Interviste

Prospettive Globali sul fumetto

Prospettive Globali sul fumetto - immagine1-4610Prospettiva Globale nasce da lontano, o meglio nasce da un sito di critica e informazione a fumetti, di qualità decisamente elevata anche se poco puntuale e poco aggiornato. Cosa vi ha uniti per quella esperienza?
Giovanni Agozzino:
Ci ha unito la voglia di guardare al fumetto (e di scrivere di fumetto) senza preclusioni e barriere mentali di qualsiasi tipo. ProGlo nacque da un tentativo (abortito) di fondare un magazine cartaceo. Approdata su web (dove in effetti era nata, essendo stata concepita e portata avanti negli anni da alcuni frequentatori dello storico newsgroup it.arti.fumetti), ci è rimasta per più di un lustro, finche’ la spinta creativa del collettivo è scemata, e gli aggiornamenti si sono fatti via via più rari. Il taglio molto particolare degli articoli (si andava dall’inchiesta sul fumetto post 11 settembre alla retrospettiva sugli erotici anni ’70, passando per guide alla lettura e recensioni e rubriche non convenzionali) non lasciava molto spazio all’improvvisazione: Prospettiva Globale richiedeva tempo ed energie, che la redazione (impegnata in percorsi professionali, all’interno del mondo del fumetto e non) non sempre riusciva a spendere con continuita’. Eravamo di fronte al classico bivio, insomma: cambiare o morire.
Giovanni Scanzo: ProGlo è nato, per così dire, per “cristallizzazione”. Attraverso la frequentazione del newsgroup it.arti.fumetti, un primo gruppo di persone ha iniziato a formalizzare il concetto che, sebbene non esplicito, era alla base della filosofia di fruizione dei componenti del gruppo: la “prospettiva globale”, per l’appunto. Il concetto è piaciuto, e qualcuno ha avuto l’idea di fare qualcosa di più. Si è partiti col progetto di una rivista cartacea, divenuta poi un sito web, che è piaciuto abbastanza da attirare all’interno del gruppo un altro po’ di appassionati. Quel gruppo e’, adesso, il cuore dell’associazione.

Come si è passati dal sito all’associazione, qual’e’ stata la spinta?
Scanzo:
Potremmo dire che l’associazione è nata un po’ per caso, un po’ perché era il momento giusto. Per caso, perché ci siamo ritrovati, quasi senza accorgercene, con l’occasione di rilevare i diritti di alcune opere di gran valore, parte delle quali abbiamo pubblicato. Perche’ era il momento giusto in quanto più o meno nello stesso momento i vari componenti dell’associazione, che nelle loro lunghe frequentazioni internettiane si erano fin troppo spesso trovati a domande come “perché opere sperimentali di indubbio valore non vengono pubblicate?” o “perché non esiste una storia dell’arte per il fumetto, o testi che trattano della poetica di un autore di fumetti?”, sono giunti alla conclusione, più o meno nello stesso periodo, che la domanda da farsi era non tanto “perché” o “di chi è la colpa”, quanto “come rimediare a questa situazione?”
Agozzino: La scintilla scocco’ poco dopo Lucca Comics & Games 2005. Alcuni di noi incontrarono (che era ospite a quella fiera), e tra i vari discorsi si penso’ di pubblicare qualche estratto del suo saggio “Historia de la Historieta” sul sito (che era in uno dei soliti periodi dei pausa). Da qui all’idea di pubblicare tutta la “Historia” su carta il passo fu breve: era già chiaro a tutti che rianimare ProGlo avrebbe richiesto un grande dispendio di energie. Energie che abbiamo preferito incanalare in questa nuova incarnazione, più consona alle nostre esigenze. D’altronde eravamo certi che i tempi fossero maturi per una proposta del genere.

Passando da web-zinari a editori di saggi, come guardate ora al vecchio Prospettiva Globale, e all’informazione e critica fumettistica (sul web o su carta) in generale?
Agozzino:
Da un certo punto di vista, non è cambiato molto: produciamo strumenti utili alla comprensione del medium fumetto, ma su scala (e granularita’) diversa. Ci interessa seguire l’evoluzione della critica (sia essa sul web e su carta), teniamo in considerazione il feedback ricevuto dai nostri volumi e per quanto possibile vogliamo facilitare il compito della controparte offrendo la possibilità di leggere in anteprima i nostri libri (in forma cartacea e non). Dato il nostro passato (e anche presente, perché non scordiamoci che molti di noi producono ancora in prima persona informazione e critica del fumetto nelle loro vesti di giornalisti e operatori culturali) non possiamo che ritenere la valutazione e la speculazione sui nostri libri innescata dai siti e dalle riviste parte essenziale del processo editoriale.

