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Superman #56 (Straczynski, Roberson, Busiek, Leonardi)

Superman #56 (Straczynski, Roberson, Busiek, Leonardi) - superman-192x300Questo numero di “Superman” presenta alcuni motivi d’interesse perché, oltre ad essere il primo pubblicato con il marchio RW-Lion, contiene la discussa storia breve in cui l’Uomo d’Acciaio rinuncia alla sua cittadinanza americana. L’icona dei comics arriva a questa decisione dopo aver partecipato ad una manifestazione antigovernativa in Iran, perché deciso ad evitare che le sue azioni siano viste come parte delle strategie politiche statunitensi.
Una volta tanto, è la DC e non la Marvel a prendere spunto da eventi reali ed attuali, evitando di usare i soliti nomi fittizi per indicare nazioni o persone.
È singolare, però, che la stessa DC pubblichi dopo appena un mese il nono episodio di “Grounded” (proposto qui in apertura dell’albo), in cui lo stesso Superman pare volersi “rimangiare” tutto ciò, descrivendo l’America come il paese dove chiunque ha la libertà di scegliere chi essere e l’opportunità di ottenere una seconda chance. Una contraddizione che sembra rimarcare la sostanziale neutralità dell’eroe riguardo alle fazioni politiche; peccato che, oltre queste affermazioni, la storia in questione sia piatta.
Ciò che rimane dell’albo è fatto di storie che non aggiungono granché al tutto, come le pagine semimute con l’avventura di Krypto il supercane, non tra le migliori prove di Busiek.
Il passaggio dalle 48 alle 72 pagine sembra comunque giovare alla collana, garantendo la possibilità di pubblicare vario materiale, anche se, a parte la pagina introduttiva, in quest’albo si nota l’assenza di redazionali.

Abbiamo parlato di:
Superman #56
J. Michael Straczynski, Chris Roberson, , , Rick Leonardi
Traduzione di
RW-Lion, gennaio 2012
72 pagine, spillato, colore – 3,95€

 

Superman #56 (Straczynski, Roberson, Busiek, Leonardi) - superman711

1 Commento

1 Commento

  1. mario

    24 febbraio 2012 a 21:58

    Sono d’accordo con te. Le varie storie brevi potevano anche evitarcele, specialmente visto che non c’è stato nessun apporto redazionale che spiegasse il senso delle storie e gli autori che le hanno realizzato.
    La partenza di questa collana mi ha deluso parecchio.

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