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Inguine Mah! 2008

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Inguine Mah! 2008 - immagine1-4403Seguire il percorso tracciato da Gianluca Costantini e dai fidi collaboratori , Marco Lobietti e , sta diventando complicato. Dal web alla rivista per , poi il passaggio alle edizioni Fernandel, infine (per ora) quest’uscita che accompagna il rilancio della casa editrice di Daniele Brolli, che sembra esser uscita da un immobilismo durato fin troppo. A dirla tutta, pero’, questo volumazzo in formato libro, rispetto alle dimensioni “da vinile” dei precedenti, non rappresenta necessariamente un’evoluzione di Inguine Mah!Gazine, quanto uno special. E il titolo stesso, che rimanda non tanto all’anno appena concluso e ancora da terminare alla pubblicazione, ma a quello che sarebbe arrivato di lì a un paio di mesi, è un chiaro principio di intenti. Inguine Mah!2008 non vuole rappresentare uno sguardo a quanto fatto fin’ora ne’ vuole essere celebrazione di quanto prodotto negli anni dalle menti di Costantini & co. Piuttosto, si direbbe un manifesto programmatico inerente al mondo del fumetto, della grafica e della cultura artistica alternativa. Un manifesto terribilmente accattivante, vario ma non dispersivo, coeso ma non unitario. Un’alchimia talmente fine e delicata che lascia stupefatti come sia riuscita senza sbavare fuori dai confini autoimposti.

Inguine Mah!2008 alterna fumetto, illustrazioni, articoli e interviste. Non segue la moda ma l’ottica personale dei propri curatori, andando così a intervistare autori non legati necessariamente al gusto popolare o addirittura semi sconosciuti in Italia. Un viaggio che si apre e si chiude con le illustrazione vertiginose di Emanuele. Pagine affiancate in un unico disegno che stratifica i tratti e i contorni, che non si finisce mai di guardare e scoprire, che allertano subito il lettore, appena aperto questo volume, quasi a suggerire che qualcosa di interessante si nasconda tra le pagine. E così e’, con storie a fumetti praticamente tutte interessanti, graficamente, tecnicamente, visceralmente. Storie diverse e originali, come idee e potenziale, storie che avevano bisogno di questo spazio per esprimersi e per esprimere le tante possibilità narrative e stilistiche del media fumetto.
Il tratto violento e ruvido di Max Andersson e la sua stralunata Morte è contrapposto al delicato e poetico (presente anche con un’intervista), con le sue storie tanto vicine a Kochalka; ancora, gli stralunati passeggeri di Wostok, un articolo sui manifesti politici di Emory Douglas, le contorte figure delle suore di Marcel Rujters, una rapidissima storia di . Uno spaccato di mondo larghissimo, dagli Stati Uniti all’Europa. Accanto a loro, tratti diversi, ibridi, come quelli di Laura Perez con Felipe Cava.

E ancora, una nutrita rappresentanza di autori italiani, che spaziano nei molteplici possibili aspetti del fumetto indipendente.
Il pezzo forte sicuramente è la ristampa di The SuperMaso Attitude, breve fumetto di un non ancora conosciuto quanto oggi. Con la sua personale dialettica fumettistica, fatta di vignette sature di particolari, di un tratto forte e capace di passare dal realismo al grottesco in un attimo, la sua attenzione per il quotidiano della provincia italiana, come si vedrà in Barokko e Zeno Porno. The SuperMaso Attitude appare chiaramente come una storia scritta più di getto che come sviluppo di un ragionamento o per veicolare un messaggio; è una riflessione amara e ironica sulla societa’, sulla scostamento dalla realta’, sul condizionamento mentale portato da un’esaltazione dell’arrivismo non più solo professionale ma personale, nata dalla storia vera di Pietro Maso, che nel 1991 organizzo l’omicidio dei suoi genitori per simulare una rapita e appropriarsi dei loro risparmi. Sono passati quasi 20 anni, e la storia è ancora attuale, se non sorpassata perché adesso certi aspetti del degrado morale di una società votata all’apparire e all’immediato, all’effimero, sono ancora più scoperti ed evidenti. Al tempo questa storia arrivo’ sui giornali e scandalizzo molti ancor prima di esser letta, nel falso perbenismo e nella morale ipocrita spesso sbandierata dai giornali e dai personaggi pubblici.
Inguine Mah! 2008 propone molto altro materiale, a partire dalla storia breve di , una delle scoperte di questi ultimi anni; un autore dal tratto comunicativo e dalla dialettica incisiva e personale, che come Gipi sa scrivere storie popolari, ovvero capaci di comunicare a un pubblico di lettori non settario, senza dover cercare a tutti i costi l’avventura o i luoghi lontani dal nostro vivere, ma anzi parlando del quotidiano senza essere retorico.
Acidi, velenosi e cattivi quanto basta gli interventi di e di , con le loro locandine e pubblicità che scavano nei mali del nostro tempo: su tutti, il “1 e unico Festival dell’Anonimato” sembra la risposta a tutta la smania di apparire che la televisione trasmette e che i giovani sempre più abbracciano. Apparire, anche 5 minuti, dentro alla TV, sembra il viatico per una vita migliore, più facile e soddisfacente. Così come le “cartoline dall’apocalisse” di Stefano Zattera, con quell’aspetto “America anni ’50” patinato e gelido. Si respira avanguardia artistica invece nei disegni intrecciati nel filo spinato di Clio.
I “padroni di casa” Stamboulis e Costantini parlano la lingua della poesia, trasportandoci nel medio-oriente, con parole evocative e un tratto spesso e iconografico, con un ritmo quasi ipnotico e saudente. A chiudere la storia a fumetti di Christian Del Monte e Angelo Mennillo, con uno stile che ricorda lo sperimentalismo grafico di Akab, molto efficace e decisamente d’atmosfera.
Meno coerenti col resto del contenuto del volume, e forse meno incisivi e in parte meno riusciti, ma comunque specchio di un desiderio di mostrare autori del circuito minore, i racconti di Nino Terremoto, Falcinelli/Poggi e Morici/Barducci.

Non manca un’apparato critico ben realizzato. Dalla citata intervista a condotta da Giovanni Barbieri a quelle a Ben Katchor (autore de “L’ebreo di New York“) e all’artista Gary Panter, condotte da Aleksandar Zograf, ad articoli sulla critica e sul fumetto o introduttivi alle storie o alle illustrazioni del volume, fino a curiosità che hanno dell’incredibile come il lungo articolo sull’opera a fumetti di stampo cristiana-fondamentalista di Jack Chick. Hanno collaborato a quest’aspetto dell’annuario un misto di nomi importanti del settore e di giovani voci: Dario Morgnate, Vittorio Baroni, Michele M. Serra, U_net (www.hiphopreader.it), Boris Battaglia, , Marta Fontolan.

Questo malloppo di 224 pagine lascia la pancia piena e mente e occhi soddisfatti. Come Inguine Mah!gazine ci aveva abituati, e probabailmente anche meglio.

Riferimenti:
Inguine: www.inguine.net
Comma 22: www.comma22.com

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