Top Ten 2011

Top Ten 2011 – Massimo Galletti

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Top Ten 2011 - Massimo Galletti - gallettiMassimo Galletti

Tra i fondatori del Centro Fumetto “Andrea Pazienza” di Cremona con cui collabora fino al 1995. Ha scritto articoli e recensioni per Blue, Fumo di China, Mucchio Selvaggio, Tank Magazine, Scuola di Fumetto, Touch, Animals.

 

TOP TEN NOVITA’

 

1° CLASSIFICATO
POLINA (VIVES)

Per l’emozione piena e la felicità che mi ha regalato dopo averlo letto. Chi ha avuto remore sui silenzi, i colori, l’indefinito, i minimalismi, le sperimentazioni dei libri precedenti, qui non ha più scuse. Vives ha molte tavolozze e molti registri narrativi. E questo è un romanzo “pieno”, e un romanzo di formazione “vero”, e una splendida sinfonia in crescendo, e ha dialoghi e disegni ottimi, classici e insieme moderni, ed è, anche, il miglior manuale possibile per giovani aspiranti artisti e affini, non solo danzatori, di qualsiasi arte, fumettisti compresi. Artisti veri, però.

2° CLASSIFICATO
IRENE E I CLOCHARD (RUPPERT, HULOT)

Un libro dalla struttura davvero innovativa, davvero complessa, davvero attuale, davvero dentro alle rivoluzioni del linguaggio. Un libro davvero nell’oggi, senza reticenze, intelligente, fragile e sfrontato, esile e violento, reazioni a piacere ma impossibile l’indifferenza. Irene è giovane, è colta, ma non regge il mondo, le relazioni, una grande città, finge di studiare i clochard, è a suo modo un clochard (p.s., e l’emozionante mostra a BilBolBul a compendio, puro spettacolo a tre dimensioni e insieme davvero fumetto-fumetto…!)

3° CLASSIFICATO
LA CODA DEL LUPO (NERI)

Un romanzo puro, solo quello,niente di più, niente di meno. Puro come la luce e il buio di un gioiello antico ritrovato. Un bianco nero che è diventato sicuro e potente, nitido e abbagliante, e che ora va ad abbinarsi perfettamente ad un narrare che occulta quanto serve a donare ritmo e fascino ma svela tutto ciò che abbisogna a svelare il racconto. Una storia ancora di anni antichi e di case sperse tra campi e boschi, di natura ancestrale, natura vegetale, animale, umana, e di giovani adolescenti gettati lì in mezzo, a trovare il coraggio, diventare grandi tra leggende e il sangue umano dell’età.

4° CLASSIFICATO
QUADERNI RUSSI (IGORT)

La Cecenia è oggi, ora, solo un pocopiù in là. Non so quanto questo libro terribile è fumetto, e quanto è un’altra cosa, inchiesta reportage fatta coi disegni. Non so e lo scorso anno per quello non ho messo “Quaderni ucraini”. Non so e quest’anno lo metto, “Quaderni russi”. Sarà che la Cecenia è oggi, ora, solo un po’ più in là. E che questo libro fa malissimo. Che del segno elegante e del saper raccontare di Igort poco ci importa. Un grazie doveroso all’avercele raccontate queste storie oltre il terribile immaginabile, oltre il terribile disegnabile. Un grazie all’averlo saputo fare. E poi in mezzo dopo tre grandi libri racconto e prima di tre importanti libri metafora un bagno sanguinoso e doloroso di realtà ha un suo triste senso

Top Ten 2011 - Massimo Galletti - Macchina_Suprema_cover_web1-226x3005° CLASSIFICATO
MACCHINA SUPREMA (BARBIERI, COSTANTINI, SQUAZ, BARDUCCI)

C’è un ambizione spropositata nei disegni di questo Gianluca Costantini, un desiderio e delirio che trascina con se in un ambizione spropositata lo scrittore, Giovanni Barbieri. Un ambizione di raccontare il tutto dell’umano dentro la parabola folle di un amore totale e del suo rappresentarlo, tale da dover citare in aiuto e mai a sproposito decine di scritti di religioni e filosofie, tale da dover ornare il tutto di una calligrafia eccessiva e ammaliante. Un compito impossibile, ma dove cade lo soccorrono con pietà d’amore i disegni attinenti (ed era dura) di Squaz e Barducci. Sta in piedi, fascinosamente. Se metafora dev’essere, di viaggio e d’amore, che sia oltre davvero, nella parziale inevitabile sconfitta.

