Home > Articoli > Interviste > Valzer con Bashir: intervista ad Ari Folman

Valzer con Bashir: intervista ad Ari Folman

Ari Folman è un regista, sceneggiatore e compositore israeliano. Con un passato da soldato, esordisce nel 1996 con il film Clara Hakedosha, vincendo svariati premi, successivamente dirige Made in Israel. Ha lavorato anche per la televisione israeliana, collaborando alla sceneggiatura della serie televisiva BeTipul, sotto lo pseudonimo di Asaf Zippor. Riceve l’attenzione internazionale e gli elogi della critica grazie al film d’animazione Valzer con Bashir, presentato al Festival di Cannes 2008, vincitore del Golden Globe per il miglior film straniero e nominato all’Oscar per il miglior film straniero nel 2009. (tratto da it.wikipedia.org/wiki/Ari_Folman)

Valzer con Bashir: intervista ad Ari Folman - immagine1-5162

Hai dato inizio a questo progetto avendo già in mente di realizzare un documentario animato?
Si’, certo. Ho sempre pensato a Valzer con Bashir come ad un documentario da realizzare in animazione. Per alcuni anni ho avuto in mente l’idea base del film ma non ero affatto contento all’idea di realizzarlo come un documentario in real life. Cosa ne sarebbe venuto fuori? Un uomo di mezza età intervistato davanti ad uno sfondo scuro, che racconta storie accadute 25 anni fa, senza immagini di archivio a documentarle. Sarebbe stato noiossisimo!
Allora mi è venuto in mente che avrebbe dovuto essere prodotto esclusivamente con l’animazione, usando disegni di fantasia. La guerra è molto surreale e la memoria gioca talmente tanti scherzi che ho ritenuto fosse meglio mostrare il viaggio della memoria con l’aiuto di grandi illustratori.

Cosa è venuto prima, il desiderio di fare un documentario o il desiderio di fare un film in animazione?
E’ sempre stata mia intenzione fare un documentario animato. Dato che avevo già girato molti documentari era davvero stimolante l’idea di farne uno in animazione. Ho fatto un esperimento nella mia serie di documentari per la televisione The material that love is made of. Ciascun episodio si apriva con una sequenza animata di tre minuti che introduceva alcuni scienziati che discutevano di “scienza dell’amore”. Erano semplici animazioni in Flash, ma la cosa ha funzionato talmente bene da convincermi che in fondo anche un lungometraggio animato poteva funzionare.

Che puoi dirci delle tecniche di animazione usate nel film?
Valzer con Bashir è stato realizzato prima in real video sulla base di una sceneggiatura di 90 pagine. E’ stato girato in un teatro di posa e montato come un film di 90 minuti. E’ stato poi trasformato in uno storyboard, e quindi disegnato utilizzando 2300 illustrazioni che in seguito sono state animate.
La tecnica di animazione è stata inventata dal nostro studio “Bridgit Folman Film Gang”, dal direttore dell’animazione Yoni Goodman. E’ una combinazione di animazione in Flash, animazione tradizionale e 3D. E’ importante per me chiarire che questo film non è stato assolutamente realizzato in rotoscopio, cioe’ che non abbiamo disegnato o dipinto sulla pellicola girata dal vivo. L’abbiamo ridisegnato da capo, grazie al grande talento dell’art director David Polonsky e dei suoi tre assistenti.

Il film si basa su reali esperienze personali?
La storia narra la mia esperienza. Racconta quello che ho passato dal momento in cui mi sono reso conto che alcune grosse parti della mia vita erano completamente sparite dalla mia memoria. Ho affrontato un grosso sconvolgimento psicologico durante i quattro anni in cui ho lavorato a Valzer con Bashir. Ho scoperto molte cose importanti del mio passato proprio mentre, durante quel periodo, mia moglie ed io mettevamo al mondo tre bambini. Questo ti fa riflettere, ti fa pensare che forse lo stai facendo per i tuoi figli. Quando saranno cresciuti guardare il film potrebbe aiutarli a prendere le decisioni giuste, ossia a non prendere parte a nessuna guerra, di nessun genere.

La realizzazione di Valzer con Bashir è stata terapeutica per te?
Un viaggio per cercare di ricostruire un avvenimento traumatico del passato è come un impegno ad affrontare una lunga terapia. La mia terapia è durata quanto la produzione di Valzer con Bashir: quattro anni. La cupa depressione derivante dalle cose scoperte si è poi trasformata in euforia per il fatto che il film venisse finalmente prodotto con un sistema complesso di animazione, e realizzato dalla squadra ad un ritmo più veloce del previsto. Se fossi il tipo che crede al culto della psicoterapia, giurerei che il film ha operato dei miracoli sulla mia personalita’. Ma visto quello che ho passato, direi che la parte relativa alla realizzazione del film è stata bella, mentre l’aspetto terapeutico è stato terribile.