Perche’ la scelta di una struttura di tipo associativo?
Antonino Marsala:
Pur essendo il nostro intento principale quello di portare in Italia un certo tipo di fumetto sperimentale che rimane escluso sia dal circuito della grande editoria che di quella minore, non possiamo dire di aver scelto la forma dell’associazione culturale per pura filantropia. Noi siamo consci che il mondo dell’editoria, anche di settore, è un mondo sicuramente a cui è arduo affacciarsi e in cui, pur con tutti gli sforzi, è difficile rimanere “in attivo”. Il trarne ricavo quindi non è sicuramente stato uno degli obiettivi che ci hanno spinto a fondare una nuova casa editrice di fumetti. Partendo da queste basi, la scelta è ricaduta sulla forma dell’associazione culturale per un semplice motivo: le agevolazioni fiscali che sono concesse ci permettono di risparmiare sui costi di gestione. In tal modo possiamo incanalare tutti i nostri soldi per massimizzare la creazione di nuove pubblicazioni e l’avvio di iniziative.

Chi vuole contribuire come socio, che possibilità ha e che ruolo ricoprirebbe?
Marsala:
Noi abbiamo previsto due tipologie di soci, ordinario e sostenitore. Per diventare socio ordinario basta versare una quota annuale di 50 euro che dà il diritto al 50% di sconto su una copia di ciascuna pubblicazione in catalogo e all’ingresso gratuito in tutte le manifestazioni organizzate sotto il marchio ProGlo. Tutti i soci ordinari possono inoltre iscriversi alla mailing-list di ProGlo, prendere parte alle riunioni che si tengono a intervalli regolari in varie parti d’Italia e partecipare alle iniziative dell’Associazione, ovviamente solo in veste consultiva. Il socio sostenitore entra a far parte dell’assemblea dei soci e ottiene voce in capitolo nelle decisioni dell’Associazione, alla pari con i soci fondatori. Un socio sostenitore può proporre all’assemblea i propri progetti editoriali e organizzativi, e dirigere i lavori di uno o più di essi, secondo quanto stabilito dall’assemblea. Ottiene inoltre tutti i privilegi del socio ordinario, ma riceve anche una copia gratuita di ogni pubblicazione in catalogo. Ovviamente tutte queste possibilità comportano anche un apporto finanziario decisamente maggiore. E’ bene sottolineare che l’ingresso non è automatico ma le richieste di nuovi soci sostenitori vengono valutate ed eventualmente accettate dall’Assemblea dei soci.

Qual’e’ lo spirito delle vostre pubblicazioni? Quale la vostra identità di editori?
Agozzino:
Abbiamo ereditato lo spirito della rivista online. Che è sempre stato duplice: da un lato la volontà di approfondire la storia, il linguaggio e i contenuti del fumetto, dall’altro quella di scoprire e proporre fumetti non convenzionali, sperimentali, che giocassero coi limiti del linguaggio stesso. Siamo editori atipici: abbiamo fondato un’associazione culturale che non persegue il profitto, ma che ha come obiettivo primario la diffusione delle nostre proposte (siano essere prodotti editoriali o manifestazioni culturali).

I titoli finora scelti spaziano dalle proposte estere ai prodotti italiani, passando per importanti saggi internazionali. Come avete scelto i titoli?
Scanzo:
Ci siamo dati una linea editoriale allo stesso tempo piuttosto ampia e molto severa: saggi che parlino del fumetto di tutto il mondo, perché la prospettiva deve rimanere globale, e fumetti, di qualsiasi provenienza, che abbiano una forte componente esplorativa o metalinguistica nei confronti del mezzo. Fumetti sperimentali in senso squisitamente tecnico, come Longshot Comics, grandi performance equilibristiche fra stili, temi e generi come Akiko, o la volontà di fumettare tutto il fumettabile e di provare che tutto è fumettabile, come in A come ignoranza. Ma fumetti che restino comunque piacevoli da leggere, così che la componente sperimentale non sia fine a se stessa. Anche per quanto riguarda i saggi l’idea basilare è quella di scoprire dove sono le lacune nella situazione editoriale italiana e colmarle.

