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Dammi un bacio da fumetto

Dammi un bacio da fumetto - immagine1-4202Di amore e passioni, storie romantiche e avventure di una notte i fumetti traboccano. Laddove si intenda proporre un minimo di caratterizzazione dei personaggi, dar loro almeno un abbozzo di personalita’, l’intreccio sentimentale è uno degli strumenti privilegiati degli autori.
Nei fumetti seriali si arriva al carsismo delle vicende amorose: figure del passato riemergono a tormentare, intralciare, salvare, costringere i protagonisti a trarre bilanci esistenziali; oppure appaiono, incendiando le pagine (magari con qualcosa di più che un bacio), per poi scomparire, e magari essere riconvocati nei momenti più inattesi, vuoi per effettiva scelta narrativa, vuoi come tentativo di rivitalizzare eroi e testate che marcano il passo, vuoi per soddisfare le richieste dei fan. Insomma, è lampante che il rapporto fra personaggi e sentimento offre una prospettiva ricchissima e profonda nell’analisi dei personaggi stessi.
E, poiche’ il modo di narrare i sentimenti è uno dei modi della narrazione che più risentono e più influenzano i costumi di una societa’, il passo dalla critica fumettistica allo studio sociologico è così tentante che servirebbe uno sforzo (ed una modestia) sovrumano per resistervi.

Bene, scritto questo, chiariamo subito che il simpatico volumetto di Andrea Leggeri (redattore storico de LSB) non si propone ne’ come un lavoro di critica analitica ne’ come uno studio di sociologia. Piuttosto, e’ uno scavo nella memoria, una sorta di divertissement, dove l’erudizione si sposa alla leggerezza e produce un libriccino da tenere sempre a portata di mano. Non imprescindibile, ma certamente sfizioso, un po’ come i saporosi bon bon, che si tengono in dispensa, per addolcirsi il palato quando serve.
Di questo volumetto, c’e’ un aspetto che mi preme sottolineare: lo spirito. Ora, quando si pensa alle figure che orbitano attorno a una forma di arte, come il fumetto, si tende a definire un affresco composito, che relega spesso i critici in un ruolo ambiguo. Ambiguo perché il critico pretende di analizzare, capire, magari valutare, individuare problemi, proporre spunti, costruire relazioni fra opere, artisti, case editrici, pur collocandosi all’interno del mercato; quindi parte integrante di quel meccanismo che interpreta. A questa si deve aggiungere un’altra linea di tensione che è interna all’individuo che si esprime come critico e che nasce dal tentativo di distinguere, nelle proprie letture e reazioni, il gusto dall’analisi oggettiva.

Oddio, ognuna delle parole che abbiamo usato ha alle spalle biblioteche intere che ne tentano la definizione, pero’, per semplificare, il fatto è che capita che piacciano cose di cui sapremmo addirittura elencare i difetti uno per uno, o magari che sono semplici riproposizioni di cose già lette. Questa tensione deve essere naturalmente stimolo a domande del tipo: “ma quelli che considero difetti sono veramente tali?”, ed almeno un altro centinaio dello stesso tenore, che dovrebbero costringere ad una continua messa in discussione dei propri canoni (si sa: i critici amano avere “canoni interpretativi”, piuttosto che “gusti”).
Ma, al fondo, scavando anche nel più arcigno dei critici, quello che trovate è la passione per il fumetto ed il piacere per il divertimento, il godimento, le riflessioni, che la lettura di un fumetto provoca.

Dammi un Bacio da Fumetto è costruito a schede, associate ciascuna ad un personaggio, dove sono descritti i baci più importanti della sua carriera, che non di rado marcano momenti importanti della storia (anche editoriale) dei personaggi coinvolti. è innanzitutto di gustosa lettura, e stimolante nel momento in cui innesca i nostri ricordi (di letture fumettistiche, si intende) ma è anche importante perché rammenta che il critico, alla fin fine, è un appassionato che (dopo tanti e tanti anni) ancora si diverte.
Semplicemente, rispetto al normale appassionato, mette un po’ più di attenzione nella lettura.

Riferimenti
Il sito ufficiale di : www.coniglioeditore.it.

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