Top Ten 2011

Top Ten 2011 – Andrea Fornasiero

Andrea Fornasiero

Top Ten 2011 - Andrea Fornasiero - 274197_1290206921_6246592_nCritico cinematografico di FilmTV. Collabora con programmi televisivi, radiofonici e scrive (ogni tanto) saggi sul cinema.

 

TOP TEN NOVITA’

 

1° CLASSIFICATO
ASTERIOS POLYP (DAVID MAZZUCCHELLI)
Scelta inevitabile per un’opera gigantesca che fa proprio ogni aspetto del medium, dallo storytelling alla tricromia, ed è miracolosamente capace di tematizzarli all’interno del racconto.

Top Ten 2011 - Andrea Fornasiero - OMEGA-195x3002° CLASSIFICATO
OMEGA LO SCONOSCIUTO (LETHEM, RUSNAK, DALRYMPLE)
Reintepretazione di un classico più o meno maledetto, quello di Lethem è molto più di un ritorno sul luogo immaginario dell’infanzia, ed è invece una prova del tutto matura, capace di superare i cliché del genere con un taglio postmoderno dai riflessi politici e sociologici.

3° CLASSIFICATO
CARICATURE (CLOWES)
La ribellione divenuta simbolo di tutte le altre, fra splendori e miserie dell’umanità di ogni ordine e grado, in un accattivante formato orizzontale e attraverso disegni tanto belli da fare male

4° CLASSIFICATO
APPARAT: LE NOVELLE (ELLIS)
Tre graphic novellas, molto eterogenee tra loro ma accomunate dal fil rouge artistico del bianco e nero e da quello tematico della narrazione, tra storie che si fanno leggenda e leggende che rifiutano di essere ridotte alla realtà.

5° CLASSIFICATO
X’ED OUT  (BURNS)
Burns si cimenta con il colore e richiama il maestro Hergé, dando al protagonista lo stesso ciuffo di Tintin ma ribaltandone il nome. Il gioco però non compromette la personalità artistica surreale e lisergica dell’autore e promette malate meraviglie per i capitoli a venire.

6° CLASSIFICATO
YOUNG LIARS (LAPHAM)
Segna il ritorno di Lapham alla miglior forma, quella di Stray Bullets, con un fumetto al contempo sottile e spregiudicato sia nella forma sia nel ritratto dei propri personaggi adolescenti. Una serie troppo coraggiosa anche per la Vertigo.

Top Ten 2011 - Andrea Fornasiero - GENESI7° CLASSIFICATO
IL LIBRO DELLA GENESI
Il testo integrale biblico è annunciato da strilli in copertina come fosse un materiale pulp, forse perché a tratti non è poi molto diverso. Il tratto di Crumb sa calare le sacre scritture, di cui non è stata cambiata una parola, in una dimensione realistica e carnale, portandone alla luce l’anima intrinsecamente grottesca.

8° CLASSIFICATO
SUPERGOD (ELLIS)
Superesseri come bombe atomiche fuori controllo, su una scala però mai vista e senza nessuna facile soluzione. Non ci fosse Omega, sarebbe questo il miglior fumette supereroico dell’anno, una riflessione sul genere condotta da distanza siderale, con una grande concetrazione di idee e un nichilismo di fondo che rimanda al crudele Ruins.

9° CLASSIFICATO
HABIBI (THOMPSON)
Sicuramente inferiore al precedente Blankets, è forse un’opera più pensata che sentita. Ma la perizia di Thompson ha pochi eguali e sia il tratteggio sia la costruzione di molte tavole richiamano esplicitamente Will Eisner, arricchito però da intarsi arabeggianti realizzati con una cura maniacale.

10° CLASSIFICATO
THE LEGEND OF MOTHER SARAH (OTOMO,
Non tanto per la qualità del finale, comunque d’alto livello, quanto per aver finalmente portato a termine una pubblicazione interrotta da troppo tempo. Peccato per il più piccolo formato adottato rispetto alle edizioni precedenti, ma dopo tutto questo tempo è persino tollerabile.

 

MENZIONE STORICA – RISTAMPE

 

1° CLASSIFICATO
L’ETERNAUTA (OERSTHELD & SOLANO LOPEZ)
Edizione lussuosa ma una volta tanto sensata, con un ricco apparato critico redazionale, il formato riportato al suo splendore iniziale e una brossura resistente nel tempo, come il capolavoro che raccoglie.

2° CLASSIFICATO
ABSOLUTE PLANETARY(ELLIS – CASSADY)
Perché il sense of wonder al centro della serie si giova enormemente delle tavole ingrandite di John Cassaday. La storia di Ellis poi è sul podio dei racconti supereroici capaci di superare i limiti del proprio genere.

3° CLASSIFICATO
SOGNI A BROOKLYN – BROOKLYN DREAMS (DE MATTEIS – BARR)

Opera pressoché dimenticata, è senz’altro un meritorio recupero. Il testo di De Matteis rompe continuamente la quarta parete e suggerisce a frequenti cambi di stile grafico, ma nonostate i tempi siano cambiati e fumetti d’autore siano oggi più diffusi, Brooklyn Dreams vince la sfida degli anni che passano.

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