Prospettive Globali sul fumetto - immagine2-4610La saggistica sta vivendo un periodo di impulso, anche grazie a editori come Tunue’ che molto spazio sta dando a questo settore. Voi iniziate subito con due testi importanti. Volete presentarceli?
Agozzino:
“Historia de la Historieta” è IL saggio sul fumetto argentino, un lavoro di ricerca storica senza pari al mondo. Scritto da (il più grande sceneggiatore argentino vivente) e Guillermo Saccomanno, è un libro necessario quanto colpevolmente inedito in Italia, dove le proposte a fumetti argentine sono sempre state ben presenti (basti pensare alle decine di capolavori -e centinaia di ottimi fumetti importate dall’ nel corso degli anni). E’ un libro mastodontico eppure una lettura leggerissima e golosa, grazie alla maestria narrativa dei due scrittori (non a caso tra i più importanti sceneggiatori della loro generazione) e alle lunghe interviste ai pilastri dell’historieta argentina. I capitoli dedicati alle conversazioni con , Oesterheld, Pratt valgono da soli il prezzo del volume. E, se proprio non dovesse bastare, questa edizione è aggiornata (dal nostro staff, capitanato da Giovanni Scanzo) agli ultimi anni del fumetto argentino e alle opere dei due autori del saggio (che, hanno, modestamente e signorilmente, evitato di parlare di se).
Writing for Comics è invece un agile libercolo che contiene le idee sulla scrittura (di fumetti e non solo) di un “certo” . Scritto nei primi anni ’80 (ma con una puntuale appendice che aggiorna il discorso agli ultimi anni), è una riflessione ancora attualissima sui meccanismi della creazione di storie e del metodo con cui si formano e si canalizzano le “idee” in forma coerente. Oltre che un’analisi (sincera e spietata) sul mercato dei comics americani. Insomma, è all’ennesima potenza.

Quali sono stati i riscontri finora dei vostri prodotti?
Agozzino:
A Lucca abbiamo ricevuto un calorosissimo benvenuto da parte degli appassionati: fa piacere scoprire che il segmento di lettori onnivori e smaliziati che credevamo di poter raggiungere effettivamente esiste, ed ha a cuore proposte particolari e sperimentali come le nostre. Oltre al (più scontato) ottimo andamento di Writing for Comics, abbiamo registrato un fortissimo interesse per proposte come Longshot Comics e A come Ignoranza (quest’ultimo è stato il nostro vero best-seller della fiera, con oltre 250 copie vendute in 4 giorni). Nelle librerie specializzate stiamo cercando di farci spazio tra la miriade di proposte che escono ogni mese: ma gli ordini (e i riordini) sono incoraggianti. Da poco ci siamo affacciati in libreria di varia: ma qui è troppo presto per tracciare un bilancio.

Cosa bolle in pentola per i prossimi mesi?
Agozzino:
Stiamo già lavorando sulle uscite del 2008. Akiko vol.1 e V for Fumetto sono arrivati in libreria a inizio anno (dopo l’anteprima di Lucca), e nel primo semestre verranno affiancati dall’edizione italiana di Three Fingers, che si intitolerà Quattro Dita, che ha vinto l’Ignatz Award come miglior graphic novel nel 2003 (sbaragliando la concorrenza di opere come “Il grande male” e “Frank”). Uno dei pochissimi casi di “fumetto-falso documentario” (o “mockumentary”, come si dice in inglese), Three Fingers immagina un mondo dove i cartoni animati vivono insieme agli esseri umani, e tenta di ricostruire la vita di eccessi e misteri del cartone più famoso di tutti i tempi… un certo TOPO di nome Rickey Rat… vi ricorda qualcuno? Subito dopo, avremo una seconda razione di Daw (il titolo è ancora top secret), e un saggio incentrato su uno degli autori più importanti del secolo appena concluso.

Come associazione, avete dato vita a V for FUMETTO . Ci puoi parlare di cosa vuol essere questa manifestazione, come è andata la prima edizione e se state già programmando la seconda?
Andrea Spacca:
Il comune di Vasto ha chiesto a Giovanni Russo (uno dei nostri vice-presidenti) l’organizzazione di un evento sul fumetto, e Giovanni ha voluto tentare qualcosa di inedito per le manifestazioni fumettistiche italiane: un happening, più di una mostra, più di uno showcase e più delle due cose messe assieme. Con un gruppo di collaboratori esterni ed interni è stato allestito questo spazio dismesso della città (un ex mercato coperto) con installazioni di panelli con vignette in formato gigante nelle quali il pubblico poteva letterare i dialoghi. Di tanto in tanto il testo dei baloon veniva cancellato per far spazio a nuove idee. Le migliori, le più divertenti, le più curiose e quant’altro sono state documentate e in parte sono presenti sul volume. Altri panelli illustravano la storia del fumetto sperimentale e infine era presente una postazione di animazione musicale e proiezioni di filmati in tema. Ma cosa più importante, ad un tavolo erano impegnati autori in un tour-de-force di esercitazione fumettistica. In parte durante sessioni private in un bunker di massima sicurezza e in parte dal vivo davanti ad un pubblico interessato e incuriosito, questi autori hanno creato le “storie-tavola” presenti nel volume, ognuno andando a invadere (giocosamente) il lavoro dell’altro secondo i più perversi meccanismi che siamo riusciti ad escogitare. Il tutto con l’obiettivo ben preciso di non produrre sterili sperimentazioni ma fumetti veri e propri. E credo che ci siamo riusciti, non solo a nostro giudizio, ma anche in base alla soddisfazione degli autori, che sono ovviamente gli unici artefici di quest’opera, ai quali abbiamo solo dovuto dare l’occasione d’incontrarsi.
Agozzino: Tra i nostri obiettivi primari c’e’ quello di organizzare manifestazioni “alternative” come V for Fumetto: abbiamo una branca dell’associazione, “ProGlo Eventi”, che dovrà occuparsi di questo. Ma al momento è ancora presto per sbilanciarsi su nuovi eventi.
Giovanni Russo: V for Fumetto è nata come un duplice esperimento, sul fumetto in quanto mezzo espressivo e sulle manifestazioni a fumetti. Da questo punto di vista la manifestazione ha avuto pieno successo: da una parte abbiamo dimostrato che un evento sul fumetto può funzionare anche esulando dall’usuale modello di mostra-mercato; dall’altra le sperimentazioni sul linguaggio, condotte sia dagli autori invitati che dal pubblico, hanno prodotto risultati di grande interesse, e il volume che ne è seguito ne è testimonianza eloquente. Al momento stiamo pianificando la seconda edizione, che sarà tutto fuorche’ una semplice replica della prima. Stay tuned.

