Home > Articoli > Recensioni > Parque Chas

Parque Chas

Parque Chas - immagine1-4837Stephen King inizia la sua attività di romanziere nel 1974. Nelle sue saghe, nei suoi mondi, sviluppa un immaginario oscuro e terribile dal quale arrivano minacce terribili e orrori altrettanto paurosi contro la razza umana. In effetti King riprende l’idea di un orrore innominabile e ignoto, che non può essere chiarito, tipico della narrativa di Howard P.Lovecraft, “il Solitario di Providence”. Nella narrativa di Lovecraft i personaggi sono insidiati da orrori vecchi quanto la Terra stessa, esseri alieni che riescono a controllare una parte degli abitanti del pianeta e a venire percepiti solo da alcuni (i pazzi e gli artisti): una presenza incombente e opprimente. In un certo senso questo è anche quello che succede in Parque Chas, fumetto della scuola argentina ideato da e splendidamente illustrato da .

LA STORIA

Il protagonista, Ricardo, è uno sceneggiatore di fumetti che trova casa nel quartiere di Parque Chas, nella città di Buenos Aires. L’unica cosa che gli viene richiesto di non fare nella nuova casa è aprire la finestra della camera da letto; peccato pero’ che, come in ogni buon romanzo lovecraftiano, il protagonista inizi ad avere dei sogni su cio’ che si troverebbe oltre la finestra, un mondo particolare, quasi creato dalla fusione di tutte le storie del mondo.
Una volta sbattuto fuori di casa per aver aperto la finestra pur di soddisfare la sua curiosita’, Ricardo inizia un’indagine su Parque Chas, raccogliendo leggende e racconti strani, come incontri con ragazzi biondi e glaciali nell’aspetto, simili ai figli de Il villaggio dei dannati (film del 1960), o su un taxi assassino, quasi come in Duel (film d’esordio di Spielberg, dove il mezzo protagonista è un camion), o anche su uno strano essere nato e cresciuto nelle fogne del quartiere, ironicamente kingiano. Il tutto in quell’atmosfera incombente e tipicamente lovecraftiana in cui i protagonisti, i narratori, travolti dall’orrore, sono quasi i primi a non credere a quello che hanno visto.

Parque Chas - immagine2-4837Questa atmosfera, questa ricerca di un mistero che forse non andrebbe svelato, viene pero’ persa nella seconda parte dell’opera, che risulta quasi una sorta di Alice oltre lo specchio nera.
Ricardo, infatti, attraversata la finestra entra in contatto con un mondo di insettoidi terribili e spietati, che cercano di espandersi anche sulla Terra un po’ come i “ragni” di Starship Troopers di Heinlein, e devono affrontare come unici avversari i terrestri inconsapevoli e gli insettoidi ribelli.
Cosi’, mentre la prima parte è un tripudio di omaggi alla letteratura dell’orrore di mezzo secolo e oltre, la seconda parte lo è prima al genere avventuroso, già richiamato dalle comparsate di Achab, dal romanzo Moby Dick di Melville, o di e Giuseppe Bergmann, rispettivamente creazioni di Hugo Pratt e , quindi alla fantascienza, omaggiata nella prima parte con la presenza dell’Eternauta.

Per quel che riguarda la trama della seconda parte, uno degli aspetti più interessanti della storia è la sostituzione, da parte degli insettoidi, dei politici terrestri più importanti con dei loro cloni: mentre per l’Italia gli autori prevedono ben due sostituzioni, quasi a sottolineare il legame particolare tra il nostro paese e quello sudamericano, per l’Argentina la sostituzione viene cancellata, poiche’, secondo queste creature, il rappresentante argentino sta inconsapevolmente portando avanti il loro piano di distruzione della società terrestre.

GIUDIZIO FINALE

In definitiva un bel fumetto scritto da un ottimo Barreiro, abile a sposare gli stili dell’orrore nella prima parte, decisamente più oscura, ed un ritmo serrato nella seconda, forse più debole perché rompe la magia del mistero dietro Parque Chas, ma non certo meno divertente. A questo si deve aggiungere un ottimo e imprevisto Eduardo Risso. Abituati, dopo anni di 100 Bullets, ad uno stile molto milleriano, caratterizzato da toni di chiaro e scuro netti e precisi, si resta piacevolmente spiazzati di fronte allo stile nervoso e ricco di toni di grigio mostrato dal cartoonist argentino in questo suo esordio di grande respiro. Per tutti questi motivi un’opera che non può mancare di appassionare e divertire.

Riferimenti:
Il sito web di Edizioni 001: www.001edizioni.com

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

I commenti sono soggetti a moderazione, per questo motivo potresti non vederli apparire subito.
Ti preghiamo di non usare un linguaggio offensivo ma di esporre le tue idee in maniera civile.