Recensioni

Sighma

immagine1-51291

Sighma - immagine1-5129Diciamolo subito: Sighma, il nuovo romanzo a fumetti bonelliano realizzato da e , ha ben poco di originale. Cosa che la stessa introduzione all’albo tiene a precisare, listando fumetti, film e libri basati sulla stessa idea: un futuro distopico in cui gli ultimi rappresentanti della razza umana vivono in una enorme citta’, divisi in caste, le cui fila sono tirate da oscuri burattini di cui non si conoscono ne’ l’origine ne’ il fine ultimo.
Ma sarebbe un errore liquidare questo volume con l’accusa del già visto: l’originalità è sicuramente importante, soprattutto in un panorama editoriale come quello fumettistico italiano, ma non è l’unica cosa che importa.

Narratrice dotata di una forte visione personale, si concentra non tanto sullo scenario, quanto sul protagonista, portando avanti la tematica che da sempre privilegia, vale a dire la ricerca della propria identita’. Anche stavolta l’autrice esplora il percorso di un individuo la cui identità è perduta, e che si ritrova a sopravvivere come può in un ambiente che non solo gli è estraneo, ma anche ostile. La sua vita diventa una spirale (ascendente?) in cui niente è dato per scontato, in cui il pericolo è dietro ogni angolo, ma soprattutto, in cui esiste la concreta possibilità che sia il protagonista stesso a incarnarne il lato negativo.

Ritroviamo, quindi, tutti i temi cari alla Barbato. In questo senso, Sighma ricorda molto da vicino l’ultimo romanzo dell’autrice, Mani Nude, tanto da poter tracciare un parallelo tra i rispettivi personaggi principali, Sighma e Batiza.
Senza raccontare troppo delle trame, vediamo come sia Sighma che Batiza si ritrovano, loro malgrado, catapultati in una nuova vita che per loro è totalmente oscura e priva di significato. Entrambi sono dapprima spaventati, poi sempre più determinati, scoprendo pian piano capacità che non credevano di avere. Entrambi scelgono, in modo quasi casuale, un nuovo nome che li rappresenti. Nelle due storie, inoltre, troviamo una rappresentazione lucidissima ed efficace della nostra realtà e della lotta per la sopravvivenza.

Nel caso del fumetto, il tutto si regge sui solidissimi disegni di il quale, abbandonate le linee graffianti e spigolose degli esordi, si sta dirigendo sempre di più verso uno stile sobrio e sintetico, che ricorda da vicino certe tendenze del fumetto francese. Degno di nota anche l’impatto dell’autore nella creazione del mondo futuristico immaginato da Paola Barbato.

Il finale lascia spiazzati, e anche questa è un’abitudine della Barbato. Un’ottima abitudine, a nostro parere. Senza rivelare nulla, ci limitiamo a osservare come tale finale sia assolutamente non rassicurante, anche se molti potrebbero pensarla diversamente.

Riferimenti:
Editore: www.sergiobonellieditore.it
Paola Barbato, il blog: ilrolliodellanaconda.blogspot.com
Stefano Casini, sito web: www.stefanocasini.com

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Spazio Bianco: nel cuore del fumetto!

Inizio