Top Ten 2007

Top Ten 2007 – La classifiche dei redattori

ALBERTO CASIRAGHI

1) Alice in Sunderland di Bryan Talbot (Ccomma 22)
2) Ice Haven di Daniel Clowes (Coconino)
3) La magnifica desolazione di Paolo Bacilieri (Kappa)
4) Lo scontro quotidiano 1 di Manu Larcenet (Coconino)
5) Fun Home di Alison Bechdel (Rizzoli)
6) Cash di Reinhard Kleist (Black Velvet)
7) Lupus 2 di Frederik Peeters (Kappa)
8) Tre’s! fumetti per il teatro di Davide Toffolo (Coconino)
9) La perdida di Jessica Abel (Black Velvet)
10) Martin Luther King di Ho Che Anderson (Becco Giallo)

Menzione storica

1) L’acchiappastorie di Cralos Trillo e Alberto Breccia (Comma 22)
2) I professionisti di Carlos Gime’nez (Black Velvet)
3) Popeye 1 di Segar (Planeta DeAgostini)

GIUSEPPE FISCARIELLO

1) 100 Bullets di Brian Azzarello e Eduardo Risso (Planeta DeAgostini)
Ogni pagina di questa opera, scritta da Brian Azzarello e disegnata da Edoardo Risso, è intrisa fino all’ultima goccia di inchiostro della pura essenza pulp. Un vero manuale di scrittura per il genere, capace di ridefinire gli standard di qualità del thriller a fumetto e non solo. E se anche non siete amanti del pulp…compratelo lo stesso, non ve ne pentirete.

2) Alice in Sunderland di Bryan Talbot (Comma 22)
Bryan Talbot realizza questo capolavoro che esplora nuove dimensioni narrative e grafiche. Si parte da una sceneggiatura innovativa, basata su diversi narratori (tra cui l’autore stesso) e molteplici piani narrativi, sino ad arrivare ai disegni, vera punta di diamante dell’opera. Talbot infatti alterna momenti di pura illustrazione ad altri in cui il legame con la storia diventa indissolubile. Un acquisto indispensabile, per comprendere appieno tutte le potenzialità del medium fumetto.

3) La magnifica Desolazione di Paolo Bacilieri (Kappa)
Paolo Bacilieri dimostra con questo nuovo capolavoro di essere uno degli autori più eclettici del panorama italiano, capace di passare dal fumetto seriale alla graphic novel mantenendo intatta la straordinaria qualità dei suoi disegni. “La Magnifica Desolazione”, come lo era stato “Zeno Porno”, è un’opera assolutamente originale, un autentico viaggio onirico in cui lettore viene guidato per mano dallo stesso autore; un autentico delirio creativo in cui Bacilieri riesce a dare sfogo a tutta la sua sterminata immaginazione. Un must da avere, il migliore fumetto italiano del 2007.

4) Fables: le 1001 notti di Bill Willingham e vari (Planeta DeAgostini)
Prequel della serie regolare (quindi leggibile anche separatamente), il volume scritto da Bill Willingham è composto da dieci storie illustrate da dieci disegnatori diversi. Tra i molti nomi illustri presenti, segnalo quelli che ho gradito di più: Charles Vess, già autore delle illustrazioni di “Stardust” di Neil Gaiman, e Brian Bolland, celebre autore inglese di 2000 AD e copertinista per Marvel e DC. Vincitore anche di un premio Eisner, un’opera incantevole a metà tra il libro di illustrazione e la graphic novel.

5) Mom’s Cancer di Brian Fies (Double shot)
Vi farà sorridere e commuovere allo stesso tempo, l’opera di Brian Fies che racconta la lunga e dolorosa lotta della madre contro un cancro ai polmoni. Fies lascia solo trasparire quello che prova da quello che può essere definito un “reportage del dolore a fumetti”, lasciando solo al lettore le emozioni. Fatevelo entrare nel cuore, dopo butterete il vostro ultimo pacchetto di sigarette.

