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Rughe di Paco Roca, raccontare l’Alzheimer a fumetti

Rughe di Paco Roca, raccontare l'Alzheimer a fumetti - immagine1-5235Ci sono talmente tanti fumetti che raccontano la gioventù, l’adolescenza e l’infanzia, affrontandone anche gli aspetti difficili oltre ai momenti felici, che imbattersi in una storia a fumetti che racconta l’anzianità e la malattia dell’Alzheimer risulta un’esperienza disarmante ed estremamente interessante.
Rughe è la storia di un anziano come molti altri ed è facile intuire come l’ispirazione e la base per il racconto siano arrivate all’autore spagnolo proprio dall’osservazione diretta della vita di un anziano e dall’aver vissuto in prima persona esperienze difficili con loro. Come provano gli studi dei personaggi che aprono il volume, Paco Roca ha realmente osservato la vita nelle case di riposo, ha partecipato a una realtà vicina a tutti, ma evitata da molti, per riportarla fedelmente nel suo libro.

Emilio, il protagonista, è un anziano signore afflitto da perdite di memoria e repentini scatti d’ira; è così difficile avere a che fare con lui e accudirlo che il figlio è costretto, suo malgrado, a ricoverarlo in una casa di riposo. Lì Emilio, nei suoi momenti di lucidità, affronta e comprende come può essere crudele la vecchiaia che lo tormenta col male dell’Alzheimer. Insieme a lui, anche chi legge è messo di fronte ai comportamenti e ai problemi tipici della terza età. Rughe di Paco Roca, raccontare l'Alzheimer a fumetti - rughe_paco_roca_page_036Si tratta di quegli atteggiamenti comuni che possiamo aver già visto in parenti o conoscenti, magari in noi stessi: l’abilità di Roca sta nel mostrarli in modo diretto, senza partecipazione o commozione. L’autore non si risparmia nel descrivere le situazioni più tristi e il lettore può facilmente commuoversi osservando la crudeltà dei sintomi dell’Alzheimer e il degenerare progressivo delle facoltà mentali, scoprendo insieme a Emilio cosa significa esserne vittime, a tratti coscienti della condanna a perdere la memoria e la ragione, a tratti abbandonati e inermi.
Non c’è solo tristezza e commozione tra le pagine del libro, perché alcuni personaggi e certi loro comportamenti strappano spesso più di un sorriso. Fanno venire in mente come a volte si rida anche di una nonna e dei suoi comportamenti strani, con affetto e comprensiva simpatia, e non per schernirla. Molto spesso però la storia strappa anche sguardi amari, quasi rassegnati, come quelli degli anziani ricoverati, per l’ovvia consapevolezza che quello sia un destino a cui è impossibile sottrarsi.

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Rughe si svolge quasi completamente tra le mura della casa di cura; scorre lento e quasi ogni vignetta è statica, dal disegno essenziale, minimale, dai colori mai discreti, non sgargianti. Le giornate degli anziani protagonisti sono per forza di cose sempre uguali, ridotte al solo mangiare e dormire, e rendersene conto può rischiare di far risultare noiosa anche la lettura. Rughe di Paco Roca, raccontare l'Alzheimer a fumetti - Arrugas03Succede, ad esempio, quando a metà del libro sette vignette mute scandiscono un’intera giornata senza che niente capiti, tranne lo spostarsi delle lancette di un orologio, mentre tutti i personaggi sembrano immobili e passivi. Sia per il lettore che per gli anziani della clinica l’unica via di fuga sono i momenti in cui si ricorda il passato e tutto viene di nuovo visto con gli occhi della gioventu’. Si è improvvisamente trasportati con un cambio di prospettiva, fatto di vignette che trascinano in un’ambientazione imprevedibile, frutto dell’immaginazione degli anziani, che non vedono la realtà come veramente è, ma filtrata dal loro passato. Questo è l’espediente narrativo più interessante di un libro che talvolta rischia di lasciarsi andare a un ritmo troppo rallentato, rassegnato e dimesso, come le vite dei suoi personaggi.

Il disegno, debitore dei classici del fumetto franco-belga come Tin Tin, ma che richiama anche autori recenti come Dupuy e Barberian, è estremamente asciutto, essenziale e funzionale all’idea di un autore che vuole l’attenzione del lettore del tutto concentrata sulla storia e non su virtuosismi grafici.
Questo minimalismo artistico rischia talvolta di essere sterile, di non offrire spunti o non comunicare la personalità dell’autore. Sono pochi i tratti che contraddistinguono lo stile di Roca, che lo rendono realmente personale. Non ci sono comunque difetti nelle tavole: è piuttosto il loro essere così innocue e prive di incisività ad essere un difetto.

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Rughe è un libro da leggere con la consapevolezza di rischiare di rimanere amareggiati e delusi, non col libro stesso, che adempie adeguatamente al proposito di raccontare col tono più appropriato un particolare periodo della vita, ma piuttosto con noi stessi.
Amareggiati pensando a cosa la vita potrà riservare nella vecchiaia, ma anche pensando agli anziani che ci sono vicini, alla vita che vivono, a volte rassegnata, a volte serena e spesso consapevole. Come Emilio che cerca di combattere contro l’incombere dei sintomi dell’Alzheimer, alternando momenti di ragione ad altri in cui la malattia lo piega trascinandolo indietro nei suoi ricordi.
Rimaniamo anche delusi da noi stessi, perché sappiamo che non è facile vivere a fianco di un anziano. Succede a molti di doversi arrendere, come al figlio di Emilio all’inizio del libro.

Abbiamo parlato di:
Rughe
Paco Roca
Tunué, 2009
112 pagine, brossurato, colore – 14,90€
ISBN: 8889613718

Riferimenti:
Tunue’ editore: www.tunue.com

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