6° CLASSIFICATO
ASTERIOS POLYP (MAZZUCCHELLI)

Un gran libro, certo. Un libro comeil precedente di grande ambizione. Un libro al contrario del precedente forse troppo perfetto. Un libro interamente confezionato, fin nel cellophane a preservarne perfetta la architettata confezione. Un libro costruito segno dopo segno, con un tratto che più che al disegno rimanda a icone, simboli, geometrie. Il viaggio di un solido e attempato architetto di molta costruzione teorica e di poche emozioni, a seguito di un incendio che gli brucia casa e sicurezze, tra bizzarri comprimari da provincia nordamericana. Un finale finalmente toccante e fuori dai suoi schemi a rincorrere un amore di
cuore. Un meteorite nell’ultima pagina a distruggere chissà perché tutto. Mazzucchelli che torna, dieci anni di lavoro, il libro imprescindibile e ambiziosissimo. Un gran libro certo, ma mi è scattata solo l’analisi, non il fuoco.

7° CLASSIFICATO
HABIBI (THOMPSON)

E il terzo libro che tenta di farsi metafora della vita attraverso l’amore, la storia di un amore, il viaggio oltre i confini normalmente riconosciuti di cosa è un amore. Un libro anche questo di un’architettura ambiziosissima, suddiviso in capitoli attraverso la scomposizione di simboli religiosi e filosofici dell’islam, a ricomporsi nel finale nel simbolo originario e nell’amore che trionfa e vince su tutte le avversità. Avversità tali che Thompson le ha ha diluite in ben
seicentosessantacinque pagine di avventura. Avventura pura, feuilleton in salsa mille e una notte che si legge d’un fiato e con estremo piacere, esagerando talmente che però ne viene a perdere qualcosa l’ambizione iniziale. Dopodichè, signori miei, tanto di cappello mr. Thompson.

8° CLASSIFICATO
POSIZIONE DI TIRO (MANCHETTE,TARDI)

Questo è un libro di “genere”. Talmente di genere, tratto da un racconto di un giallista con cui Tardi già aveva lavorato, che nell’introduzione si racconta quanto
Manchette lo consideri soltanto “un esercizio tecnico, una cosa minore in cui era rimasto impantanato”. Una cosa fatta di archetipi del noir, di metodo, di situazioni tipiche. Niente di più. Oh, funziona benissimo! Saranno archetipi e tutta tecnica ma si legge con il piacere sano di chi sa che sta leggendo una cosa leggera ma con una scrittura di gran qualità. Tardi lavora al solito benissimo, ma il merito dell’”esercizio tecnico” di ritmo e scrittura sta tutto in Manchette. E che piacere per me inserire nella mia Top Ten un libro di “genere”, ma scritto in realtà da uno scrittore non fumettista…, significherà qualcosa?

9° CLASSIFICATOTop Ten 2011 - Massimo Galletti - tamara-270x300
TAMARA DREWE (SIMMONDS)

Fuori dai giri e dalle mode, addirittura partorendola a puntate per un giornale inglese, come facevano quelli di una volta, Posy Simmons ci racconta una storia d’oggi di sesso e tradimenti, di gossip e ruolo dell’informazione, di Gran Bretagna di provincia e di città, di star, intellettuali e gente comune al loro fianco. Alcuni ne verranno stritolati, molti ci rimedieranno misere figure. Un disegno antico e sicuro, caratterizzazioni forti, un tono leggero per una commedia amara che ci sbatte addosso nude e aggiornate anche le antiche e sempre vive “differenze di classi sociali”. E, in più, incastonandoci lunghi pezzi scritti che in forma di pensieri non stonano minimamente e non fanno perdere ritmo e senso all’essere fumetto

10° CLASSIFICATO
FRATELLI (TOTA)

C’è una sceneggiatura così ben definita in questo libro… personaggi così ben costruiti e reali… c’è talmente un’Italia che chiunque di noi sa riconoscere,
socialmente, temporalmente.. Tota disegna come sa, fregandosene degli stili ma non tralasciando nulla nel rendere credibili personaggi, ambienti, situazioni. Storie di cazzeggio e droga, storie piccole di famiglie allo sbando, storie probabilmente da lui viste e conosciute, ma fumettate sapendone far emergere il ritratto di un pezzo di paese fuori dai riflettori principali, inserito in un plot godibile a se stante, riconoscibile anche fuori dai confini italiani, ultimo tassello di questa mia top ten di storie dal respiro internazionale, quantomeno continentale…

 

MENZIONE STORICA – RISTAMPE

 

1° CLASSIFICATO
CAGES (MC KEAN)

Ritengo, da anni, “Cages” il libro fondamentale, il libro base di quella rivoluzione totale del fumetto che domina il mondo facendosi per ora chiamare col nome di comodo di “graphic novel”. Perché un’arte non è, se non prova a rispondere con potenza espressiva e sapienza di senso alla, alle, domande più eterne. I perché della vita, il perché dell’esistenza, le religioni in conseguenza, l’amore e la libertà in sottofondo. “Cages” è questo. E scritto da Dio (scusate il gioco di parole). E quindi, senza la possibilità di “Cages” sullo scaffale di una libreria, il fumetto di oggi semplicemente non è. Un ritorno quindi essenziale, e tanto più nella forma di unico volume che più gli è consona.


