lo spazio bianco
letture
Articoli
Interviste
Recensioni
Speciali
Feed RSS  aiuto!!
letture
Ante Litteram
Preview Confidential
On the Web
BreVisioni
Anafi e vecchi fumetti
Oltre le nuvole
Editoriali
letture
istruzioni
il fumetto e l'arte
galleria
monografie
contatti
scrivi alla redazione
collabora con noi!
redazione
scambio banner
letture
lospaziobianco.it su
google groups!
clicca qui per iscriverti

Notepad

[Valid RSS]

Scarica Firefox!!!

hosting by:
il leader del web hosting italiano

SMS Hosting:
SMS Hosting

letture
[home]  >>  sezione: interviste

interviste più recenti
Post-Lucca: Ausonia su Beauty Industries e altro ancora...
In uscita per Leopoldo Bloom Editore, il nuovo lavoro di Ausonia dopo Pinocchio e P-HPC. E' l'occasione per incontrare nuovamente un autore che, in poco meno di un anno, ha saputo attirare attenzione e consensi per il suo linguaggio personale, poetico e ficcante.

Beauty Industries, copertinaCiao Ausonia, bentornato su LoSpazioBianco.it. Parlaci di Beauty Industries: innanzitutto, l'idea per la storia da cosa nasce?
Grazie, è un piacere. E' difficile, per il semplice fatto che di una storia muta meno se ne parla meglio è. Intendo dire che è facile spoilerare e togliere il gusto al lettore. Posso dire che è una storia paradossale su chi produce e chi consuma, su come guadagniamo e spendiamo i nostri soldi... Una sorta di favola surreale.Beauty Industries nasce come tutte le cose che faccio: mi trovo a pensare a delle idee, che entrano nella mia testolina, e per settimane le ospito senza sapere bene cosa siano di preciso. Man mano che passa il tempo, prendono corpo. Non faccio schizzi, non prendo appunti, lascio solo che quell'embrione si evolva nella mia testa e basta. Quando è ben formato si rompono le acque ed è l'ora di tirarlo fuori e salutarlo, di guardarlo in faccia e capire bene chi sia. Quando lo prendi in braccio capisci che dovrai farlo crescere sano e dargli un'educazione, e quella è la fase delle correzioni, delle bozze e delle cancellature. Scrivo molto, disegno, mi vado a cercare una colonna sonora adatta alla sua personalità. La notte mi sveglio e controllo se stia bene. Mi prendo cura di lui, lo vedo crescere, assorbe ogni mia giornata. Vado avanti in questa crescita accelerata fino a quando a diciotto anni non se ne va di casa, e quello è il momento della stampa e della distribuzione, in cui una cosa che credevo mi appartenesse prende il suo cammino esegue il suo percorso naturale, lontana da me. E' un.

Il tema del lavoro industriale ritorna dopo P-HPC, quali sono le sfumature e gli aspetti che intendi sottolineare in questa opera?
Come ho detto è una storia surreale. Apparentemente molto dolce e poetica, ma in sostanza parla di come spendiamo i soldi guadagnati con il nostro lavoro. E, in genere, li spendiamo ricomprando le cose che abbiamo prodotto. E qui sta il paradosso. E qui sta la disfunzione di un sistema in crisi... Come ci fa notare il buon Jeremy Rifkin (Economista, attivista e scrittore statunitense - ndr).

B.I. è un fumetto senza parole, con uno stile che richiama moltissimo i film muti dei primi anni del cinema. Perché questa scelta?
Volevo una storia senza parole. La volevo silenziosa. Non ho usato neanche le onomatopee. Volevo fare un libro sordomuto. Poi le atmosfere da rivoluzione industriale lo hanno fatto somigliare a un film di inizio secolo. Devo dire che mi piace molto l'atmosfera che si respira fra quelle pagine, lontanissima, appunto, dal cinema hollywoodiano di adesso e dai super montaggi veloci. E' una storia lenta, che va guardata senza fretta.

Sei un fan del cinema d'epoca?
Adoro i registi russi. credo che "Forma e tecnica del film e lezioni di regia" di Sergej Mkhajlovič Ezenštejn sia un manuale esemplare anche per uno che fa fumetti. La lezione sulla composizione e le messa in sequenza delle scene è tuttora insuperata.