Far scrivere nei baloon i dialoghi ai visitatori: mi sembra un modo per ispirare il lato ludico del “fare fumetti”, ad avvicinare il pubblico quasi inconsciamente ai meccanismi narrativi delle vignette. Che risposta avete avuto?
Gianluca Aicardi:
Come scrive Giovanni Russo sul relativo volume, “quando chiediamo al pubblico di scrivere nuovi testi per vignette esistenti, o agli autori di fare lo stesso per tavole complete, stiamo sì chiedendo loro di sabotare dall’interno il meccanismo costitutivo del fumetto, ma lo facciamo proprio perché quel meccanismo è il primo a prestarsi al gioco, anzi quasi a richiedere di essere sabotato”. I visitatori si sono sentiti appunto coinvolti da questo gioco e da questo sabotaggio, e hanno colto immediatamente lo spirito dell’iniziativa, alcuni con intento più goliardico, altri meno, quando non addirittura con ispirazione lirica.

E gli autori, come si sono messi in gioco e come hanno vissuto l’esperimento? Mi sembra che l’impronta goliardica sia quella più evidente.
Aicardi:
Risulta la più evidente perché nasceva dal forte sentimento ludico che si è instaurato nel gruppo, e che era peraltro assolutamente confinato ai momenti in cui non si disegnava ma si viveva in gruppo. Il disegno, a volte concentratissimo e silenzioso, sublimava tutto il divertimento che gli autori hanno ricavato dall’esperienza comune, dal fatto che fosse sempre collettiva in ogni sua fase, e dal potersi permettere, per una volta, di scardinare tutte le convenzioni senza pensare al risultato.

Alla fine di questo strano esperimento, arrivato poi in volume, cosa rimane? Quali considerazioni avete tratto o pensate vadano tratte? Come collocarlo all’interno di un discorso più ampio per evitare che si perda come episodio a se’ stante?
Aicardi:
Si colloca in un discorso in fieri: come umile tappa di un percorso di sperimentazione e di ricerca sul linguaggio che è in atto fin dalla sua nascita, o rinascita, nel XIX secolo. Il suo senso è quello di tener vivo, e sottolineare, un processo che esiste da sempre e che esisterà sempre, finche’ il fumetto sarà una forma espressiva viva e praticata.

L’attività dell’associazione prevederà altre iniziative, al di là delle pubblicazioni e della mostra di Vasto?
Marsala: Noi speriamo vivamente di si. E’ anche per questo che abbiamo scelto di essere un’associazione culturale, per promuovere il più possibile il fumetto “di un certo tipo” in Italia. Negli ultimi anni sicuramente si sono fatti grossi passi avanti grazie anche a iniziative editoriali portate avanti da alcuni colossi dell’editoria italiana, ma si può fare ancora qualcosa, soprattuto sul fronte degli eventi culturali non necessariamente legati a mostre-mercato. Semmai l’unico problema è il reperimento dei fondi necessari a organizzare tali eventi. Noi come associazione culturale abbiamo purtroppo solo una certa disponibilità e per fare le cose per bene è necessario il supporto di terze parti come, per esempio, le amministrazioni comunali o provinciali. Fondi insomma di non facile accesso dato anche lo scetticismo verso il mondo del fumetto.

Riferimenti:
Prospettiva Globale, il sito: www.progloedizioni.com

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