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Mister Nostalgia

Mister Nostalgia - immagine1-5114 sin dagli anni 90 risiede nel sud della Francia. è un signore burbero di sessantacinque anni che, pur producendo ancora alcuni fumetti, si gode l’anzianità con tranquillita’, grazie anche ai frutti di una carriera incredibilmente florida (si dice anche che abbia acquistato la casa in Provenza barattandola con alcuni suoi sketchbook originali).
Il motivo del suo ritiro in Europa, in zone tranquille e rurali, è facilmente deducibile una volta letta questa sua raccolta di storie, dove l’autore, in ogni racconto, mostra il suo disprezzo per l’attuale cultura popolare americana insieme alla nostalgia per i tempi andati. Forse è difficile credere a questo lato dell’uomo che ha rivoluzionato i comics più di quarant’anni fa e ha praticamente creato il fumetto underground, ma fondamentalmente, prima che un innovatore e un sovvertitore di convenzioni, Crumb è ed è stato un pensatore libero.
Senza le sue prime opere e iniziative (si pensi a come da solo creava e distribuiva “a mano” Zap Comics negli anni ’60) sarebbe impensabile oggi avere la moltitudine di produzioni indipendenti che sembrano prendere sempre più campo negli ultimi anni. Se il mondo del fumetto ha avuto, lungo la sua storia, mutazioni ed evoluzioni lo si deve a maestri come Crumb e pochi altri.

La sua produzione del maestro può essere ricondotta, quando non a particolari personaggi come Fritz the Cat e Mister Natural, a filoni e tematiche: c’e’ infatti l’eros di alcuni sketchbook e dei racconti trasgressivi, le fantasie oniriche e allucinate, il filone delle memorie personali o quello nostalgico. A quest’ultimo appartengono le storie di questo volume; leggendole si scopre molto dell’uomo Robert Crumb oltre che dell’artista, delle sue passioni, prima di tutte la musica, il folk-blues degli anni 30 in particolare.

L’autore racconta storie, aneddoti e la vita degli interpreti di un genere musicale, ma soprattutto di un intera cultura e di un popolo, quello afroamericano, che negli anni ’30 in America era fortemente discriminato, ghettizzato e sfruttato per lavori pesanti, in particolare nel sud del paese. Cio’ che quel popolo fece per la propria emancipazione fu una rivoluzione culturale prima ancora che sociale, creando dal basso generi musicali come il blues ed il jazz, che avrebbero da lì in poi ininterrottamente segnato ed influenzato la storia della musica, ma anche reso gli afroamericani più popolari ed in seguito meglio accettati nell’intera societa’.
Si tratta di stili musicali carichi di emozioni che, oltre che per divertire il pubblico, nascevano con l’intenzione di portare delle testimonianze e di condividere le sofferenze comuni; raccontano un tempo lontano, del quale sono ormai quasi del tutto perse la maggior parte delle documentazioni e registrazioni.

Crumb, oltre a narrare alcune storie e vite di quell’epoca, racconta anche la propria passione e la ricerca di un collezionista di vecchi e rarissimi dischi 78 giri in vinile. Esprime anche la sua avversione per il mondo e la società attuale, perché se dall’amore per quei tempi passati nasce nostalgia, è da questa nostalgia che nasce il distacco dal presente e il disprezzo per esso.

L’autore parla in prima persona direttamente al lettore e, con parole molto esplicite o smorfie, cerca di dimostrare come i tempi andati fossero migliori; fa l’esempio della musica dell’epoca, migliore e più genuina di quella di oggi, ma prende le distanze anche da molti altri aspetti della vita contemporanea, non solo dall’intrattenimento. Ovviamente non afferma che vivere agli inizi del secolo scorso fosse facile, non nasconde infatti la difficile condizione degli afroamericani, ma sostiene comunque che quelli fossero tempi migliori, in cui la vita valeva la pena di esser vissuta, lontani dal rumore delle citta’, liberi di essere uomini e non macchine in una metropoli odierna.
Mister Nostalgia - immagine2-5114
separatorearticoloQuando ancora questa nostalgia riesce ad essere moderata e a non sfociare in rabbia nascono pagine che hanno fatto la storia del fumetto, pagine che autori moderni come dichiarano di considerare tra le più influenti di sempre.
Ware si riferisce soprattutto a Breve Storia dell’America, solo quattro pagine, mute, con un’unica fissa inquadratura di un paesaggio americano: dalla campagna incontaminata lo si vede mutare, vignetta dopo vignetta; anche senza vederla, è palese che ci sia la mano dell’uomo dietro tutto questo, che come un parassita lentamente invade e corrompe. Al contrario delle pagine dove l’artista americano parla in prima persona, in queste non trapela esplicitamente un giudizio o la visione dell’autore: c’e’ solo lo sguardo di un osservatore distante, ma rassegnatamente partecipe, in una sequenza di immagini che fanno di ogni vignetta un verso di una poesia che descrive un secolo di storia americana.

Nel libro ci sono anche altre pagine che hanno contribuito a creare il mito di Robert Crumb, come il Keep on Truckin: poche vignette ed un motto che hanno accompagnato e rappresentato la generazione hippy. Un’illustrazione, diventata un’icona, che è stata sfruttata anche perché non protetta all’epoca da copyright, ma soprattutto fraintesa nel significato attribuitogli dall’autore, come egli stesso svela nelle pagine finali del volume.
Uno dei pregi principali di questa edizione sta infatti nell’appendice, dove l’autore spiega e introduce i vari racconti e rivela alcuni aneddoti a loro legati. Ogni storia è comunque molto esplicativa e carica di significato, ma sentire l’autore stesso parlare dei momenti in cui le ha scritte, di come sono state accolte, interpretate o mal interpretate è un’aggiunta di valore.

Mr. Nostalgia non è comunque esente da aspetti negativi e il principale salta subito agli occhi del lettore attento e del conoscitore di Crumb. Originariamente ogni tavola del maestro è un opera completa e coerente, anche il lettering ne è parte integrante e rappresenta un valore artistico aggiunto. All’interno del suo stile di disegno ricco di dettagli e ossessivamente fitto di tratti, che in queste storie si fa più realistico e meno caricaturale, ogni lettera è stilizzata, ripassata più volte e scritta diversamente a seconda di cosa viene detto e il tono con cui viene detto. In questo volume non si può purtroppo apprezzare tale caratteristica e tutto è sostituito da uno sterile font del computer. Ovviamente era impossibile avere lo stesso tratto dell’originale, ma uno forzo in più poteva essere fatto.
Probabilmente avere un lettering più artistico, più umano, come si usava fino a non troppi anni fa, è diventato un lusso impensabile. Peccato. Si preferisce risparmiare su questa operazione, ma ho ragione di credere che un’opera del genere meriti una considerazione e rispetto maggiore.

Nonostante questo il libro rimane imperdibile; una lettura e una presenza imprescindibile nella libreria di chi vuol veramente conoscere il fumetto. E chi rimarrà folgorato dall’arte di Crumb dovrà prendere in considerazione l’idea di collezionare i Complete Crumb, una collana incredibilmente ben curata ed esaustiva, edita in inglese da Fantagraphics ed assolutamente unica ed indispensabile per gli appassionati del maestro. O pregare perché riesca in tempi brevi a pubblicare quanto più possibile di questo fondamentale autore.

Riferimenti:
Comma 22: www.comma22.com

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