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John Porcellino: perfetto esempio di indipendenza

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John Porcellino: perfetto esempio di indipendenza - immagine1-4443 è un caso raro nel panorama fumettistico americano e mondiale, avendo fatto dell’autoproduzione uno stile di vita oltre che un metodo di produzione dei propri fumetti. In America si direbbe DIY (Do It Yourself), espressione nata negli ambienti punk/hardcore agli inizi degli anni ottanta per definire uno stile e un metodo di produzione e promozione indipendente dalle logiche di mercato e gestito in prima persona dalle band e dalle etichette. E’ proprio in questo periodo che Porcellino, un adolescente appassionato di musica alternative e punk, scopre le potenzialità del DIY, affascinato dalle prime fanzine distribuite ai concerti e tramite nuovi canali alternativi. Erano gli anni dell’etichetta discografica SST, della rabbia di band di ragazzi comuni come prima Minor Threat e poi i più irriverenti Black Flag, o più tardi ancora della “poesia punk” dei Husker Du che diranno: “Ogni rivoluzione nasce a casa“. Come molti altri in quel periodo, anche John, ispirato da parole come queste avrà pensato: “Anch’io devo provare!”: provare a creare liberamente.
I frutti di questa determinazione sono i King Cat Comics (KCC), che nascono tra i banchi del College e si diffondono con il passaparola tra gli amici e compagni di Porcellino. Storie brevi contenute in poche pagine in bianco e nero formato comic book, stampate o fotocopiate in proprio la formula che John ha mantenuto e continua a mantenere da vent’anni nella realizzazione del suo titolo. Col tempo il passaparola è continuato e sono aumentati anche i canali distributivi, sempre indipendenti e senza mai avere a che fare con quelli “ufficiali” imposti dal Diamond Comic Distributors, il principale distributore di fumetti del Nord America. I KCC si sono pian piano diffusi diventando un piccolo culto per i suoi lettori e per l’intero mondo del fumetto alternativo.

Il lettore che si avvicina per la prima volta ai KCC nota subito come il disegno sia semplice, scarno, perfino noncurante della prospettiva e fatto di linee mai perfette ma piuttosto tremanti. A prima vista l’artwork di Porcellino è spesso erroneamente liquidato con l’accusa di essere troppo semplicistico. Il tratto di John è fragile perché è poesia ed è imperfetto come lo è la vita. Il suo stile è funzionale al raccontare la vita di tutti i giorni, contemplando la bellezza delle piccole cose.
Il tratto di John è sì povero ma in ogni caso frutto di una ricerca grafica e filosofica motivata ed intensa che nasce quando l’autore, durante gli studi artistici al college, si è trovato in disappunto con la visione accademica dell’arte, rifiutandola per la propria carriera ed indirizzandosi invece verso il fumetto. La sua scelta stilistica è guidata non da incapacità artistica, ma da una divergenza di vedute ed urgenza espressiva.
I racconti di KCC sono per lo più memorie o racconti di sogni, sempre molto personali e frutto della diretta esperienza dell’autore. Non necessitano di un tratto realistico perché non appartengono alla dimensione del reale, ma a quella dei ricordi, dove non sono ci sono forme o colori definiti.
Porcellino in realtà giustifica in maniera diversa, direttamente al lettore attraverso un racconto, il suo stile; in un’apologia spiega come secondo lui una linea imprecisa sia molto più realistica di una dritta. Insomma, il suo disegno è imperfetto e brutto perché così è la realta’.

John Porcellino: perfetto esempio di indipendenza - immagine2-4443Ad oggi King Cat Comics conta ben 68 uscite e pochi sono stati gli interventi dell’autore al di fuori della sua serie. John ha pero’ raggiunto un pubblico sempre maggiore anche grazie alle sue recenti raccolte. La prima è stata Perfect Example (titolo anche di una canzone dei Husker Du), arrivata nel 2000 ad opera della piccola casa editrice Highwater Books ma ristampata nel 2005 da Drawn&Quarterly (casa di Tomine, Brown e Seth per citarne alcuni). In questa raccolta, come dice l’autore stesso, ci sono epiche storie di confusione adolescenziale con ragazze, amici, chitarre e punk; aggiungerei, anche parecchia malinconia e tristi riflessioni che rendono il libro unico e commovente.
La seconda raccolta è Diary of a Mosquito Abatement Man, edito da La Mano di Zack Sally, comprendente storie del periodo in cui l’autore lavorava come disinfestatore di zanzare. Le storie qui sono meno riflessive, la monotematicità e un tratto più giovanile rendono questo libro il meno interessante dell’autore.
La più recente collezione di storie tratte da KCC è King Cat Classix, un mastodontico tomo di 384 pagine edito da Drawn&Quarterly nel 2007. Il libro raccoglie il meglio delle prime 50 uscite di King Cat Comics, ma non il meglio dell’autore in assoluto. Questo è il libro che un fan di Porcellino deve avere, ma non un oggetto essenziale per il neofita, che potrà apprezzare di più Perfect Example dove sia il tratto che le storie rappresentano meglio il suo stile.

Per quanto riguarda invece la pubblicazione della serie KCC, Porcellino da anni si dichiara non interessato a “cedere” la sua creatura ad un editore. E’ per questo che l’autore può essere definito un caso unico nel panorama fumettistico mondiale: per la sua integrità e fedeltà all’indipendenza. Tutti i fumettisti underground (o indie, termine più attuale) hanno alle spalle un passato di autoproduzione. Si pensi alle origini con Robert Crumb per arrivare al più recente Adrian Tomine, che ancora ragazzino vendeva migliaia di copie della prima versione fotocopiata di Optic Nerve per essere poi rilevato dalla Drawn&Quarterly per farne un successo mondiale. Anche autori attualmente impegnati nelle major hanno avuto un trascorso simile, come Ed Brubaker adesso sceneggiatore Marvel ma che in gioventu’ autoproduceva il suo Lowlife dalle tematiche quotidiane-giovanili.
A Porcellino pero’ non interessa aumentare il pubblico o il profitto. Continua probabilmente a considerare il pubblico di KCC come una ristretta cerchia di amici con cui tenere contatti diretti. Le sue raccolte sono in ogni modo meritatamente riuscite ad arrivare anche all’estero, con edizioni tedesche, più recentemente francesi, e speriamo presto anche italiane.

Riferimenti:
: www.king-cat.net
SST Records su wikipedia.it: it.wikipedia.org/wiki/SST_Records
Minor Threat su wikipedia.it: it.wikipedia.org/wiki/Minor_Threat
Husker Du su wikipedia.it: it.wikipedia.org/wiki/Husker_Du
Husker Du su Myspace per sentire dei pezzi: www.myspace.com/zenarcade
Black Flag su wikipedia.it: it.wikipedia.org/wiki/Black_Flag
Black Flag su Myspace: www.myspace.com/blackflag80shardcore

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