BreVisioni

Dampyr #143 – La bambola veneziana

Ennesima trasferta italiana per il trio di ammazza-vampiri creati da Boselli e Colombo. Questa volta tocca alla magica Venezia ospitare una storia di amore e morte, con Giacomo Casanova in veste di ospite illustre, vittima della disinvolta baronessa Navager e del suo automa di porcellana Barbarina.
Partendo da uno spunto di Samuel Marolla, Boselli sceneggia un albo che ha come valore aggiunto la consueta atmosfera nebbiosa ed onirica, alimentata dal fascino del carnevale di Venezia. Una vicenda potenzialmente efficace se non fosse per il grande uso di dialoghi che deprimono sia la narrazione che il pathos: a metà albo si stanno ancora ponendo le basi per la costruzione della storia, in un continuo parlarsi addosso dei personaggi a tratti mortificante, che non permette il pieno godimento della lettura. Anche il trio protagonista risulta, per rimanere in tema, annebbiato: Harlan & Co. vagano in cerca dell’assassino senza un piano preciso, una strategia d’attesa che non si addice al trio tutto azione e sparatorie.
Ai disegni , da poco entrato nello staff dampyriano. Nonostante un buon lavoro, Fortunato è però lontano dai fasti degli esordi (risalenti al n. 130). Il suo tratto fortemente evocativo è qui a medio regime: sono poche le vignette in grado di rapire il lettore e numerose quelle caratterizzate da un tratteggio a volte troppo insistente e poco efficace.
L’albo denota in definitiva dei limiti di sceneggiatura che compromettono l’efficacia narrativa ed il coinvolgimento. Latitano oltretutto i personaggi cardine: Harlan, Kurjak e Tesla risultano ancora una volta accessori, forse anche superflui, in una storia focalizzata invece sui personaggi collaterali.

Abbiamo parlato di
Dampyr #143 – La bambola veneziana
Samuel Marolla, ,
, Febbraio 2012
98 pagine, brossurato, bianco e nero – 2,70 €
ISBN:  9771590002002

Dampyr #143 – La bambola veneziana - dam143_2_g

6 Commenti

6 Comments

  1. Marco Santoro

    28 febbraio 2012 a 13:06

    Io più che detestare determinati commenti, non li riesco a comprendere. Voglio dire: è chiaro come il sole che il nostro modo di vedere, in questo caso il mio, è opinione personale e per definizione non viene imposto a nessuno. E nessuno qui pretende di dire verità assolute, ma solo opinioni e modi di vedere, su cui certamente si può discutere.
    Su Dampyr albi della stessa tipologia sono stati resi in maniera molto più efficace che di questo. Prendiamo ad esempio la “Casa di Faust”: pieno zeppo di dialoghi come non mai, anche di difficile comprensione, ma, sempre secondo il mio modesto modo di vedere (non sia mai non lo dovessi chiarire), molto più riuscito di questo. Gli stessi albi che tu hai citato ne sono un altro esempio.
    Ma è il tuo modo di giudicare che reputo sbagliato, se me lo consenti: qui ho parlato di “la Bambola veneziana”, non di “Incubo fiammingo”, “I Lupi Mannari”, eccetera. Posso mai recensire un albo tenendo conto della qualità di altri albi? La logica mi dice di no, chissà, forse la mia logica è fallace.
    Per quanto riguarda la mia conoscenza della serie: seguo Dampyr da quando è uscito in edicola, ritenendola una delle collane più stimolanti della SBE. Ma non per questo è scritto da qualche parte che per me tutti gli albi siano dei piccoli gioiellini (vogliamo parlare dei Sotterranei di Parigi?), non potrei scrivere qui se così fosse, perchè ne verrebbe meno l’obbiettività di commento, che rimane una chimera, ma che cerchiamo sempre di raggiungere.
    Dai tuoi commenti, Gas, sembra che in qualche modo io sia un detrattore di Boselli per partito preso: niente di più sbagliato, tutt’altro. Boselli ha dimostrato benissimo di cosa è capace, salendo ai vertici della SBE come autore, e in maniera assolutamente meritata. Ma un passo falso può capitare a tutti. E di certo io non mi metto a criticare per partito preso l’opera di qualsivoglia autore, men che meno di un autore affermato come Boselli.

    Saluti

    • Gas75

      29 febbraio 2012 a 15:40

      Speravo di essermi spiegato… Harlan, Tesla e Kurjak non sono “un trio tutto azione e sparatorie”, proprio per come è variabile la saga di Dampyr, pertanto cervavo di dire che giudicare pubblicamente negativa una storia prevalentemente “d’attesa” non è adeguato, trattandosi di un fumetto dove l’adrenalina nei personaggi non è una certezza, così come non è questa la prima volta che i titolari della serie siano poco più che spettatori. Questa consapevolezza da parte del recensore dovrebbe prescindere dal gusto personale (specie se quest’ultimo rimane sottinteso e va presunto), perché può essere fuorviante per il lettore del sito che vuole farsi un’idea su Dampyr e gli capiti di iniziare da qui.