Una cosa che mi colpisce è che BI nasce come idea di autoproduzione; perché proprio questa scelta iniziale, e perché poi è divenuto invece un prodotto edito da Leopoldo Bloom Editore?
M è sempre piaciuta l'idea dell'autoproduzione. Del resto io lavoro per metà autoproducendo le mie storie. Gli editori per cui lavoro non mi pagano a tavola, quindi metà dell'investimento lo faccio io. L'autoproduzione è una forma produttiva abbastanza in linea con le mie corde e non escludo di autoprodurmi qualcosa in futuro. Anche se devo dire che se un editore mi lascia la libertà di dire le cose che mi interessano nella forma in cui le ho pensate... ha senso lavorarci insieme. Il fumetto indipendente ha motivo di esistere solo se nessun editore ha il coraggio di produrlo. Ma non ho avuto difficoltà a trovare persone che credono nel mio lavoro. I miei editori sono i miei fan più convinti. Infatti per questo libro è andata così: ho postato un disegnino sul blog e ho ricevuto la proposta di contratto per telefono due ore dopo. Marco (di Leopoldo Bloom Editore - ndr) si è fidato ciecamente. Ha deciso di fare questo libro basandosi su uno schizzo. E' assolutamente incredibile!. Mi adora, o forse è un pazzoscriteriato... non so.

Il lavoro per terminare questo fumetto è stato serratissimo, da quanto ho capito nel giro di poche settimane, per poter uscire in occasione di Lucca Comics. Per te che, da quanto mi pare di capire, sei scrupoloso e perfezionista, nel senso buono del termine, quanto è stato difficile mantenere tempi tanto stretti? Sei soddisfatto del risultato o avresti voluto lavorarci di più?
Beauty Industries ha richiesto due settimane di lavoro, in totale. Storyboard, matite, chine, impaginazione, copertina. Una novità assoluta, per me. A volte lavorare sotto pressione è il massimo che ti possa capitare: quando hai poco tempo non hai spazio per pensare a cose superflue, che ti distraggono. E' un concentrato di lucida attenzione e istintualità allo stesso tempo. Ovviamente questa combinazione di opposti è una miscela perfetta per dare il meglio che puoi. Sono soddisfatto di come è venuto: è un libro spontaneo. Non cambierei niente, non aggiusterei nulla. E' stato come fare un action painting, una cosa di getto. Anche se per arrivare in fondo ho dovuto usare ogni minuto disponibile della giornata. Meraviglioso.

Beauty Industries, internoChe tecnica hai utilizzato per la parte grafica di Beauty Industries?
Matite e inchiostro su carta colorata.

Nonostante le tempistiche, hai comunque studiato approfonditamente il formato delle pagine e del volume. Come sei giunto infine all'idea di "volume oggetto" finale? Quanto è importante per te l'aspetto della confezione di una storia?
I libri non hanno confezione: i libri sono libri dalla copertina fino all'ultima pagina. Sto molto attento a trattarne ogni singola parte con rispetto verso il contenuto della storia, e a creare un oggetto che racchiude un segreto. Lo devi toccare, guardare, annusare... e sfogliare pagina dopo pagina, fino ad entrarci dentro e scordarti dove sei seduto, che ore sono e che anno è. Camminare con il tuo alter ego per la sua strada. B.I. richiede attenzione per essere capito. Ogni elemento disegnato, ogni inquadratura è utile ai fini della comprensione della storia. Mi piace l’idea di costringere il lettore a decifrare ogni immagine per capirne il contenuto. Anche questo libro, come tutti gli altri che ho fatto finora, avrà una verniciatura opaca sulla copertina. Le cover lucide sembrano sacchetti di patatine chimiche per sfigati... È stato entusiasmante lavorare su BEAUTY INDUSTRIES (e visto che a Lucca ci ha dato molteplici soddisfazioni, sia da un punto di vista delle vendite che per gli apprezzamenti ricevuti dai lettori) ho proposto a Marco Belotti della Leopoldo Bloom di trasformarlo nel primo numero di una collana. L'idea è semplice: una sorta di semestrale, due numeri all'anno; in ogni libro una storia diversa, con personaggi diversi e tecniche diverse, che spaziano dal fumetto al fotofumetto... fino al racconto illustrato. Potranno essere in b/n, a colori, o a due colori. In ogni libro cambia tutto, resta solo il formato 18x19,5 cm e forse il numero di pagine. Ovviamente Marco l'ha presa subito bene. Vediamo cosa succede.

A Lucca è uscito anche il tuo primo Artbook per Vittorio Pavesio Editore. Cosa raccoglie? Come è nata l'idea di produrlo?
L'idea è nata da Vittorio più di un anno fa, quando ancora lavoravo su Pinocchio. l'idea era quella di presentare il mio lavoro, le mie idee, i miei dietro le quinte. Avevo un sacco di progetti, allora, a cui stavo lavorando... e la cosa singolare è che adesso uscirà questo artbook che conteneva sogni come P-hpc (un progetto che ha già visto la luce qualche mese fa sempre per Bloom), o come altri che invece adesso hanno già un editore. ABC, ad esempio, uscirà per i tipi di BD in primavera. In un anno sono successe tante cose, Ettore. Tantissime, che quasi non mi sembra vero.

