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I 99 Giorni del male di Casali

I 99 Giorni del male di Casali - 01408-panini-noir-10-99-giorni-500x500Kigali 1994-Los Angeles 2010: sedici anni di distanza e la stessa vita ai limiti. Gli orrori malati dell’eccidio razziale e della vita metropolitana di un poliziotto nato in Rwanda si confondono tragicamente nella storia che sputa sulle pagine di 99 Giorni, pezzo pregiato della collana Noir della /Vertigo presentato a Lucca dalla .
Alla ricerca del “Macellaio col machete”, un killer che sta facendo della “Città degli Angeli” il suo mattatoio personale, Antoine Boyd scoprirà quanto sia difficile fuggire dalle proprie guerre. Passate e presenti.

I canoni della L.A. di James Ellroy, tra sbirro buono e sbirro cattivo e corruzione a più livelli ci sono tutti nel noir del reggiano, testamatta italiana appassionata del genere e delle sue contaminazioni più moderne, e si incrociano con la trama cruda di una guerra civile sparata su tutti i media ma mai veramente approfondita. Gli “Stati Uniti di Rwanda” di Casali sono violenti, infami, ingiusti: sono la vita, e la differenza tra la metropoli americana e la baraccopoli africana sublima. Tutsi e Hutu divengono Bloods e Crips.

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I 99 Giorni del male di Casali - 626_eb50eb64c9e03b7909fbdb5cd2ba371a-206x300Non scappa l’italiano da alcuni cliché del gringo che descrive gli States, imbevuto di Shawn Ryan e The Shield fino al midollo, ma dalla sua ha la competenza di chi ha cercato di “bucare” un mondo: non ne esce né uno spaghetti noir né un noir puro, perché il mistero non esiste, ma una dichiarazione d’amore fatta di corsa, con la foga di dover raccontare più di vent’anni di idee e storie.

L’escamotage del “biassanotte” (“mastica-notte”, sempre per rimanere in Emilia) che offre la versione razzista dell’uomo della strada nel mondo in cui Boyd si muove, voce di chi gode nel vedere che l’odio brucia il mondo, è solo una delle chicche seminate dentro le pagine di questo bollettino di una guerra interiore: nel momento in cui l’iperrealtà dei media interviene, allora anche la finzione diviene più vera.
I personaggi lentamente prendono il sopravvento e raccontano una realtà sempre più vorticosa e inesorabile, mentre tutto precipita.

I 99 Giorni del male di Casali - 99_giorni_casali_donaldson-202x300I fantasmi di Boyd sono tratteggiati da Kristian Donaldson, nuova superstar delle matite pluricelebrata per Supermarket. Sono fantasmi in chiaroscuro, in un “bianconero” sacrificato dalla carta troppo chiara della Panini che però diviene un prodotto sensazionale nell’originale americano, leggermente più opaco.
Donaldson è un maestro a lavorare con poche e fondamentali luci e, anche se il tratto rimane lievemente troppo “pop”, nel complesso è già chiaro che diventerà un grandissimo: i toni delle ombreggiature dal nero al grigio in alcuni momenti rimangono dentro al lettore, come macchie indelebili.

Sul ritmo c’è poco da aggiungere: Casali è un regista mancato, e Donaldson si attiene volutamente alla visione imperativa dello sceneggiatore, sottotraccia come solo i grandi possono fare, regalandoci un ottimo film. Con un ritmo che ti fa saltare il cuore in gola senza stancarti mai.
Una lettura veloce, cattiva, con un retrogusto di nicotina hard-boiled. Quello che ci aspettavamo dal vecchio “Cass”.

Abbiamo parlato di:
99 giorni
Matteo Casali, Kirstian Donaldson
Traduzione di Matteo Casali
Panini Comics, 2011
180 pagine, cartonato, bianco e nero – 14,90€
ISBN 978-88-6589-404-0

Riferimenti:
Matteo Casali, il blog: matteocasali.blogspot.com
Kirstian Donaldson, il sito: www.kristiandonaldson.com
Panini Comics: www.paninicomics.it

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