6) Ice Haven di Daniel Clowes (Coconino)
Daniel Clowes utilizza una città per raccontare le vite e l’essenza dei suoi abitanti. La bravura dell’autore americano sta proprio nel descrivere, con solo una manciata di strisce, le delusioni, le disillusioni, le rivalità e le aspettative dei protagonisti. Da sottolineare l’esercizio di stile di Clowes, che nel disegnare le 29 storie presenti nel volume, spazia dalla vignetta in stile anni ’30 alle tecniche cromatiche più recenti, attraversando settant’anni di storia del fumetto americano. Un vero e proprio saggio sui tanti modi diversi di raccontare una storia.

7) DMZ 1 di Brian Wood e Riccardo Burchielli (Planeta DeAgostini)
Brian Wood utilizza il futuro per criticare il presente. La guerra civile negli Stati Uniti, protagonista di DMZ, è uno strumento di denuncia politica contro gli abusi perpetuati dall’America in alcuni stati del Medio Oriente, soprattutto dopo l’undici settembre. Colpiscono anche le splendide illustrazioni di Riccardo Burchielli, grazie alle quali Wood riesce anche a raccontare le tristi condizioni in cui versa la popolazione. Una delle migliori produzioni Vertigo del 2007.

8) Desolation Jones 1 di Warren Ellis e JH Williams (Magic Press)
Desolation Jones, dopo Fell, rappresenta la conferma che Warren Ellis è tornato ad essere un grande autore di fumetti. Ancora una volta la vera forza della sua opera risiede nella costruzione dei personaggi che ne fanno parte, tanto cattivi da essere reali. In particolare il protagonista, la ex spia-cavia-investigatore Michael Jones, tanto vicino nel carattere e nei modi a quel Spider Jerusalem che a distanza di anni nessun lettore sembra avere ancora dimenticato.

9) La perdida di Jessica Abel (Black Velvet)
Un viaggio in Messico diventa un viaggio di introspezione per Carla, la protagonista di questa nuova opera di Jessica Abel, una delle bandiere del fumetto underground statunitense. Attraverso Carla, nel passaggio da una cultura a cui non si sente di appartenere ad un’altra che sembra non accettarla, la Abel riesce alla perfezione a comunicare la sensazione di estraneità che spesso affligge le persone che vivono nella società di oggi. Per chi, nella vita, cerca qualcosa che non è ancora riuscito ancora a trovare.

10) A Skeleton Story di Alessandro Rak e Andrea Scoppetta (GG studio)
Dire che A Skeleton Story è stata una piacevole sorpresa sarebbe una bugia, visto che gli autori di questo volume, Alessandro Rak e Andrea Scoppetta, si erano già fatti conoscere per ottimi lavori. Con questo fumetto pero’ hanno dimostrato davvero di avere pochi limiti: l’introduzione dei dialoghi e soprattutto di una straordinaria colorazione, hanno dimostrato come i due abbiano già raggiunto una invidiabile maturità artistica. Unico difetto: ne vogliamo ancora!

Menzione storica

1) Torpedo 1/5 di Abuli e Bernet (Edizioni BD)
2) Popeye vol 1 di Segar (Planeta DeAgostini)
3) Gli Eterni di Jack Kirby (Panini Comics)

ETTORE GABRIELLI

1) La morte alle calcagna di Marko Turunen (Canicola)
Un fumetto asfissiante in una bicromia aliena, un’intrusione di stampo grottesco nell’orrore della normalita’, una storia che lascia il lettore inquieto e stranito. Siamo di fronte a un autore di talento, a una voce personale che assimila l’immaginario visivo del fumetto popolare americano e lo rielabora in tutt’altro.