      Come ho accennato, anche per me non tutti gli albi di Dampyr sono perfetti per un motivo o per l’altro, ma non è certo “La bambola veneziana” ad avermi deluso. Proprio per questo ero intervenuto.

      • Davide Occhicone

        Davide Occhicone

        29 febbraio 2012 a 18:13

        Grazie per aver risposto ancora ma perdonami, qui si dice che questa storia ha deluso.
        Non che i personaggi parlano laddove dovrebbero solo sparare…
        Così, per chiarire…
        In ogni caso, dico sul serio, grazie ai tuoi commenti è stato possibile integrare qualche dato in più alla brevisione. Non male come trucco per aggirare l’ostacolo dei 1300 caratteri!
        Ciao!

  2. Gas75

    28 febbraio 2012 a 12:45

    Spesso sono il primo la lamentarmi di alcuni albi di Dampyr (ma anche di altri fumetti), sottolineando sempre l’opinione come personale, senza pormi a rappresentanza di qualcuno: se poi l’opinione viene condivisa spontaneamente, allora forse c’è davvero un punto debole nella storia commentata, viceversa sono io una voce incontentabile, o almeno fuori dal coro.
    I punti evidenziati dal recensore a sfavore di questa storia li trovo invece poveri di fondamento, e forse tarati dal gusto personale senza ammetterlo. Si lamenta il grande uso di dialoghi, che invece spesso hanno costituito elementi di forza di una storia (cito giusto quello tra Harlan ed Heaney a proposito dell’essenza dell’Irlanda nel n° 42, o l’incontro mentale tra Vlatna e Araxe nel n° 20); Dampyr inoltre non è un fumetto di pura ed esclusiva azione spara-spara, quindi mi chiedo se il recensore ha mai letto “Incubo fiammingo”, “La foto che urla”, “I sogni di Lisa”, per non dire lo speciale “La leggenda del vecchio ponte”, quasi tutto giocato sui ricordi dei personaggi in un’ambulanza!

  3. Gas75

    27 febbraio 2012 a 12:49

    Salve.
    Detesto questi articoli dal giudizio assoluto, privi di un umanissimo (ma quanto nobile di rispetto verso chi si sta giudicando pubblicamente) “secondo me”.
    Sa fare di meglio lei, signor Marco Santoro? Proponga un soggetto alla Bonelli, poi vediamo se sa costruire un fumetto che parli soltanto per immagini (cito: “grande uso di dialoghi che deprimono sia la narrazione che il pathos”, ma parla per te!), dimostrando di conoscere i personaggi che sta muovendo (cito: “Harlan & Co. vagano in cerca dell’assassino senza un piano preciso, una strategia d’attesa che non si addice al trio tutto azione e sparatorie.”, si vede che ti mancano da leggere almeno una trentina di storie firmate da Boselli, perché Dampyr non è affatto tutto azione e sparatorie!).
    Sennò si limiti a fare il lettore, e divulghi pubblicamente le proprie opinioni ma senza spacciarle per verità assoluta.

    • Davide Occhicone

      Davide Occhicone

      27 febbraio 2012 a 13:07

      Caro/a “Gas75”.
      Non so se hai avuto modo in passato (spero di sì!) la chance di leggere altre “brevisioni”.
      Sono un piccolo esercizio di stile; cercare di segnalare un fumetto in 1300 caratteri inclusa punteggiatura senza essere banali, senza raccontare tutta la trama…
      E’ un tipo di recensione (quella breve) non da noi inventata (se ne trovano a centinaia per libri, dischi… anche film!) ma da noi applicata da anni con costanza al fumetto.

      Qui… http://www.lospaziobianco.it/guidaalsb#BREVISIONI” rel=”nofollow”

      Chiaramente non possiamo permetterci “secondo me” per motivi di spazio (ma anche di oportunità, di solito chi scrive scrive quel che pensa… senza doverlo ripetere ogni volta).
      Se per te la nostra “brevisione” è sembrata solo un mero attacco non articolato ci spiace.
      Non possiamo cambiare la percezione che hai avuto tu della brevisione purtroppo. Tra l’altro se parliamo “bene” di un fumetto ci vien segnalato che parliamo solo bene di fumetti, se ne parliamo “male” (ammesso che sia questo il caso) ci viene segnalato che parliamo male di fumetti… beh, son rischi del “mestiere”.
      Seguici ancora per piacere e magari leggi qualche “recensione” e non “brevisione” dove spero troverai i giudizi più articolati (non fosse altro che per una mera questione di spazio).
      Ciao e grazie per il commento

      PS però non buttiamola in “se sei più capace fallo tu” dai… mi sembra che su questo stesso sito (ammesso ve ne sia bisogno) si siano più volte (non linko per questioni di tempo) celebrate le capacità e i meriti di Mauro Boselli e spero si possa anche magari commentare il suo lavoro qualche volta in maniera negativa senza dover dimostrare che si è più bravi di lui…

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