Sommario: Crisi Infinita #1; Garret #3; X-Men #201; Ultimates #27; La Dalia Azzurra; From tha gheto.
Crisi Infinita #1 di Geoff Johns, Phil Jimenez e Andy Lanning Planeta De Agostini, marzo 2007 – 112 pagg. col. spil. – 4,95€ L'attesa dei lettori italiani per Crisi Infinita è terminata, anche se non so dirvi se questo evento editoriale, un po' confusamente gestito da Planeta, sia poi così imperdibile. Chiariamoci subito: non ne voglio parlare male in termini assoluti, tanto che mi sono veramente divertito in questa lettura e qualche spunto interessante Johns ce lo propone anche. Il plot non brilla certo di originalità, tanto da essere evidente come sia una sorta di Crisi delle terre infinite parte seconda, compresi i bei disegni di Phil Jimenez, vero erede di George Perez. È comunque una storia ben gestita che offre pochi cali di tensione, ma è tutto l'impianto narrativo che a una lettura più attenta sembra anacronistico: un modo di intendere i fumetti di supereroi ancorato al passato. Niente di male, per carità, e gli appassionati del genere ci si troveranno anche a meraviglia. La domanda che però mi sorge è se non si poteva fare altrimenti, anche paragonando ciò a Civil War di casa Marvel che, pur nell'esercizio di una lezione mandata a memoria, qualche elemento d'innovazione lo ha portato. Insomma, pagine fitte di personaggi, eroi in preda alla depressione, un grande cataclisma, il prevedibile (fin da ora) catartico e trasformante finale. Niente di più e niente di meno. (Alberto Casiraghi)
Garret #3 di AA VV Edizioni BD, mar. 2007 – 64 pagg. b/n bros. – 5,00€ Continua la miniserie Garret, con la terza e penultima uscita. Gli sviluppi degli eventi non seguono un percorso lineare tipico dei conflitti tra due personaggi, che invece qui si allontanano temporaneamente e si scambiano in maniera definitiva di ruolo tra inseguitore e inseguito (se mai questo ruolo è stato ben definito). Sceneggiatura di Recchioni solida eppure senza particolari vette; questo si rivela forse il numero meno efficace finora, anche se la rilassatezza prima del finale è probabilmente voluta. Ai disegni, Cristiano Cucina ha una buona mano ma i suoi disegni di stampo realista appaiono ancora troppo rigidi, soprattutto nei volti; Dell'Edera invece, pur con un tratto schizzato e stilizzato, risulta molto più espressivo. In appendice continua la storia di Casali e Gianfelice, senza particolari sussulti. (Ettore Gabrielli)
X-Men #201 di AA VV Panini Comics, mar. 2007 – 80 pagg. col. spil. – 3,00€ Giunge al termine la gestione Milligan della testata principale dedicata agli Uomini-X. Una gestione deludente, fiacca e non aiutata dai disegni di un Larroca che solo nelle ultime uscite ha dato dimostrazione di una interessante evoluzione grafica. Questo saga sul ritorno di un arcinemico degli X-Men come Apocalisse, per quanto concitata e frenetica negli avvenimenti, pur con le "sconvolgenti rivelazioni", si legge con molta noia e poco interesse. Tutto appare posticcio, confuso e senza alcuna voglia da parte dello scrittore di andare oltre il compitino minimo. Inutili le storielle di appendice, sempre legate alla saga di Apocalisse. Dal prossimo numero, Brubaker e Carey: difficile fare peggio. (Ettore Gabrielli)
Ultimates #27 - I Vendicatori di AA VV Panini Comics, mar. 2007 – 64 pagg. col. spil. – 2,50€ Che Ultimates sia uno dei migliori fumetti di supereroi degli ultimi dieci anni è quasi superfluo dirlo. Le ragioni risiedono in una sceneggiatura particolarmente ispirata che riesce a unire il gusto per l'azione, la suspense, gli intrighi alla critica socio-politica nemmeno troppo velata e un'intesa straordinaria fra i due autori. Le macchinazioni dei Liberatori sono un evidente specchio della visione della politica imperialista statunitense che vuol dare Mark Millar. Fra lo sceneggiatore e il disegnatore pare ci sia quasi una forma di sinestesia e sinergia, dove uno completa l'altro con esiti artistici di raro valore. Partito come mediocre emulo di Alan Davis, senza mai essersene distaccato completamente, Bryan Hitch ha acquisito una sua potentissima cifra stilistica che buca la pagina. In sommario anche la chiusura di Estinzione (Ultimate Extinction), con ai testi uno spento Warren Ellis solo parzialmente risollevato da un efficace Brandon Peterson ai disegni, piuttosto ricercati e dal segno pulitissimo. (Paolo Garrone)
La Dalia Azzurra di Filippo Scozzari e Raymond Chandler Coniglio Editore, 2007 – 95 pagg. b/n bros. – 18,00€ Filippo Scozzari e Raymond Chandler? Diavolo, chissà che storia ne salterà fuori! Forse. Peccato che Scozzari abbia più volte pensato a questa storia, nel lungo anno di realizzazione per Frigidaire, come ad una maledizione. Ne scherza divertito nell'ultima tavola del volume di Coniglio Editore che ripresenta La Dalia Azzurra al pubblico del nuovo millennio. In quella tavola, l'investigatore che ha appena chiuso il caso oggetto della storia principale, viene chiamato sul luogo di un nuovo delitto: a terra, infilzato da un'infinità di matite, giace Raymond Chandler, ucciso per disperazione da Scozzari. L'ironia pungente e metanarrativa con la quale l'artista bolognese ha affrontato questa prova, raggiunge qui il suo apice. Ma è una progressiva escalation, a lui necessaria per sopravvivere alle scadenze e al completamento di un lavoro che trovava probabilmente eccessivamente schematico, semplicistico e prevedibile. Cosa che, nella trama, si conferma tale. Ma la freschezza e l'intelligenza con la quale Scozzari affronta uno dei temi più classici del noir, rendono entusiasmante la lettura, e lasciano il desiderio di leggere (o rileggere) altro, tutto di questo strano maestro del fumetto italiano. (Guglielmo Nigro)
From tha gheto di Tizio 0.32 I Cani, 2007 – 24 pagg. b/n spil. – 3,00 € L'opera prima di Tizio 0.32 unisce il fumetto alla street art, con un segno che ricorda decisamente lo stile dei writers (quale è indubbiamente Tizio 0.32). From tha Gheto è una storia di sopravvivenza urbana: la storia di Black e White, due amici che devono attraversare Baggio Beach per rifornire di erba un cliente poco affidabile. Tra poliziotti di pattuglia e cani abbandonati, i nostri eroi giocheranno un bello scherzetto al loro amico. Non è tanto la trama a colpire il lettore, ma è appunto lo stile con cui viene narrata la vicenda a restare impresso: i bianchi e neri netti, le linee affusolate e poco precise, le vignette di forma poligonale... Tutto ciò conferisce movimento e ritmo alla vicenda. Un racconto da leggere tutto d'un fiato, magari tenendo in sottofondo un album dei Cypress Hill. (Massimo Salzmann)