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Brad Barron speciale #3 – Tornati dall’inferno

Brad Barron speciale #3 - Tornati dall'inferno - immagine1-5600Brad Barron è stata finora una delle miniserie Bonelli di maggior successo e anche una delle più discusse degli ultimi anni. Terminate le uscite previste, editore e autore hanno concordato di realizzare speciali fuori serie ambientati al termine della miniserie. Il terzo, uscito in novembre, vede per la seconda volta i disegni di Walter Venturi che, a questo punto, appare come uno dei più importanti interpreti del nuovo personaggio bonelliano.

Brad Barron si inserisce all’interno di una tendenza molto sentita dagli autori negli ultimi anni, quella di creare serie “contenitore” che offrano l’opportunità di aprire la narrazione a spunti, stili e generi differenti. Si può dire che il personaggio di rappresenti un po’ l’antesignano delle ultime uscite di questo tipo, pur con una caratterizzazione strettamente avventurosa e tradizionale. Altre serie che sperimentano un analogo approccio aperto (per quanto appaiano diversi gli obiettivi e i risultati finali) sono Caravan, Jan Dix e , per esempio. La novità è l’esigenza di non rinchiudersi in un genere fisso, all’interno di meccanismi ripetitivi tipicamente seriali, ma di poter muovere la narrazione e i personaggi in modi nuovi ogni volta, sorprendendo il lettore e giocando con le sue aspettative.

e’ in questo modo che Tito Faraci si può permettere di passare dal genere western del precedente, infelice, speciale (sempre disegnato da Venturi) al giallo dell’ultimo, Tornati dall’inferno.

Faraci ha già più volte dimostrato di conoscere e saper ben interpretare il genere. Gangster, pistole, violenza e belle donne sono gli ingredienti, con richiami più o meno espliciti a e , per citarne solo due. Quel che colpisce è il ritmo incalzante e l’asciuttezza della sceneggiatura. Faraci cura i passaggi tra una scena e l’altra con un gusto e un equilibrio invidiabili. La storia, leggera e facile, procede in questo modo senza soluzione di continuita’, divertendo senza ripensamenti e con accelerazioni repentine. Equilibrate e centrate anche le scene più introspettive, che danno tridimensionalità ai personaggi. Il protagonista, in particolare, si riafferma eroe suo malgrado, pronto a tutto ma non per questo ingenuo e meccanico. Unico vero neo è la lunghezza dello speciale, di 240 pagine. Si percepisce in alcuni passaggi la necessità di allungare la sceneggiatura per necessità editoriali più che altro. Ne è un esempio l’agguato in casa Barron, inutile dal punto di vista dell’intreccio e incauto nella dinamica.

A contribuire alla buona riuscita della storia sono in larga parte i disegni di Venturi che solo ora sembra cogliere appieno la cifra stilistica adatta alla serie. Lo stile di Venturi, sempre in equilibrio tra realismo e cartoon, risulta essenziale, dinamico, espressivo e ben documentato. Gli anni ’50 in cui si muove Barron sono quelli immaginari di molti film di genere e, soprattutto, di molti fumetti dell’epoca, Dick Tracy su tutti; ma anche le archetipiche dailies di Batman a firma Kane (e aiutanti vari) della seconda metà del decennio precedente. Essendo ormai Venturi autore di esperienza e di spessore, per quanto ancora alla ricerca di un proprio preciso linguaggio all’interno del realismo avventuroso di casa Bonelli, gli spunti d’epoca sono ben attualizzati e contestualizzati, andando oltre al semplice intento nostalgico.
In conclusione, Tornati dall’inferno è una buona storia di avventura, che ben esplicita gli intenti di Faraci dietro all’idea “genetica” di Brad Barron. Una storia efficace che ha la sua ragione d’essere all’interno della tradizione delle proposte dell’editore milanese.

Riferimenti:
L’intervista a Walter Venturi: www.lospaziobianco.it/?p=3369
sito della Bonelli: www.sergiobonellieditore.it
Il sito non ufficiale dedicato a Brad Barron: www.bradbarron.altervista.org/index.htm

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