2° CLASSIFICATO

BONE (SMITH)

Anche qui un ritorno, in forma di unico volume, di un romanzo decisivo pure lui per le sorti del “graphic novel” mondiale. Perché è stato il fumetto che ha imposto al mondo la possibilità del vincere la sfida di qualità, distribuzione, successo, coi modi dell’autoproduzione. Perché è il fumetto che ha dimostrato che anche in occidente si poteva svolgere una “graphic novel” in forma di saga e in pagine a migliaia. Perché è stato il fumetto che ha dimostrato che si poteva scrivere una “graphic novel” di senso e qualità con la fantasia, i ritmi, i caratteri della tradizione pupazzettistica. Un’edizione che inoltre, in Italia,
ovvia a edizioni precedenti confuse e frammentate

3° CLASSIFICATO
L’ETERNAUTA (OESTHERELD, SOLANO LOPEZ)
Naturalmente, un posto sul podio va anche al ritorno di un’edizione importante, rimontata correttamente, ben stampata, di uno dei principali romanzi a fumetti della storia mondiale di sempre, il romanzo simbolo della lotta clandestina di un popolo per la libertà contro la dittatura, il romanzo camuffato da fantascienza perché scritto e stampato durante la dittatura argentina; il romanzo costato la vita, perché anche scrivere fumetti può non essere uno scherzo, al suo scrittore.

 

SAGGISTICA

 

1° CLASSIFICATO
IL SISTEMA FUMETTO (GROENSTEEN)

Il fumetto aquista spessore e l’analisi ha bisogno di crescere insieme a lui. La Francia da anni ci sovrasta in questo lavoro. E “Il sistema fumetto”, saggio centrale
dell’ultimo ventennio di evoluzioni, da anni attendeva una basilare traduzione. Che sia un editore di piccole dimensioni come ProGlo a farsene carico ci indica quanta è ancora la strada da fare peruscire dal folclore nella considerazione della grande editoria. Ma tifo fortemente perché qualcuno gliene renda merito, a questa piccola banda coraggiosa di editori, che dopo l’importantissima ma più settoriale storia del fumetto argentino ora si fanno carico anche di tradurre questo studio di groensteen. Faccio tifo fino a costruire, lo so, una classifica un po’ troppo di parte…

2° CLASSIFICATO
GRAPHICNOVEL.IT (BISTROT)

Una scelta perché una mostra e ucatalogo, pur parzialmente, si assumono l’onere di fare il punto e sottolineare la quantità e la qualità che dentro al fenomeno
mondiale della ”graphic novel” ha ormai la produzione italiana. Una scelta perché una mostra dentro un prestigioso Istituto Italiano di Cultura e un catalogo edito dallo stesso hanno un peso che va oltre la mostra e il catalogo in se. Una scelta per il criterio di lavorare su libri in doppia edizione italiana francese. Una scelta per l’apprezzamento di un inizio di lavoro di suddivisione dei romanzi scelti in diversi ambiti (narrativa, reportage, autobiografia, romanzo storico, fiaba, tranches de vie) pur rimanendo “graphic novel”. Una scelta per l’excursus storico a chiarire che il senso della “graphic novel” non nasce con questo termine e ha una storia che nel nostro paese ha nomi e cognomi.

Top Ten 2011 - Massimo Galletti - copertinaEgittoSenzaPiramidi-216x3003° CLASSIFICATO
EGITTO SENZA PIRAMIDI (STAUMBOLIS)

Lo so, è un librettino piccolo, la presentazione di un paese attraverso due autori. Ma è perfetto per chiudere un cerchio, per aprire uno squarcio su un fenomeno, il “graphic novel” e le sue virgolette che non so esimermi dall’aggiungerci, che dopo l’analisi del mezzo al posto 1, dopo l’Italia a rappresentare l’evoluzione dell’occidente al posto 2, al posto 3 inizia un indagine su ciò che inaspettatamente si muove nel mondo grande oltre i confini tradizionali geografici e culturali in cui siamo abituati a pensare il fumetto. E serve anche a rimarcare il valore di un gruppo di lavoro, che dietro i nomi di Giuda edizioni, Mirada, Komikazen e il suo festival internazionale sul fumetto di realtà, da anni ormai posa i suoi riflettori su primavere per ora periferiche ma potenti di un domani tutto nelle loro mani.

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