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Legion 75 #2 – Il lato oscuro (Riccio, Bergamo, Riccio)

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La serie Legion 75 ideata da e pubblicata da procede con la seconda uscita tra luci e ombre. L’idea di fondo, seppur non originalissima, rimane buona, così come la scansione in due binari cronologici, ma alcune scelte autoriali lasciano perplessi.
In questo secondo numero si scoprono nuovi elementi sul passato del killer Byron e vengono al pettine i nodi della collusione tra i servizi segreti britannici e il misterioso cospiratore Caliban.
Nel secondo filone temporale, ambientato dieci anni più tardi, l’errabondo e ignoto sopravvissuto prosegue la sua lotta contro esseri mostruosi di cui ancora poco è stato rivelato.
Molto gradevole la decisione di affidare, come nella prima uscita, i due piani temporali a disegnatori abbastanza diversi per stile ( e Massimiliano Bergamo), aspetto che restituisce anche graficamente la frattura tra i due momenti.
Discutibili, invece, alcune scelte di sceneggiatura. Il protagonista del 1985, ad esempio, ha vita troppo facile e trova sempre con grande semplicità quanto gli occorre, si tratti di viveri, farmaci, armi o carburante; una dinamica poco credibile in uno scenario sostanzialmente apocalittico.
Si segnala anche la disturbante tendenza dei personaggi all’imprecazione in lingua madre (inglese), mentre dialoghi e pensieri sono naturalmente tradotti in italiano.

Abbiamo parlato di:
Legion 75 # – Il lato oscuro
, , Massimiliano Bergamo
, Febbraio – Marzo 2012
96 pagine, brossurato, bianco e nero – € 2,70
ISBN: 977223999600320002

Legion 75 #2 - Il lato oscuro (Riccio, Bergamo, Riccio) - Legion-75-2-vignetta

1 Commento

1 Commento

  1. Stefano

    29 marzo 2012 a 00:17

    Dopo aver letto questo secondo albo, dubito che proseguirò nell’acquisto dei successivi.Il primo non mi aveva colpito particolarmente, soprattutto poichè il personaggio che si muove nel mondo post – apocalittico (che secondo me è sempre Killer Byron ma invecchiato) sa troppo di “Io sono leggenda”. Ma nell’insieme lo avevo trovato abbastanza gradevole. Ma nel secondo albo, oltre alla sceneggiatura, a mio parere, alquanto mediocre e a tratti sconclusionata, non ho affatto trovato di mio gusto le tavole. Alcune vignette mi hanno fatto venire il mal di testa: confusionarie le inchiostrazioni e tratteggi in generale. Sarà perchè sono un amante di uno stile più classico, però questa tipologia di approccio al disegno, che noto viene elogiata in alcune recensioni inerenti questo prodotto, non fa proprio per me.

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