicato in Italia da Black Velvet, autore di tavole realizzate con la tecnica dello scratching, dall’impatto visivo molto forte. Non meno importante è stata la personale dedicata ad Altan, complice l’occasione della ristampa delle sue opere a fumetti da parte di Comma 22 che ancora oggi paiono, a più di vent’anni dalla loro comparsa, ancora fresche, taglienti, contemporanee.

Numerosi gli incontri, ma materialmente impossibile seguirli nella loro totalita’, complice un calendario per forza di cose compresso. Cio’ non di meno, anche dovendo scegliere, è stato interessante notare come molti di essi vertessero sul rapporto tra Fumetto e Storia, per esempio per la presenza di Angel De La Calle, autore della biografia a fumetti dedicata a Tina Modotti, oppure per l’approfondimento sulla guerra di Spagna prendendo spunto da No Pasaran di Vittorio Giardino, o sul passato dell’Argentina con l’incontro dedicato al grande Oesterheld, durante il quale è stato proiettato HGO, bellissimo lungometraggio sulla vicenda artistica e umana dell’indimenticabile autore dell’Eternauta.
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Sarebbe impossibile citare tutti gli autori intervenuti, tutte le proiezioni in cartellone, le esposizioni che si potevano visitare. Per questo rimandiamo al sito ufficiale della manifestazione e al blog che la redazione de LoSpazioBianco, quest’anno media partner del festival, ha curato per tutta la sua durata e oltre, nel tentativo di testimoniare tutto quello che Bilbolbul ha saputo offrire.
Per la densità e la varietà del cartellone che miscela le nuove tendenze del fumetto contemporaneo con i grandi maestri del fumetto italiano; per la profondità dell’analisi sul fumetto come mezzo con cui comunicare storie, avventure, sentimenti, con cui raccontare la stretta attualità e la complessità della Storia recente e meno; per la scelta di mettere al centro gli autori con il loro carico di esperienze da raccontare davanti a un pubblico spesso folto, per tutte queste ragioni e per altro ancora, Bilbolbul era il Festival che fino a pochi anni fa mancava in Italia. Chi l’ha visitato almeno una volta può capire il senso di questa affermazione. A chi non c’e’ mai stato il consiglio è di segnare sul calendario che a marzo c’e’ Bilbolbul, il miglior Festival italiano di Fumetto.

Riferimenti
www.bilbolbul.net
www.bilbolbul.net/blog

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