2) Tres di Davide Toffolo (Coconino Press)
Toffolo crea un fumetto-teatro-testimonianza profondamente politico, intrecciando piani di lettura e metafore con una incisività e un’abilità degne di un grandissimo autore. Il messaggio è tanto più abilmente inserito nel contesto di un immaginario paese sudamericano, quanto fortemente attuale per la nostra Italia.

3) Pigrizia di Gilbert Hernandez (Planeta DeAgostini)
Una di quelle opere che senti non potrai mai capire fino in fondo, eppure ti rapiscono. Sogno e realtà perdono i loro confini in questo doppio racconto che colpisce non solo per la sua ambiguità narrativa, ma anche per la capacità di raccontare l’adolescenza con pochi, azzeccati, tratti.

4) Strangers in Paradise #22 di Terry Moore (Free Books)
Una citazione dovuta a una delle serie americane più belle degli ultimi anni, che tra poco concluderà il suo cammino anche qui da noi. Un fumetto fresco, con personaggi che lasciano il segno e diventano vivi, dove il sentimento è narrato con una naturalezza invidiabile e in cui l’alternanza di stili e registri è orchestrata in maniera perfetta.

5) Remember #1 di Benjamin (Edizioni Di)
Si può dire che l’opera di questo giovanissimo autore cinese contenga molti errori che dovrebbero tenerla fuori da una top ten. Ma la visceralità dei sentimenti, la visione in prima persona dell’adolescenza, la fatalità verso il futuro, la forza della narrazione e l’assoluta meraviglia che genera il un disegno suntuoso di Benjamin non possono lasciare indifferenti.

6 Il cimitero dei Calamari di Tommaso Destefanis e Tiziano Angri (Panini Comics)
Un premio al fumetto, un’opera prima nient’affatto banale, che non ha paura di usare l’ambientazione italiana per una storia di un’umanità che vive ai margini della societa’, con un tocco di soprannaturale inquietante. E un premio “al premio”, al Project Contest di Lucca Comics & Games, che non si limita a premiare ma che pubblica le opere vincitrici.

7) Nextwave vol. 1 di Warren Ellis e Stuart Immonen (Panini Comics)
Ellis si diverte come poche altre volte, mettendo alla berlina certi stilemi narrativi dei supereroi, ma in maniera così intelligente e rispettosa da essere al tempo stesso una sorta di omaggio in ridicolo del genere. Un volume divertente, adrenalinico, folgorante, impreziosito dai disegni di Immonen.

8) Cesare #1-2 di F. Soryo (Star Comics)
Tutto il fascino della storia italiana vista da una delle più famose autrici giapponesi della nuova generazione. Un’affresco approfondito e appassionante tra intrighi, storia, arte, cultura, splendidamente narrato e disegnato.

9) Volto Nascosto #1 – I predoni del deserto di Gianfranco Manfredi e Goran Parlov (Bonelli)
Manfredi è un gran narratore; dopo il western spruzzato di magia di Magico Vento, Volto Nascosto è intriso del fascino della storia italiana; un racconto corale senza buoni ne’ cattivi, un lungo romanzo che non sembra offrire niente di scontato al lettore.

10 Gli occhi e il buio di Gigi Simeoni (Bonelli)
Un volume unico e corposo, un fumetto che pone il lettore dalla parte del killer, ossessionato dall’arte e dalla ricerca dell’opera perfetta. Un thriller ben orchestrato, in una Milano del fine ‘800, tra avanguardie artistiche e le prime indagini scientifiche.

Menzione storica

1) Popeye 1 di E.C. Segar (Planeta DeAgostini)
Un’edizione così curata non poteva che meritare il podio. Un personaggio diventato famoso per la versione animata, ma che nella sua versione originale ha ben altro sapore che quello degli spinaci.

2) Lone Wolf & Cub di Kazuo Koike e Goseki Kojima(Panini Comics)
Volge al termine uno dei manga più importanti della storia del fumetto giapponese, un classico che ha influenzato graficamente autori da tutto il mondo, e che riporta su carta il ritmo del cinema d’azione orientale, con una tecnica e un ritmo freschissimi.