Da un anno fa, all'uscita di Pinocchio, l'attenzione verso i tuoi lavori è certamente aumentata. Che impressioni e che stimoli hai ricevuto dal pubblico?
Mmh… un riscontro meraviglioso. Vedi, Ettore, il mio approccio è davvero molto particolare e personale, il rischio di venire snobbato dai lettori era forte. Ma se devo essere sincero, in questi anni, non mi sono mai preoccupato del giudizio dei lettori, consapevole del fatto che le persone si legano a degli schemi grafico/narrativi solo perché non trovano molte altre alternative. La cosa che mi pare chiara è che tutti provano un grande interesse verso la sperimentazione, e questo ovviamente ha premiato la mia inventiva e il mia originalità. È un piacere assoluto, per me, ricevere mail da lettori che non mi chiedono altro che di continuare a sorprenderli con progetti nuovi e diversi. In genere a un autore che stimiamo chiediamo di non cambiare mai… a me chiedono di non smettere di provare nuove strade, di continuare la mia ricerca personale. E questo credo sia una cosa rara (se non unica), specie in Italia, dove autori e case editrici storiche, una volta azzeccata una proposta editoriale, la mantengono invariata nei decenni, per paura di perdere terreno, lettori, soldi. E questa paura li rende schiavi di un’idea bislacca e cretina. Li rende inutili. Invece è stato magnifico, a Lucca, ricevere proposte da editori giganteschi, i quali, oltre a propormi cifre considerevoli, mi chiedevano solo di sorprenderli con un nuovo libro. Preso quasi a scatola chiusa. E… bé, questo è il massimo che possa accadere a borderline bipolare come me.

Sul tuo blog osservi come sia passato in fretta quest'anno, e questo faccia quasi paura: perché?
Perché? Eh! Perché visto che un giorno, presto o tardi, moriremo, sarebbe bello se il tempo passasse molto più lentamente… non trovi?

Proprio attraverso il tuo blog si nota una emotività nello scrivere e nel parlare di ciò che fai e, di conseguenza, di chi sei. Cosa hanno significato questi quattro giorni a stretto contatto con le persone? Cambia il modo di rapportarsi attraverso il web e fisicamente per te?
Ho trascorso questi ultimi dodici mesi in giro. Fiere, librerie, presentazioni dei miei lavori in varie manifestazioni… mi sono abituato all’idea di stare in mezzo ai lettori. E devo dire che mi piace. Però, sai, credo anche che il vero incontro con i lettori lo fai attraverso il libro che realizzi. È quella storia con quelle immagini che crea un dialogo profondo e sensato con chi la legge e la guarda. Il resto sono chiacchiere. Sui blog come sui forum… se hai delle capacità, devi metterle in ciò che fai. La promozione è poca cosa. Fare il “personaggio” è stupido. Se il tuo libro vale poco… vale poco al di là di come ne parli e di come ti racconti su un blog. Tutto qui. La rete offre possibilità di scambio enormi, anche umanamente parlando. Ma resta un mezzo bidimensionale. Formale. Limitato. Parlare con le persone è tutta un’altra cosa. Ovvio. Ci si stringono le mani, si sorride, ci si abbraccia. Oppure ci si manda a cagare, ma per davvero. È diverso.

Tra i fumetti in cantiere, ci sono ABC, Toyz e DDV. Qualche parola per ognuno?
ABC è la morte.
Toyz è un bestiario sulle banalità.
DDV è una cosa che va oltre ogni umana comprensione.

Quali sono i progetti in corso di realizzazione e le idee che stai maturando per il futuro?
Andarmene due mesi a Parigi. E continuare a lavorare sulle mie cose.


Beauty Industries
Ausonia

Leopoldo Bloom Editore, 2007 - 48 pagg. bros. col. - 8,00€

Ausonia – The Art Of
Vittorio Pavesio Productions, 2007 – 56 pagg. cartonato. Col. – 16,99€


Riferimenti
Ausonia, il blog: www.ausonia-pinocchio.blogspot.com
Ausonia, il blog dei fotofumetti: www.garbagelive.blogspot.com
Lopoldo Bloom Editore: www.leopoldobloom.it
Vittorio Pavesio Productions: www.pavesio.com
Recensione di "Pinocchio, storia di un bambino": www.lospaziobianco.it/3722
Intervista ad Ausonia: www.lospaziobianco.it/3709
La storia di Ausonia per 24hic: www.24hic.it/gallery.php?gid=145



invia articolo  invia per e-mailstampa articolo stampa2007-11-16 16:45:01 
Ettore Gabrielli 
Questo articolo è ideologicamente libero. L'autore garantisce il permesso per la distribuzione e la riproduzione del contenuto per soggetti privati, alla condizione che l'articolo sia riprodotto in maniera integra ed integrale, e che la fonte e l'autore siano esplicitamente e correttamente riportati, compreso questo messaggio.
 lospaziobianco.it è amico di Ayaaaak   gli amanti della bonelli
home page | contatti | filosofia | links | Feed RSS progettato per Mozilla Firefox 1.0+
emergency   medicines sans frontieres   amnesty international   human rights watch