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L’inglese nei fumetti originali Marvel – prima puntata: La Cosa

In questo ed altri articoli, che seguiranno (se le mie discussioni incontreranno il vostro interesse) esaminerò qualche peculiarità dell’inglese dei comics originali.
Cogliendo anche l’occasione del compimento dei 50 anni degli FF, comincerò la mia discussione proprio da uno dei membri del più fantastico gruppo di supereroi della storia del fumetto, la Cosa.

L’inglese nei fumetti originali Marvel - prima puntata: La Cosa - 47
La vignetta qui sopra è l’ultima dello stupendo annuale n.6 americano dei Fantastici Quattro, pubblicato in Italia dall’editoriale Corno nella collana regolare al n.79 – per l’invidia di alcuni, dirò che ho una copia di quest’ultimo fumetto in perfette condizioni!
La storia narra della nascita di Franklin Richards, primogenito della fantastica coppia, Reed e Sue. Un’opera di indiscutibile pregio con un in perfetta forma, che riesce a dare il meglio di sé in ogni tavola e si produce in alcune sue inimitabili sovrapposizioni di disegni a fotografie, riuscendo ad ottenere risultati che, anche a decenni e sofisticate tecniche di computer di distanza, non possono non lasciarci a bocca aperta.
Venendo però al nocciolo della nostra discussione, vediamo da vicino perché l’inglese della Cosa risulta di non facile comprensione.

Leggiamo nella nuvoletta:

“He’s not gonna haveta worry about danger, pal — not with us around”.

Tradotto in italiano la frase suona così: “non si dovrà preoccupare del pericolo, amico — non con noi vicino”.

L’inglese, al contrario della nostra lingua, ha un’ortografia molto più facile da manipolare. In modo particolare in mano agli americani, molto più pratici e divertiti degli inglesi, diventa molto malleabile e permette delle cose impensabili per la nostra mentalità italiana.   
Leggendo le parole della Cosa, nella maniera in cui vengono trascritte, ci sembra di sentire la “dolce” e “flebile” voce del nostro eroe che in accento newyorkese si rivolge ai suoi compagni.
Nell’inglese parlato con accento americano il puro inglese “going to”, utilizzato per esprimere il verbo che segue al futuro, diventa “gonna” (pronunciato gona). E’ una parola piuttosto comune e oggi non è difficile rinvenirla nei testi di alcune canzoni americane.
Più legata alla pronuncia specifica di alcune zone degli USA la parola trascritta “haveta” (si pronuncia hefta). Il mio insegnante di inglese, che era nato sulla costa est degli Stati uniti, aveva proprio questa cadenza. Il modo corretto di scrivere questa frase sarebbe “have to”, ma la genialità di questa “ortografia” è riuscire a rendere comprensibile al lettore l’accento di chi parla.
E’ come se nello scrivere la nostra lingua potessimo riuscire a trascrivere la cadenza napoletana o siciliana.
To have to” corrisponde all’italiano “dovere”.
La parola “pal” è un po’ slang, in uso nell’americano. Corrisponde al nostro “amico”. Ma in inglese più corretto si direbbe “my friend”.
Vediamo la frase della Cosa prima, poi come andava scritta in inglese corretto e quindi la traduzione:

“He’s not gonna haveta worry about danger, pal — not with us around”.
“He’not going to have to worry about danger, pal — not with us around”.
“Non dovrà preoccuparsi del pericolo, amico — non con noi in giro”.

Veniamo a tempi più recenti, all’incredibile sequenza narrativa della coppia britannica , ai testi, e , alle matite.

L’inglese nei fumetti originali Marvel - prima puntata: La Cosa - Fantastic-Four-563-Zone-Avenger-pg08-09

Anche qui l’ortografia delle parole pronunciate dalla Cosa tradisce il suo accento. “Bride-ta-be”, rispecchia la sua pronuncia americana di “Bride-to-be”, che letteralmente significa “futura moglie”. Fa poi fà comparsa una delle sue frasi più caratteristiche, quando Ben chiama Reed “stretcho”, che di solito viene tradotto in italiano come “gommolo”.  Il verbo in inglese “to stretch” si può tradurre “allungare”.
Sfruttando l’elasticità della lingua inglese – scusate il gioco di parole – e la fonetica americana, la Cosa crea l’aggettivo “stretcho”, che potrebbe considerarsi una forma slang di “stretchable”, allungabile.
Ovviamente queste interessanti sfumature si perdono nella traduzione.

Altri dettagli caratteristici dell’inglese della Cosa sono:
–    “th’” per descrivere la pronuncia di the
–    “outta” dove in inglese corretto si scrive out of
–    poi sono caratteristiche abbreviazioni del tenore di “ol’” al posto di old e “sumthin’” al posto di something.
–    “Ya” al posto di you esprime un modo di pronunciare tipico americano.
–    “givin’” al posto di giving o “doin’” al posto di doing, sono solo due esempi dei diversi casi dove il gerundio o il participio presente perdono la “g” finale.
–    “A’” al posto di of.

L’inglese nei fumetti originali Marvel - prima puntata: La Cosa - Fantastic-Four-564-018-19

One tv channel?”, “un solo canale tv?”, commenta la Cosa ospite dei parenti di Reed in Scozia (nella vignetta sopra), “Don’t that make ya a third world country?”, “ma questo non fa di voi una nazione del terzo mondo?”.
In inglese corretto, la Cosa avrebbe dovuto dire “Doesn’t that make you a third world country?”. L’ausiliare “do” per creare la frase interrogativa negativa è in terza persona e in “proper English”, inglese corretto, dovrebbe essere “doesn’t” e non “don’t”. L’espressione della Cosa è molto colloquiale. “Ya” al posto di “you” è tipico dell’americano parlato in certe zone degli USA e dell’inglese veloce ed informale.

Probabilmente sono sfumature di questo genere che non mi permettono di rinunciare all’acquisto di molti dei miei fumetti preferiti in lingua inglese.

All’esatto opposto dell’inglese slang e cittadino della Cosa, l’inglese degli dei norreni, di Thor, Odino e Loki.
Ma di questo ne parleremo nel prossimo articolo sull’inglese degli eroi Marvel.

2 Commenti

2 Comments

  1. Chiara Pianezzola

    30 gennaio 2014 a 18:09

    Complimenti! Io stò facendo la tesi sulla traducibilità del medium fumetto e questa spiegazione mi è stata molto utile. Posso citare il tuo esempio nella mia tesi?
    Avrei inoltre un’altra domanda: Come viene resa in italiano la traduzione con accento newyorkese? Nel fumetto italiano l’accento verrà annullato oppure sostituito in qualche altro modo? La ringrazio per la sua disponibilità e complimenti ancora!

  2. Massimo Miato

    23 gennaio 2012 a 18:05

    Da traduttore, direi che questa serie di articoli (che ho scoperto solo adesso) si preannuncia piuttosto interessante. Bravo Giuseppe!

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