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Che e M. L. King – Testimoniare l’Uomo Nuovo

Che e M. L. King - Testimoniare l'Uomo Nuovo - immagine1-4700Me lo sento nelle ossa. Credo che mai come in questo periodo ci sia bisogno di uno spirito rivoluzionario. Un approccio alle cose e ai fatti – all’informazione, alla libertà intellettuale e individuale – che sia di contrapposizione e di critica piuttosto che di osservanza e di asserzione. Un modo di relazionarsi con il mondo che parta dall’esigenza di saperne di più, di capire cosa si cela dietro le notizie, come stanno i fatti e come si prendo le decisioni che ci condizionano.
Comprendere quale fattore decide una guerra o determina invece l’inerzia a lavorare per ridurre rapidamente l’impatto ambientale dell’opera umana; quale impedisce che i processi giudiziari seguano il loro corso in modo rapido e chiaro, oppure cosa definisce un concetto di educazione sempre più astratto e incapace di definire modelli credibili di crescita.
Decidere di voler battere percorsi inediti sul piano dell’informazione, della conoscenza, della coscienza e della libertà sociale e individuale torna a essere un valore, un modello di comportamento.

Due libri a fumetti recentemente pubblicati, simili nelle premesse ma diversissimi nei risultati, mi hanno portato a riflettere sulla validità di tale modello, sull’esempio che persone-mito assumono nell’attualità storica, sociale ed economica in cui viviamo. Si tratta di Che di Oesterheld e Breccia (padre e figlio) pubblicato da Rizzoli e di Martin Luther King di Ho Che Anderson pubblicato da Becco Giallo.
Due biografie di due persone che hanno fatto la storia, hanno partecipato e determinato moti rivoluzionari, violenti e armati Guevara, pacifisti e non violenti King. Due parabole di vita che hanno lasciato un segno nelle coscienze di migliaia di persone, anche a distanza di quasi mezzo secolo, per le quali si è da sempre imposta una scelta – a favore o contro – e che sono state, a seconda del caso, mezzo di propaganda, modelli nei quali identificarsi, valori per i quali lottare, ragioni di vita, delusioni e icone contraffatte.

L’attualità del Che di Oesterheld e dei Breccia sta nella potenza evocativa e nella validità poetica che lo contraddistingue, laddove testi e disegni si giustappongono a stimolare partecipazione, coinvolgimento emotivo, senso di appartenenza e compassione. Il significato dell’opera è quello di riportare la forza di una vita come testimonianza. è il concetto di “Uomo nuovo” più volte citato da Guevara nei suoi diari – che in Che si fondono mirabilmente con la prosa essenziale di Oesterheld – ad essere misura della portata del messaggio testimoniato dal sacrificio. Non vi è l’ombra di una difesa del valore della rivoluzione armata in quanto tale, della violenza come modello di azione. Vi è l’idea dell’importanza di esserci, con le proprie idee, la propria cultura, le proprie azioni concrete (di guerriglia ma anche di medico in prima linea) nello scorrere della Storia. Una presenza che rischia, in chi scivola nell’identificazione, di generare incommensurabili sensi di colpa laddove al pensiero non segua l’azione rivoluzionaria.
Ma che, se vista con il giusto distacco, rappresenta al contrario un punto di riferimento valoriale, quando il valore è l’autenticità dell’esserci in quanto essere umano consapevole, critico. L’uomo nuovo è colui che utilizza le proprie energie nel compimento di un passo anche minimo nella direzione di una crescita morale della comunita’.

La stessa adesione ai fatti che è costata la vita a Oesterheld, desaparecido illustre e rimpianto, e che ha portato la famiglia Breccia a liberarsi sì di tutte le tavole originali e di tutte le copie non vendute di Che, ma al contempo a sotterrare un’ultima copia nel giardino di casa, nella speranza che un giorno il regime argentino sarebbe stato sconfitto e il volume potesse rivedere la luce. Un rischio e una scommessa in nome della libertà di espressione e della testimonianza. è grazie a cio’ che oggi possiamo ammirare la sintesi di Oesterheld che racconta con poche parole, secche e affilate, la vita di Ernesto Guevara, senza sentimentalismi, senza morali, senza accondiscendenze. E possiamo, attraverso i disegni di Breccia, toccare e sentire sulla pelle la Bolivia, le ferite dei soldati, i dubbi che segnano il volto di Guevara, la progressiva de-umanizzazione di tutti gli attori in scena nella tragedia sudamericana, la loro trasfigurazione a simboli nauseanti e onirici. è possibile così partecipare a un’esperienza decisiva del secolo scorso e comprenderne la portata umana, prima che giunga una qualunque forma di riflessione di merito, di identificazione acritica, di condanna, di ripudio.
L’atto del leggere in se’ è esperire la testimonianza. Un’esperienza preziosa e potenzialmente trasformativa, come raramente succede.

