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Dov’e’ che le pareti sono di vetro?

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Dov'e' che le pareti sono di vetro? - immagine1-590Parliamo di un libro, di un romanzo a fumetti pubblicato a suo tempo dalla nella collana “Gli squali” (che era diretta da Daniele Brolli), 138 pagine di ottimo fumetto, disegnato da e scritte dallo stesso Mazzucchelli e da Paul Karasik, adattando un romanzo di . Secondo tentativo di trasformare il romanzo del novellista, nonche’ sceneggiatore cinematografico, , questa versione è stato un successo in Usa (naturalmente in proporzione al bacino di utenza a cui è rivolta), ed è frutto anche della forte volontà di Art Spiegelmann (guru del fumetto underground americano), autore di culto e, come si indica in quarta di copertina, vincitore del premio Pulitzer per il volume Maus.

La storia è affascinante, intrigante, promette soluzioni e risoluzioni ed alla fine puntualmente non mantiene alcuna delle promesse fatte all’inizio (il che non è un male). Sono mille e uno i temi di questo racconto: in esso l’intreccio principale e costituito da una indagine che lo scrittore Daniel Quinn è “costretto” a svolgere nei panni del detective Paul Auster. Infatti tutto comincio’ con un numero sbagliato… La telefonata che aveva raggiunto il nostro Daniel era diretta all’occhio privato Auster (anche se quest’ultimo scopriremo essere in realtà uno scrittore – l’autore del libro stesso, per inciso -), ma troppo intrigante per non approfittarne. Con un inizio quasi in sordina prende il via la storia, che avvince sia dal lato grafico che da quello narrativo.

Nel racconto ci si perde con molta facilita’, ma cio’ non va frainteso: il commento non è assolutamente negativo, anzi, esattamente il contrario. Perdersi in questa storia significa lasciarsi andare al movimento della narrazione: prima lento, poi andante, poi mosso, poi di nuovo lento e poi di nuovo andante. Il labirinto logico, costruito su teorie filosofiche, teologiche ed anche letterarie, su cui si basa la storia conduce ad una via d’uscita che altro non è che il punto di partenza. Il bandolo della matassa non è mai in mano al lettore, ma è sempre costantemente in quelle dell’autore.
Dov'e' che le pareti sono di vetro? - immagine2-590Non deve scoraggiare questa aura di lettura cervellotica: il libro si fa leggere tutto di un fiato e non stanca assolutamente. In un mare di soluzioni grafiche e narrative affascinanti nella loro schematicità e sintesi scegliamo una serie di punti che più degli altri ci hanno intrigato. In primis tutto il libro è disegnato in uno stile essenziale e immediato: i personaggi stilizzati al massimo e sempre dimessi e con lo sguardo rivolto al terreno. Le gabbie, strettissime e rese ancora più anguste dal formato piccolissimo (non per niente è stato pubblicato nella collana “I grandi tascabili”) a volte sono claustrofobiche mentre altre volte approfittano di un gioco di lente zommante per dare improvvisamente respiro alla pagina. Di indubbio effetto le nove pagine nelle quali il giovane Peter Stillman farnetica dando libero sfogo ai suoi pensieri in liberta’, con i baloon che escono dal nulla pieni di frasi sconnesse (o forse no).

Altro gioco, stavolta narrativo, è il riferimento di Auster al Don Chisciotte, ed allo “scherzo” dell’autore Miguel de Cervantes Saavedra, che sosteneva di non aver scritto lui il romanzo, ma di averlo ritrovato in una edizione tradotta in spagnolo per conto dello stesso Don Chischiotte, traduzione basata su un manoscritto arabo che altro non era se non la trascrizione dei racconti narrati da Sancho Panza… Insomma un romanzo scritto da un autore che dice di averlo riportato da un altro che in realtà è stato tradotto dal racconto di uno dei protagonisti che l’ha fatto tradurre dalla storia raccontata dall’altro protagonista tradotta in arabo… (notevole, vero?) Allo stesso modo il romanzo a fumetti, come si scopre alla fine, non è che il resoconto scritto delle vicende tratte dal diario di Daniel Quinn, che alla fine della storia scompare, perso nelle sue parole… il tutto fra immagini oniriche e reali allo stesso tempo. Insomma, un libro particolare e consigliatissimo.

Città di vetro di Paul Auster
di Paul Karasik/
116pp – Ed. , 1998

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