3. Torpedo di Abuli, Toth e Bernet (Edizioni BD)
Finalmente in edizione integrale, per di più cartonata, le gesta di Luca Torelli, gangster ignorante, violento, sfigato, cocciuto, che si muove in una America fine anni ’30 in storie amare e ironiche.

ANDREA LEGGERI

1) Ice Haven di Daniel Clowes (Coconino)
Lo sguardo glaciale e quasi “lynchiano” di Clowes indaga tra le pieghe di un’America provinciale fatta di solitudini, cinismo e violenza interiore. Nell’apparente immobilità di superficie si consumano tragedie personali, maturano illusioni, svaniscono speranze. L’autore al suo meglio nella descrizione quotidiana di piccole, meschine esistenze tanto simili alle nostre.

2) La magnifica desolazione di Paolo Bacilieri (Kappa Edizioni)
Tra il rigore geometrico delle architetture e l’anarchia gioiosa dei mille particolari che “infestano” le tavole di Bacilieri, Zeno Porno ritorna in un’ulteriore capitolo della sua surreale commedia umana. Un volume che conferma il più grande autore italiano contemporaneo.

3) Mr. Wiggles (su Internazionale) di Neil Swaab
Cinico, sboccato, irriverente. Un orsetto soltanto all’apparenza innocuo, ci vomita in faccia gli orrori del mondo che ci circonda, senza mezzi termini. Per ridere anche degli argomenti tabu’, superando i limiti ipocriti del falso perbenismo, meglio e più che in qualsiasi prodotto underground o “alternativo”. Necessario.

4) Gli occhi e il buio di Luigi Simeoni (Bonelli)
Nella suggestiva cornice di una Milano d’inizio ‘900, tra avanguardie artistiche e vita da bohe’me, l’ascesa e la rovinosa caduta di un giovane pittore maudit. Un romanzo grafico sorprendente, che non rinnega i canoni popolari del fumetto bonelliano ma li arricchisce con temi, spunti e riflessioni altre. Una rivoluzione dall’interno.

5) Otto, nove, dieci di Arne Bellstorf (Black Velvet)
L’amara estate di un adolescente tra insuccessi scolastici, amori accennati ed una madre assente. Incontri di solitudini, l’esistenza come sterile attesa di un domani migliore, con l’unico risultato di non cogliere neppure l’oggi.

6) Little star di Andi Watson (Bottero Edizioni)
Ansie, gioie e dolori dell’essere genitori attraverso la narrazione lieve, toccante e partecipata di Andi Watson. Dopo Breakfast After Noon arriva in Italia un ulteriore, delicato capitolo dell’indagine intimista dell’autore sui sottili equilibri dei rapporti di coppia, sulle difficoltà del vivere quotidiano, sul ruolo dell’amore di fronte alle cose del mondo.

7) Mamma, torna a casa di Paul Hornschemeier (Tunue’)
La non accettazione della morte che si traduce in poesia. Un fumetto sull’assenza, sul senso di vuoto che resta dopo un trauma difficile da sopportare, ma anche sulla forza dei legami familiari, necessari per ricominciare.

8) La ragazza senza piedi di Kaisa Leka (Coniglio Editore)
Affrontare il proprio destino con un sorriso, si può. La scelta radicale della protagonista (farsi amputare i piedi) per ricominciare a vivere (con protesi artificiali), la fantasia e l’autoironia per raccontare, sdrammatizzandola, una complessa vicenda autobiografica.

9) Esercizi di stile di Matt Madden (Black Velvet)
Un accenno di sceneggiatura di una singola tavola e 99 modi differenti di rappresentarla. Madden esplora la straordinaria versatilità del linguaggio fumetto in un volume che è assieme esercizio formale, sperimentazione e saggio teorico/tecnico.

