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Quel diavolo di Nuvolari

Quel diavolo di Nuvolari - immagine1-4543Tazio Nuvolari è una di quelle figure ammantate di mito della storia moderna italiana. Uno dei più grandi piloti d’auto della storia, noto per la sua spericolatezza come per le sue qualità umane.
Conosciuto anche come “il mantovano volante” (nacque infatti in provincia di Mantova), inizio’ la sua carriera come pilota di moto da corsa, guadagnandosi la fama di “campionissimo delle due ruote”. L’incontro con Enzo Ferrari fu importante per la seconda fase della sua carriera, quando inizio’ a correre nelle gare automobilistiche. La sua storia è stata un susseguirsi di grandi vittorie e di corse spericolate, spesso ai limiti della propria incolumita’: a Nuvolari è attribuita l’invenzione della tecnica della sbandata controllata. Morì l’11 agosto 1953, tra il cordoglio nazionale.

In questo fumetto, opera di due nomi nuovi alle orecchie degli appassionati di fumetti e nato originariamente come storyboard, si rivive la sua figura principalmente attraverso un evento, emblematico e leggendario: la vittoria al Gran Premio di Germania del 1935. Davanti alle gerarchie naziste, il campione italiano diede una lezione ai piloti tedeschi, con la sua guida sempre all’estremo, sempre al limite. Ma “Quel diavolo di Nuvolari” non è un racconto lineare, sembra più il racconto, enfatico e disordinato, di un vecchio davanti al camino.
Inizia con la figura di Nuvolari che appare come un essere mitologico, metà uomo e metà macchina, per saltare subito a un aneddoto del 1931, in cui viene mostrato il lato più spavaldo e genuino del pilota: dopo una rovinosa caduta in una scarpata, senza preoccuparsi dello scampato pericolo, il pilota si ferma a osservare un nido di piccole quaglie nell’erba. Sprezzo del pericolo e gioia di vivere allo stesso tempo, la figura di Nuvolari tratteggiata dal volume è efficace, curiosa, appassionante.
Anche quando inizia la cronaca del Gran Premio di Germania, 28 luglio 1935, sono le digressioni, gli aneddoti che tirano dietro se’ altri aneddoti, ad accompagnare il lettore: la moglie e i figli, l’incontro con D’Annunzio, il record mondiale di velocità conquistato l’anno stesso, la gara sul circuito del Tigullio nel 1924 vinta pur finendo il percorso sui cerchioni… Cosi’, tra una curva del circuito tedesco e un salto indietro e uno avanti nel tempo, come il viaggio in America per correre nell’autodromo Roosevelt, il racconto giunge al termine della corsa, accompagna Nuvolari sul podio, e ne traccia un quadro epico, appassionante, curioso e gradevole.

La narrazione, apparentemente frammentaria, è invece organica e niente affatto confusionaria. Il paragone con il racconto e gli aneddoti di un vecchio, come detto sopra, vuole infatti sottolineare la natura discorsiva, amichevole di questo modo di scrivere. In questo sta un merito non da poco di Bregola, riuscire a rendere sotto forma di fumetto uno stile tipicamente orale, un compito che è arduo in letteratura e forse ancor di più in questo caso.

La parte grafica del volume si integra perfettamente con il tono della biografia e con l’incedere del racconto. Pennellate scure e dense, una sintesi del disegno studiata ed efficace, figure e volti che si delineano tra il bianco della vignetta e i neri delle ombre, dei capelli, dei vestiti. Vengono alla mente Mattotti e , tra una pagina e l’altra, ma lo stile è personale e maturo. Per la maggior parte, il compito di Sanna è di fornire delle illustrazioni alle didascalie di Bregola, rapidi ritratti, momenti di gara impressi nel vento e nella velocita’. Nonostante questo, anche nelle sequenze di vignette mantiene leggibilità e ritmo.
L’affiatamento tra i due autori è evidente, nella scelta delle inquadrature o dei fotogrammi scelti per scandire l’andamento della corsa. Una corretta fusione tra le due anime del fumetto, ancora più evidente grazie allo stile non convenzionale di entrambe.

Davide Bregola vive a Sermide, in provincia di Mantova. Esordiente nel 1996 con tre racconti inclusi nell’antologia Coda (Transeuropa), nel 1999 ha vinto il Premio Tondelli per la narrativa. Nel 2002 ha pubblicato Da qui verso casa (), un libro di interviste a scrittori stranieri che scrivono in italiano e nel 2005 Il catalogo delle voci (Iannone), analoga inchiesta sui poeti immigrati. Con Sironi ha pubblicato nel 2003 la raccolta Racconti felici.

Alessandro Sanna è nato a Nogara (VR) il 10 ottobre del 1975. Pittore e illustratore, vive e lavora a Verona. Dopo il Diploma di maestro d’Arte presso l’Istituto d’Arte di Castelmassa (RO) e il diploma di Grafico Pubblicitario presso l’Istituto Superiore di Graphic Design “A.Palladio” di Verona, è ora Docente di Illustrazione presso l’Istituto “Palladio” di Verona. Svolge laboratori di disegno e pittura nelle scuole elementari della provincia di Mantova.

Riferimenti:
Leopoldo Bloom Editore: www.leopoldobloom.it
Davide Bregola, blog: davidebregola.blogspot.com
Alessandro Sanna: www.alessandrosanna.com

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