Che e M. L. King - Testimoniare l'Uomo Nuovo - immagine2-4700Martin Luther King di Ho Che Anderson è diverso nella forma e nelle intenzioni. Ampio, complesso, eterogeneo nei contenuti e altalenante sul piano narrativo, è una biografia definitoria, di quelle che intendono costruire una teoria dell’uomo prima che raccontare una testimonianza. Il compito è da far tremare i polsi, innanzitutto per il mezzo scelto, ovvero quel fumetto che non ha in se’, per nascita si direbbe, il pregio della complessita’. Rappresentare la complessita’, la molteplicità dei punti di vista e dei centri focali della narrazione è cioe’ una conquista, nel fumetto più che in altri mezzi, che richiede un controllo tecnico e una comprensione dei mezzi a disposizione che Anderson non sembra possedere appieno.
I limiti emergono nell’indecisione che l’autore sembra mostrare nella scelta di uno stile visivo coerente, laddove passa senza apparente ragione narrativa dal fotorealismo al tratto graffiato, dal bianco e nero al colore, da una regia impersonale a una fortemente espressionistica. Così come nell’incedere aritmico, eccessivamente spezzato, dispersivo, che sembra dire di una difficoltà nella scelta dei fatti da narrare, degli episodi che necessitano di essere rappresentati per capire chi era realmente King. è questa necessità di voler offrire al lettore una versione piena, reale e per questo ambigua di King – uomo che lotta, che crede, ma debole nella carne, per esempio – che non convince e complica le cose. Come i volti e i caratteri dei protagonisti, che in più punti sembrano confondersi, perdersi, sfumare il valore rappresentativo.

Malgrado i limiti citati, King è un lavoro importante, che guida il lettore attraverso avvenimenti e decisioni che, di nuovo, come per Guevara, hanno fatto la storia, hanno determinato piani di azione, hanno portato a reali cambiamenti nella società statunitense e mondiale.
La rivoluzione di King è vicina, per principio, alla verità dell’Uomo nuovo di Guevara, con il valore aggiunto e attualissimo della non violenza. Di fronte alla provocazione, sembrano dirci tutte le scelte importanti di King, e’ fondamentale resistere, mantenere serenità e coerenza. è questo il messaggio che più forte dovrebbe arrivare al lettore di oggi. Resistere ai comportamenti e alle scelte indotte, sviluppare un atteggiamento critico verso il mondo, utilizzare la fede come strumento di sviluppo di comportamenti virtuosi e finalizzati alla crescita della comunita’, non voler assurgere necessariamente a modello esistenziale messianico.

Per entrambi questi uomini, Guevara e King, la morte non è un sacrificio finalizzato alla realizzazione di una vita, è una delle possibilita’, la meno desiderata, la più disperata, la conseguenza di errori di valutazione.
Esattamente come per la figura umana e personalissima di Gesu’ Cristo che ci restituisce Jose’ Saramago in Il Vangelo Secondo Gesu’ Cristo (1991, Einaudi), quando a morire è l’uomo, con le sue paure e i suoi desideri, evento finale non per questo desiderato ne’ tanto meno liberatorio o definitorio. Guevara, King, a suo modo Gesu’ Cristo, non sono i simboli che rappresentano in ragione del loro sacrificio finale, ma della loro vita in quanto testimonianza dell’Uomo nuovo che attraversa la storia, la società e la cultura tutta.

Abbiamo parlato di:
“Che” di Hector G. Oesterheld, e , Rizzoli 2007
“Martin Luther King” di Ho Che Anderson, Becco Giallo 2006

Riferimenti:
Rizzoli Editore: rizzoli.rcslibri.corriere.it/rizzoli
Becco Giallo Editore: www.beccogiallo.it

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