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Tex#575 – Sul sentiero dei ricordi

Tex#575 - Sul sentiero dei ricordi - immagine1-5057E’ un albo molto speciale, questo 575esimo della saga del Ranger più famoso d’Italia. Infatti con questa uscita festeggia i suoi sessant’anni. Sessant’anni di cavalcate e sparatorie, di caffe’ presi attorno al fuoco di un bivacco insieme a Carson, di inseguimenti dietro a pericolosi tagliagole e di sigarette rollate e fumate, facendo andare così su tutte le furie le associazioni salutiste. Sessant’anni vissuti molto pericolosamente; sessant’anni vissuti sempre nel segno e nel ricordo di Lilyth, figlia del capo Navajo Freccia Rossa e unico amore di .
Proprio al ricordo di una delle avventure vissute con Lilyth nei loro pochi anni trascorsi insieme è dedicato quest’albo scritto da (al ritorno ai testi di un albo mensile di Tex dopo sei mesi di avventure boselliane) e disegnato da , che si fregia del colore dello studio GFB Comics pur non essendo un numero centenario come da tradizione Bonelli. Ma i sessant’anni di Tex valevano la pena di essere così festeggiati.

La storia di Nizzi ha una trama davvero semplicissima: Tex e Lilyth sono braccati da un nemico apache, Cuervo Malo, che li assedia in una missione di frati; Tex con la solita dose di fortuna e bravura riuscirà a salvare tutti quanti. Il racconto ci viene fatto in prima persona da Tex stesso, che narrandolo ai suoi pard ne mette a conoscenza anche noi, suoi fedeli lettori. Già questa eccessiva semplicita’, per un appuntamento così importante, potrebbe stonare, ma a lasciar perplessi sono anche i dialoghi tra i personaggi, molto ingessati e che non riescono a trasmettere le atmosfere care a Bonelli senior. Certamente faranno piacere ai lettori di lunga data la ripresa di alcune tematiche e personaggi delle prime avventure del personaggio, come il fedele cavallo Dinamite o i guanti, che oramai da parecchio Tex ha smesso di indossare. Ma l’operazione nostalgia imbastita da Nizzi lascia un senso d’incompiuto, anche perché nemmeno stavolta si è riusciti a mostrare la vera vita vissuta da Tex e insieme, ma soltanto pochi scorci di questa, che difficilmente ci possono mostrare la vera anima dell’amore tra i due.

Anche le psicologie tradiscono: Lilyth è coraggiosa, ma è anche una donna spaventata dalla vita del marito. Questo pero’ viene mostrato attraverso dialoghi stereotipati, che non riescono a trasmettere reali emozioni al lettore, soprattutto a quello più scafato. Anche i personaggi minori sono calchi fin troppo visibili di altri caratteristi visti decine di volte nella saga del ranger. Soprattutto Cuervo Malo è un personaggio trattato molto superficialmente: la sua rabbia, la sua voglia di vendetta, non vengono mai sottolineate in modo così da poterci mettere nei suoi panni o comprenderne l’indole. Lo stesso Tex non convince appieno: non è sicuramente il ranger alle volte pavido visto nelle ultime storie dell’autore romano, ma neanche quello vigoroso e sbruffone delle avventure scritte dal patriarca Bonelli: rimane nel mezzo, tra la fuga e la voglia di dar battaglia, tra la paura di poter perdere Lilyth e la necessità di mostrarsi forte e deciso. Un personaggio sicuramente più problematico, alle volte più umano e vicino a noi, ma del quale alcuni lettori potrebbero avere un ricordo diverso.

Tex#575 - Sul sentiero dei ricordi - immagine2-5057Se fino a questo punto abbiamo parlato delle cose che hanno convinto meno, le qualità dell’albo si devono andare a cercare soprattutto nell’altissimo ritmo che Nizzi ha voluto infondere allo stesso. Le 110 pagine scorrono velocissime, gli avvenimenti si succedono vertiginosamente e la storia non annoia certamente. Puo’ bastare a rendere speciale questo sessantennale?

A cercare di renderlo indimenticabile ci pensano i disegni di Civitelli, che per l’occasione sfoggiano tutta la meraviglia del technicolor. Il disegnatore toscano cura le tavole la sua consueta pulizia; in più si nota il grande impegno dell’autore nel rendere sempre molto espressivi i visi dei protagonisti del racconto. Dispiace notare che lo spazio lasciato alle sperimentazioni è sempre pochissimo, viste anche le costruzioni delle tavole, che si innestano pienamente nella tradizione bonelliana, ma è ormai ben chiaro che non è Tex la collana dove sperimentare; d’altra parte, il risultato, graficamente, è apprezzabile. I colori alle volte non convincono pienamente: in certe scene sono davvero troppo luminosi e alcun tinte delle carnagioni appaiono strane. Tutto sommato, pero’, compiono discretamente il loro compito di accompagnare i disegni, a cui si può benissimo dare un voto alto.
La copertina, in cui ha sperimentato un modello di disegno pittorico, non rende pienamente l’intenzione che era del copertinista: infatti Lilyth appare molto strana, e anche lo sfondo lascia perplessi. Meglio l’immagine di Tex, iconograficamente molto riuscita, con questo mix di durezza e tenerezza.

Si ricorda che allegato all’albo, la Editore ha regalato Il massacro di Goldena un romanzo con protagonista Tex scritto da Bonelli padre con illustrazioni di Aldo De Gennaro, per festeggiare non solo i sessant’anni di Tex ma anche il centenario della nascita di G.L. Bonelli.

Riferimenti:
Editore: www.sergiobonellieditore.it

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