10) Il Progetto Omac di Greg Rucka, Jesus Saiz, Cliff Richards (Planeta DeAgostini)
Dopo Kirby e Byrne il mito dell’One Man Army Corps ritorna in una miniserie che funge da preludio all’evento Crisi Infinita, rivelandosi ben più interessante ed avvincente di questa. Un Batman moralmente ambiguo in un’avventura che porta a riflettere sul limite tra libertà individuale e il controllo da parte di autorità superiori.

Menzione Storica

1) Popeye di Segar (Planeta DeAgostini)
Una ristampa necessaria in un’edizione prestigiosa per un capolavoro intramontabile della storia del fumetto. Il Thimble Theatre è un microcosmo bizzarro di tipi e caratteri umani di cui Popeye è il rappresentante esemplare. Rivoluzionario all’epoca, irresistibile ancora oggi.

2) Lanterna Verde/Freccia Verde di Dennis O’Neil e Neal Adams (Planeta DeAgostini)
Uno dei primi esempi di fumetto supereroistico connesso con la realtà sociale del suo tempo. Un ciclo di avventure che hanno fatto storia. Neal Adams ai suoi massimi livelli in un volume di grandi dimensioni che esalta lo splendore grafico delle sue tavole.

3) Pugacioff di Giorgio Rebuffi [non trovo l’editore]
Geniale protagonista dell’epoca d’oro del fumetto umoristico italiano, il luposki della steppa torna in una indispensabile ristampa cronologica che ce ne restituisce la carica innovativa ed irriverente, nonche’ la freschezza e l’attualità dello stile del grande Giorgio Rebuffi.

GUGLIELMO NIGRO

1) Mamma, Torna a Casa di Paul Hornschemeier (Tunue’)
Restituire voce al dolore, oltre la disperazione, attraverso la poesia. Ogni gesto, ogni parola, ogni luce, ogni segno del fumetto di Horschemeier ha la forza della trasformazione, esistenziale e concettuale. Un’esperienza di lettura straniante che lascia un solco profondo di malinconica, sentita partecipazione alla vita

2) Lo Scontro Quotidiano 1 di Manu Larcenet (Coconino Press)
Lo spaccato di vita di un giovane fotografo nevrotico alla ricerca di se stesso, nello splendido entroterra del sud della Francia, ricco di emozioni intense ma delicate. Indimenticabile la parte in cui il protagonista fotografa gli ex-colleghi operai del padre, ricca di risvolti politico-sociali. Un’opera ironica, a tratti struggente, ma sempre leggera, che colpisce per la facilità del tratto di Larcenet e la naturalezza nel rappresentare emozioni e riflessioni molto diverse tra loro.

3) Gli Occhi e il Buio di Gigi Simeoni (Bonelli)
Lo si aspettava, lo si voleva, lo si attendeva. Un “romanzo a fumetti” targato Bonelli davvero coinvolgente, perfettamente strutturato, originale nell’impostazione, con una prima parte che tiene con il fiato sospeso in ogni pagina. Senza fretta, senza scappatoie, senza le comuni semplificazioni narrative proprie del fumetto popolare. Quel che conta, ovviamente, non è la forma del contenitore, quanto la capacità di Simeoni di saper sfruttare ottimamente l’occasione e il mezzo. Un esempio per molti.

4) Little Star di Andi Watson (Bottero ed.)
Per il sottoscritto, giovane padre incantato dal proprio bimbo, Piccola Stella è la rievocazione a fior di pelle di un mondo emotivo sfuggente e fortissimo. Con la solita semplicità e delicatezza, Watson ci racconta la sua esperienza di padre, ansioso e preoccupato, ma gioiosamente ingenuo. è la condivisione di un’esperienza di vita unica e trasformativa, che grazie alla semplicità del fumetto tocca e avvolge come una coperta di ricordi.

