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Altai & Jonson

Altai & Jonson - immagine1-4149Meritoria iniziativa della BD che, con la collana Alta fedelta’, si propone di ristampare alcune opere che hanno fatto la storia del fumetto italico e che non sempre hanno avuto la giusta ribalta. Questo balenottero di più di trecento pagine propone, o meglio ripropone, tutta la saga di Altai & Jonson, fumetto comico-poliziesco che Tiziano Sclavi, il papà di Dylan Dog, creo’ per Il corriere dei ragazzi, la mitica rivista che ha pubblicato alcuni dei più grandi successi fumettistici italiani, come e Nick Carter, e alcuni dei più grandi autori del nostro paese, quali Alfredo Castelli, e Jacovitti. Ad affiancare Sclavi ai disegni, un altro pezzo della storia fumettistica italiana, quella storia che parla di città incantate come Paperopoli o Topolinia e di personaggi storici quali Paperino e Topolino: , grandissimo autore di quasi tutti i personaggi Disney. Nel volume, oltre a essere contenute le storie apparse su Il corriere dei ragazzi, sono presenti anche le comparsate del duo sclaviano su altre testate, quali Il Mago, Orient Express e Corrier Boy.

Passando ad analizzare il fumetto, la prima cosa che salta all’occhio è il formato: storie brevi, che concentrano in un breve lasso di spazio, di solito otto pagine, gli scambi di battute tra i due, la semplice trama e le caratterizzazioni dei personaggi. E i personaggi hanno un ruolo importante, in questo fumetto, seppur comparendo per poche pagine. Il mondo di Altai & Jonson, infatti, mostra come alle volte i criminali più incalliti siano i potenti, i padroni. Quelli che non dovrebbero desiderare altro dalla vita e invece, anche grazie alle spettacolari pennellature della sceneggiatura di Sclavi, sono nella maggior parte dei casi, viscidi, avari. Vogliono sempre di più ma in questo non accontentarsi mai, cercando di truffare e bluffare, sono puniti da Altai & Jonson. Il primo è un hippy dal cervello fino. Il secondo non è certamente un’aquila, ma ha uno spiccato senso della giustizia. Questo basta a Sclavi per farli uscire sempre vincitori al termine delle otto pagine di rito; forse non vincitori economici (sono sempre senza il becco di un quattrino e in questo ricordano l’altro parto della mente sclaviana), ma morali sicuramente si.

Altai & Jonson - immagine2-4149I criminali presenti nelle storie sono tipacci grotteschi, cattivi fino al midollo. Anch’essi verranno sempre sconfitti dalla sagacità di Altai.
Altro insospettato avversario dei due è il tenente Kennan. Ma come, direte, due detective che hanno un nemico nella polizia? Questo è un altro dei motivi della bellezza di Altai & Jonson: la rassicurante ripetizione di cliche’ polizieschi in salsa comica. Infatti, in ogni sceneggiato poliziesco anni ’70, i due detective di turno sono mal sopportati dalla locale polizia perché usano metodi a dir poco non ortodossi. Altai & Jonson non smentiscono questo cliche’; anche loro risolvono casi con indagini illegali, provocano incidenti, calunniano e danno sganassoni. Il tutto per la legge, ma la vera legge non può favorire questi comportamenti; allora via a furiose litigate tra Kennan e i due, condite da minacce di arresto e ingiunzioni a non farsi più vedere. Ma i due sono veri detective, anche se piuttosto strampalati: continueranno la loro corsa, anche contro Kennan, fino al 1985, giusto dieci anni dopo la loro prima apparizione.

I disegni di Cavazzano, impegnato in due personaggi abbastanza realistici rispetto al mondo Disney, non tradiscono pero’ la vena umoristica del disegnatore veneziano, presentando tratti grotteschi e caricaturali, soprattutto nella prima versione di Altai, con quei capelli leggermente diradati, contro la capigliatura folta della seconda parte della produzione, o per i volti dei cattivi, che nella migliore tradizione gouldiana, oltre ad essere perfidi sono anche brutti, a dimostrare che la bruttezza fisica è sintomo anche di bruttezza morale, così come avevano lasciato a capire le avventure di Dick Tracy. Pur essendo disegni che hanno tante eredità dal fumetto umoristico, come comunque le trame di Sclavi pretendono, alcuni passaggi non hanno tuttavia niente da invidiare ai fumetti polizieschi più impegnati o “seri”.

Complimenti, infine, alla BD per aver presentato integralmente tutte le avventure di questo strampalato duo, cosa che diverse case editrici negli anni passati avevano tentato di fare senza riuscirci. E per di più in una pregevole edizione brossurata di grande formato, con tanto di biografie degli autori. Una bella introduzione o qualche articolo di approfondimento sulla storia editoriale di Altai & Jonson sarebbero stati ulteriori graditi regali.

Riferimenti:
Il sito della BD edizioni: www.edizionibd.it

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