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Nei sogni dei palazzi: Interiorae di Gabriella Giandelli

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Viene proposta, di , illustratrice e fumettista, la ristampa dell’edizione completa degli episodi d’Interiorae: un’opera che offre diversi spunti.

Nei sogni dei palazzi: Interiorae di Gabriella Giandelli - interiorae_2Il titolo di copertina, evidente ed assertivo, sembra instradarci subito nella lettura. Interiorae, cioè qualche cosa che sta nella parte più interna, nel profondo. Uno stato d’animo inespresso, nascosto come il Grande Buio: oblio che si nasconde nella cantina del palazzo.

Dal sotterraneo umido ed inquietante, su fino ai piani più alti, ci s’inoltra nelle vite dei personaggi: scale, piani, stanze e finestre, che ne circoscrivono la quotidianità. Mancanza di comunicazione, distanza ed apatia, sono gli elementi usati per evidenziare la condizione esistenziale dei protagonisti.

Un gioco d’intrecci, persone che si attraggono e si sfuggono, si scrutano da lontano e non si riconoscono: giovani ed anziani, figli e genitori, maschi e femmine che abitano il grigiore.

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Il racconto, mettendoci nella condizione di osservatori privilegiati, pare rivelarci una cruda verità: la storia delle nostre vite non è mai un percorso obbligato da seguire dall’inizio alla fine, una linea retta, ma un divenire fatto di scelte che si evolve continuamente. Nei sogni dei palazzi: Interiorae di Gabriella Giandelli - web_interiorae-3
Maturiamo modi d’essere, frutto di esperienze ed interazioni con altre persone. Le decisioni che prendiamo volta per volta, condizionano costantemente il risultato delle nostre scelte, ripresentandosi unicamente come risultato compiuto. Qualcosa di cui si deve assumere la responsabilità.
Il mondo attorno continua a girare e produrre le proprie condizioni d’esistenza, non partecipare significa lasciar cadere nel vuoto le opportunità che ci sono date; metafora di questo rischio è il Grande Buio, colui che si nutre dei sogni degli inquilini del palazzo.

Gli appartamenti riflettono le caratteristiche di chi vi abita, sono particolari e singoli come le esistenze di ognuno e insieme costituiscono il palazzo: lo spazio in cui abitiamo le nostre giornate, stanze di vita quotidiana. Scenari in stile Kieslowski, palazzi tra palazzi si confondono nella monotonia urbana, si respingono e si distinguono, a loro volta, come entità a sé.

Voce fuoricampo e testimone di tutto è un occulto coniglio bianco (Bianconiglio?). Come in “Alice nel paese delle meraviglie” è in grado di muoversi liberamente tra due mondi: quello reale di superficie, e quello incantato di sogno che si nasconde nel profondo, in interiorae. Nei sogni dei palazzi: Interiorae di Gabriella Giandelli - web_interiorae-18_1Curioso e discreto assiste ai sogni notturni delle persone, per constatarne poi la caducità diurna. Solitario vagabondo, sembra essere l’unico in grado di osservare e comprendere le sofferenze e le debolezze dei condomini. Non può in alcun modo cambiare il corso degli eventi, il suo compito è quello di consegnare ogni possibilità mancata in pasto all’oblio.

Le tavole sono sviluppate attraverso l’uso alternato di volumi di colore scuro e di colore chiaro: le facciate dei palazzi, certi sfondi ed il Grande Buio contrastano con la neve, le finestre illuminate ed il coniglio. Le due creature, per via del destino che le accomuna, sembrano farsi parodia.
Il nero dell’inchiostro ed il bianco della carta, pare suggerirci il racconto, dove non s’incontrano lasciano una storia inespressa, come quella dei desideri e delle aspettative dei protagonisti. L’utilizzo di tonalità pallide rende perfettamente le atmosfere del racconto e contestualizza a dovere le diverse situazioni.

La trama ad intreccio è chiara e ben divisa, il ritmo si mantiene intenso durante tutta la lettura.
Le ambientazioni sono caratterizzate in modo dettagliato e le personalità dei protagonisti ricche di sfumature.
Un testo intimista, acuto ed ispirato, da leggere con attenzione.

Abbiamo parlato di:
Interiorae

-Fandango, 2011
144 pagine, brossurato, colori – 17,00€
ISBN: 978-88-7618-137-5

 

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