5) Ice Haven di Daniel Clowes (Coconino Press)
Se dovessimo giudicare un autore esclusivamente dalla sua capacità di sviluppare una costante evoluzione tecnico/narrativa, Clowes sarebbe sempre o quasi in cima a ogni lista. Perche’ questo Ice Haven conferma la perizia tecnica e la consapevolezza del medium dell’autore statunitense. Ma non è solo questo, è l’ennesima efficace riflessione sulla società occidentale, sui condizionamenti mediatici, sullo spaesamento esistenziale e la ricerca di una necessaria ma sfuggente ragione di vita. Pescando a piene mani nella tradizione delle strisce dei quotidiani di un tempo.

6) Julia 107 – La Tormenta di Berardi, Calza e Zaghi (Sergio Bonelli Editore)
Per certi versi questo 2007 è stato l’anno della conferma dell’efficacia e della vitalità del fumetto di genere. E Julia di Berardi ne è una delle rappresentanti più riuscite dell’ultima generazione. La Tormenta è storia di perdenti dove l’unica a vincere, per una volta, è la passione, il desiderio sessuale della protagonista. Una catarsi che il lettore attende e sente scorrere pagina dopo pagina, vignetta dopo vignetta, in un finale liberatorio quanto necessario e per nulla scontato. E la vita – e la serie – continua.

7) Il Cancro Mi Ha Reso Piu’ Frivola di Miriam Engelberg (Tea)
Dopo la malattia e la morte restano solo la testimonianza e il ricordo. Miriam Engelberg è l’amica di famiglia che non ce l’ha fatta a sopravvivere al tumore, ma che lascia al mondo la sua ironia, il suo tratto imperfetto e fragile, la sua urgenza di raccontare la sua esperienza. Semplicita’, ironia e coraggio sono quello per cui ringraziamo l’autrice, con la consapevolezza di non poter più leggere nulla di nuovo di suo. Un lavoro a fumetti che mette in discussione tutto quello che ci è dato sapere su tecnica, narrazione, stile, racconto.

8) Nathan Never 194-199 di Vietti, Di Clemente e Olivares (Sergio Bonelli Editore)
Se non perfetta nella sua realizzazione complessiva, la nuova epopea Neveriana di Vietti ha picchi qualitativi altissimi, che trovano anche nelle felici aperture visive dei disegni di Di Clemente e Olivares l’ideale sintesi narrativa. Piu’ che l’interesse strettamente legato alla continuity e all’evoluzione del personaggio, il lavoro di Vietti si apprezza per l’equilibrio nei temi trattati, mostrandosi sempre più a suo agio nel rappresentare scenari catastrofici di portata globale ed evoluzione dei singoli personaggi, delle loro relazioni, all’interno di un contesto socio-politico vivo, credibile e ben sintonizzato con il nostro presente.

9) Koma 1 di Pierre Wazem e Frederik Peters (ReNoir)
Il lavoro dello spazzacamino ha in se’ la capacità di evocare malinconici tempi passati. Il racconto futuristico dal sapore vagamente steampunk di Koma è storia di camini e spazzacamini, di una bimba dagli occhi grandi con una strana malattia, di un mondo che si fonda sul lavoro sotterraneo ed oscuro di strani mostri che muovono strane macchine. Tutta la storia è un ottimo pretesto per parlare di infanzia, innocenza e speranza, con il sapore delicato della poesia.

10) Neven di Joe Sacco (Mondadori)
Non dimentichiamolo: il giornalismo è un lavoro duro. è la difficile arte di raccogliere pezzi di storie, di verita’, di punti di vista, per ricostruire poi una cronaca coerente, logica, comprensibile. Neven, oltre a parlarci dell’ex Jugoslavia e di come è cambiata dopo la divisione, è soprattutto l’esplicitazione di questo difficile lavoro, dove per raccontare la guerra, i condottieri, i martiri e gli assassini, i santi e i delinquenti, devi fidarti di un tipo poco raccomandabile come Neven, che sembra saperne una più del diavolo, ma che può costare soldi e, perché no, credibilita’. Joe Sacco è un maestro del giornalismo tout court.