Tutti gli intervistati sono persone reali che interpretano loro stesse?
Sette dei nove intervistati sono persone reali. Sono state intervistate e filmate in un teatro di posa. Per ragioni personali, Boaz (l’amico che sognava i cani) e Carmi (l’amico che vive in Olanda) non hanno voluto apparire nel film, percio’ sono stati interpretati da attori. Ma le loro testimonianze sono vere.

Altri hanno avuto esperienze analoghe alla tua?
Certo. Non sono il solo. Credo che ci siano migliaia di ex soldati israeliani che hanno tenuto i loro ricordi ben sepolti nella memoria. Potrebbero vivere per il resto della vita cosi’, senza che succeda nulla. Ma potrebbe anche accadere che un giorno improvvisamente dentro di loro tutto esploda, e allora potrebbe succedere chissà che cosa. In questo consistono i disordini da stress post-traumatico.

Cosa pensi oggi del massacro di Sabra e Shatila?
Valzer con Bashir: intervista ad Ari Folman - immagine2-5162Quello che ho sempre pensato: è la cosa peggiore che un uomo possa fare ad un altro uomo. Quello che è certo è che la milizia cristiana falangista è stata pienamente responsabile del massacro. I soldati israeliani non c’entrano. Per quanto riguarda il governo israeliano, solo chi ne faceva parte sa fino a che punto arrivi la sua responsabilita’. Solo loro sanno se erano stati informati o meno in anticipo della violenta vendetta che si stava preparando.

Cosa pensi della guerra?
Avendo realizzato Valzer con Bashir dal punto di vista di un semplice soldato, sono giunto ad una conclusione: la guerra è talmente inutile da non crederci. Non ha niente a che vedere con quello che si vede nei film americani. Niente fascino, niente gloria. Solo dei ragazzi giovanissimi che non vanno da nessuna parte, che sparano a gente che non conoscono, che si fanno sparare da gente che non conoscono, e poi tornano a casa e cercano di dimenticare. Qualche volta ci riescono. Ma la maggior parte delle volte no.

Note biografiche

Alla metà degli anni ’80, dopo aver concluso il servizio militare, Ari Folman partiva per il viaggio che aveva sempre sognato: il giro del mondo con uno zaino sulle spalle. Dopo appena due settimane e due paesi attraversati, Ari si è reso conto che viaggiare non fa per lui, così si è stabilito in una piccola pensione nel sud-est asiatico e ha cominciato a scrivere lettere ai suoi amici a casa, lettere nelle quali ha inventato da cima a fondo il suo viaggio perfetto. Dopo un intero anno trascorso nello stesso posto a scrivere quanto prodotto dalla sua fervida immaginazione, si è convinto a tornare a casa e a studiare cinema.
Il film del suo diploma, Comfortably numb (1991) documenta i tentativi per cercare un riparo degli amici di Ari, colti da attacchi di ansia, durante la prima guerra del Golfo, quando i missili iracheni cadevano tutt’attorno a Tel Aviv. Il risultato è comico e assurdo e il film ha vinto il premio dell’Israeli Academy come miglior documentario.
Tra il 1991 e il 1996 Ari ha diretto documentari per la televisione, soprattutto nei territori occupati.
Nel 1996 ha scritto e diretto Saint Clara, un lungometraggio tratto da un racconto dello scrittore ceco Pavel Kohout. Il film ha vinto sette Israeli Academy Awards, compreso quello come miglior film e quello per la miglior regia. Saint Clara ha aperto la sezione Panorama al festival di Berlino e ha vinto il People’s Choice Award. Il film è stato proiettato in America e in Europa ottenendo l’apprezzamento della critica.
Ari ha continuato a dirigere serie di documentari, prendendosi poi una pausa nel 2001 per il suo secondo lungometraggio. Made in Israel è un fantasy futuristico incentrato sulla caccia all’ultimo nazista rimasto nel mondo.
Ari ha sceneggiato diverse serie tv israeliane di successo, compresa la premiata serie In treatment (“Be Tipul”), dal quale è stata tratta l’omonima serie della HBO.
Il primo tentativo di Ari con l’animazione è stato con la serie The material that love is made of, in cui ciascun episodio si apre con un documentario animato che dura cinque minuti e che mostra scienziati che presentano le loro teorie sull’evoluzione dell’amore. Questo tentativo riuscito nell’uso dell’animazione per i documentari ha spinto Ari a sviluppare il suo speciale formato per Valzer con Bashir. Basato su una storia vera, il film è una ricerca del regista di ricordi cancellati dalla sua memoria, relativi ai giorni della guerra del Libano nella metà degli anni ’80. Per quanto riguarda Ari, è stato assolutamente naturale trasformare questa sua ricerca in un film d’animazione, ricco di immaginazione e fantasia.

Riferimenti:
Il trailer del film: www.luckyred.it/valzerconbashir
Recensione di Valzer con Bashir: www.lospaziobianco.it/4515-Valzer-Bashir

Ringraziamo Lucky Red e Francesca Martucci di per la gentile collaborazione.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

I commenti sono soggetti a moderazione, per questo motivo potresti non vederli apparire subito.
Ti preghiamo di non usare un linguaggio offensivo ma di esporre le tue idee in maniera civile.