Menzione storica

1) Kirihito 4 di Osamu Tezuka (Hazard Edizioni)
Torniamo a Tezuka. Torniamo al maestro giapponese che sapeva come narrare con semplicità temi e storie complesse, ricche di risvolti e di piani di lettura.Kirihito è una riflessione cruda e senza timori sulle speculazioni mediche, sul potere delle aziende farmaceutiche e della Sanità con la S maiuscola, quella governata e intrappolata dall’ambizione e dal potere politico. Ed è la storia di un uomo di fronte alla malattia e alla verita’. Un’opera emozionante e perfetta. Senza pari.

2) Popeye 1 di Segar (Planeta DeAgostini)
Avevo un libro di non ricordo quale editore, da ragazzino, che raccoglieva molte vecchie strisce originali di Braccio di Ferro. Lo ricordo con malinconia, perché perduto, ed è da anni che attendo una pubblicazione organica e filologica di Popeye. Per questo, e per la cruda ironia del primo Segar, ringraziamo Fantagraphics e Planeta De Agostini.

3) Tales Form The Crypt 1 di AA.VV. (001 Edizioni)
Encomiabile e necessaria il recupero del materiale della compianta casa editrice EC Comics. Senza queste storie, non è possibile comprendere evoluzione ed involuzione del fumetto statunitense e mondiale. Senza queste storie non è possibile comprendere un’importante matrice del fumetto underground ne’ tanto meno della rinascita del fumetto popolare degli anni ’80. Sono un pezzo di storia che mancava, quindi, ma sono soprattutto storie godibilissime e originali, come quelle contenute nella sorella Weird Science.

MICHELE QUITADAMO

1) Lo Scontro Quotidiano vol 1 di Manu Lacernet (Coconino Press)
Lo sguardo ironico ed a tratti cinico utilizzato dall’autore per la rappresentazione della vita del protagonista e del suo rapporto/scontro col mondo e con l’altro sono parte fondante. Il protagonista si trova a dover affrontare sia questioni piccole e private che grandi e universali. Il suo tentativo, ovviamente fallimentare, di restare immobile e saldo nei sui comportamenti di fronte a quanto gli accade è la nota più importante con cui l’autore ci narra tutta la vicenda.

2) Gli Occhi e il buio di Gigi Simeoni (Sergio Bonelli Editore)
Simeoni riesce a creare un affresco storico in cui il bilanciamento tra narrazione e parte grafica è bilanciato in modo ottimale. Camuffandolo come romanzo poliziesco presenta al lettore un vero romanzo storico in cui l’analisi di una societa’, come quella italiana anni 20, è più importante della trama stevensoniana che pure fa da casus belli. Insomma si tratta dell’opera di un vero narratore.

3) Nick Raider 2 di 4 – Un Uomo Tranquillo di Diego Cajelli, Giancarlo Caracuzzo (Edizioni If)
Dimostrare che un personaggio dichiarato morto ha delle possibilità enormi e mai sviluppate non è un compito semplice. Cajelli ci riesce creando un moto di rimpianto per cio’ che avrebbe potuto essere e che, forse, non sarà mai. Bisognerebbe avere più coraggio nell’editoria cosiddetta “popolare”.

4) Il Vangelo del Coyote di Morozzi, Camuncoli e Petrucci (Guanda)
Il Vangelo del Coyote è un ottimo romanzo horror in cui la parte grafica affidata a Camuncoli e Petrucci accompagna in modo ottimale il lettore in un gioco di follia interiore che, almeno nella parte di Petrucci, riporta alla mente certi racconti di Maupassant. Una storia ben congegnata che trascina il lettore verso un inaspettato finale.

5) King of Nekropolis di Daniel Zezelj (Hazard Edizioni)
Un nuovo tassello nell’evoluzione stilistico-narrativa di uno dei più capaci fumettisti e disegnatori del panorama attuale. Zezelj riesce a muoversi attraverso la ricerca artistica più pura e i comics mainstream contaminando i generi. Questo King of Nekropolis ne è una delle migliori dimostrazioni del suo ultimo periodo.

6) Il Sangue della Mala di Paringaux e Loustal (Coconino)
Il Sangue della Mala è una vera commistione tra parola scritta e immagini disegnate. I due autori riescono a tenere separati questi due aspetti fondamentali del fumetto pur tuttavia facendoli convergere in una narrazione perfetta.

7) Dimmi Che Non Vuoi Morire di Massimo Carlotto e Igort (Mondadori)
Carlotto e Igort si incontrano per la creazione di un fumetto che è sintesi perfetta di letteratura e arte grafica. Infatti la lettura non può prescindere dal confronto, ardito, tra questa e le altre, tradizionali, storie dell’Alligatore (protagonista del volume). E’ una sfida e il risultato premia i due autori.

8) Little Star di Andi Watson (Bottero ed.)
La capacità di Andi Watson di raccontare la vita con le sue piccole grandi soddisfazioni e tragedie è un talento raro, soprattutto se si considera la schiettezza, mai retorica, di cui vivono le sue storie. Qui Watson ci racconta l’arrivo in famiglia di un figlio e degli “splendidi” sconvolgimenti che cio’ rappresenta. Un fumetto per aspiranti genitori.

9) Gli Eterni di Neil Gaiman e John Romita Jr. (Panini comics)
Neil Gaiman riesce a prendere i personaggi di Kyrby ed incrociarli col proprio immaginario, ottenendo quella che può essere definita, senza remore, una vera versione a fumetti di American Gods. Il tutto accompagnato dalla bravura grafica di Romita jr.

10) Fun Home di Alison Bechdel (Rizzoli)
La Bechdel porta su carta l’evoluzione del rapporto padre-figlia negli anni della formazione adolescenziale e pre-adolescenziale della stessa autrice. L’affresco che ne viene fuori è cinico, tragico ed anche comico, ma mai banale.

SIMONE RASTELLI

1) Mamma torna a casa di Paul Hornschemeier (Tunue’)
Il dolore della perdita, l’impossibilità di cambiare il passato e la difficoltà di accettare il presente; Il crollo del mondo dei grandi attraverso gli occhi di un bambino.

2) My dead girlfriend di Eric Wight (BD edizioni)
Grottesco, ilare, romantico: Wight mette in scena il conformismo dei bulli e la forza dell’amore.

3) Alice in Sunderland di Bryan Talbot (Comma 22)
Erudito, virtuosistico: trasuda amore per il territorio e per il mondo dell’immaginazione; talbot si muove con sicurezza fra questi due universi e trascina pagina dopo pagina.

4) Tre’s! fumetti per il teatro di Davide Toffolo (Coconino)
Recupero dell’arte come strumento di denuncia politica: ogni uomo sceglie da che parte stare; l’intellettuale sceglie anche quale parte sostenere.

5) Sol Mirror di AA. VV. (Cronaca di Topolinia)
Il gruppo di Sol Mirror dimostra padronanza della storia: mantengono alte la tensione e le aspettative.

6) La forma delle nuvole di Hinako Ashihara (Panini Comics)
Antologia di storie brevi che, raccontando di primi amori, narrano l’entrata nel mondo della problematicità dei rapporti con se stessi e gli altri.

7) A skeleton story di Alessandro Rak e Andrea Scopetta (GG studio)
Un noir con tutti gli ingredienti del genere: intreccio ingarbugliato e scene d’azione.

8) Fantazoo di Thijs Wilms e Will Raymarkers (ReNoir)
Umorismo classico e senza parole: potrebbe essere stato scritto 40, 50, 60 anni fa. Invece è contemporaneo e si ride molto.

9) Timoty Titan 1 di Fran

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