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Tales from the Crypt #1 – La Maledizione della Luna Piena

Tales from the Crypt #1 - La Maledizione della Luna Piena - immagine1-4049Questa ristampa cronologica della collana Tales from the Crypt ad opera della può tranquillamente essere considerata (insieme a quella di Weird Science) come una delle migliori operazioni nel campo editoriale fumettistico dell’ultimo anno in Italia.

Tales from the Crypt rientra tra le celebri serie della casa editrice statunitense EC Comics (Entertaining Comics) che nacquero agli inizi degli anni Cinquanta insieme a Weird Science, Two Firsted Tale e Front Line Combat, dando vita ad una delle realtà fumettistiche più interessanti degli anni cinquanta.
La casa editrice EC Comics fu creata da William Gaines quando, nel 1949, rilevo’ la società dell’appena defunto padre Max Gaines, che fino ad allora aveva pubblicato fumetti dalle tematiche storiche, religiose o romantiche sotto il marchio Educational Comics. Will Gaines muto’ quindi completamente lo stile e l’indirizzo tematico della casa editrice cambiando nome alle testate già esistenti ed introducendo serie horror, scientifiche o di guerra.
Per creare queste storie si servì di editori ed artisti di prim’ordine.
Serie come Weird Science (1950) e Crypt of Terror (1950), che nel 1951 divento’ Tales from the Crypt, furono dirette da Al Fieldstein mentre le successive Two Firsted Tales (1951) e Front Line Combat (1952) furono dirette da , così come l’umoristico Mad (1952).

Tra gli artisti coinvolti nella realizzazione delle storie EC rientrano grandi nomi come gli stessi Kurtzman e Fieldstein, ed anche Wallace Wood, Johnny Craig, , Jack Davis, Will Elder e altri ancora.
La casa editrice cesso’ le sue pubblicazioni nel 1954. In quell’anno una particolare ondata di criminalità giovanile scosse l’opinione pubblica ed i media, che in cerca di capri espiatori accusarono di istigazione il mondo dei comics. In questo contesto varie case editrici furono ridotte in crisi e tra quelle più danneggiate ci fu proprio la EC.A seguito di un meeting tra editori, nel ’54 nacque il CCA (Comics Code of America) allo scopo di regolamentare il mondo dei comics. Gaines non aderì alle regole dell’associazione, tra cui il divieto di usare nei fumetti termini come orrore o terrore. Quando i distributori rifiutarono i suoi titoli fu segnata la fine della EC.La vita editoriale di Tales from the Crypt comincia ufficialmente alla fine del 1950 ma la maggior parte delle storie contenute in questo primo volume sono per lo più appartenenti alla serie precedente The Crypt of Terror, che a sua volta, nel ’49, si chiamava Crime Patrol. Questi tre titoli mostrano come la tematica generale si sia evoluta da storie poliziesche (storie vere da rapporti di polizia, recitava la copertina), a “SuspenStories”, infine a storie del terrore.

Le vicende narrante nei brevi racconti di questa raccolta, a parte alcuni ancora reminiscenti del vecchio corso poliziesco (Il cadavere Sconosciuto, Muta testimone d’Omicidio!), hanno tutti a che fare con pazzia, morte, maledizioni e morti viventi. Alcuni si esauriscono in maniera troppo veloce (Follia a Casa Mander), ma la maggior parte denota un interesse ed uno studio letterario non indifferente, che non si limitava alla mera citazione. Sono i maestri della letteratura del mistero e del terrore ad ispirare Feldstein e soci, nomi come A. Bierce, N. Haawthorne, ma soprattutto H.P.Lovecraft per la capacità di creare suspense ed per le tematiche.L’impronta di Poe appare ovunque: ci sono titoli come Il Cadavere Sconosciuto, “sepolture premature” in La Tomba Affamata e nella prima pagina de La Mano del Maestro si vede proprio una copia di Il Cuore Rivelatore di Poe.

L’aspetto artistico dell’opera è ineccepibile. Due esempi su tutti: H. Kurtzman e Wallace Wood.
Il secondo, che diverrà poi famosissimo anche per aver disegnato alcuni dei primi episodi di Daredevil, ci mostra un alto grado di maestria oltre che col suo perfetto realismo anche con mostruose ed allucinate visioni nella vignetta centrale a pagina 43.
Kurtzman, come sempre succede in queste raccolte, si distingue per il suo stile unico. è un tratto a prima vista fluido e semplice, ma dal fascino e stile unici, anche se questi episodi non rappresentano a pieno lo stile delle sue migliori opere, che si vedrà in seguito su altre testate. Qui l’artista si attiene ad un realismo maggiore, più in linea con la tendenza grafica della testata, forse anche perché manca di una libertà artistica che si concederà in seguito sulle testate da lui stesso dirette alla EC.
Un altro artista che si fa notare in questo volume, pur non essendo tra i nomi più celebri, è Graham Ingels, dotato di un tratto terrificante ed i cui sguardi sempre allucinati soddisfacevano perfettamente gli intenti horror delle storie.

L’apparizione di questa ristampa cronologica di Tales from the Crypt e Weird Science Tales permette dunque al pubblico odierno di conoscere un tipo di fumetto che, dai suoi esordi negli Stati Uniti, non solo ha inaugurato un nuovo modo di fare fumetti per ragazzi introducendo temi adulti, ma ha creato un vero e proprio fenomeno di cultura popolare.
Generazioni di lettori sono state influenzate da queste testate e a loro volta sono diventati grandi narratori, come o – per quanto riguarda il cinema – Wes Craven, John Carpenter o George Lucas (che non a caso firma l’introduzione ad uno dei volumi americani di Weird Science Tales).

La grafica di copertina di Tales from the Crypt è diventata un’icona della cultura popolare americana e non viene citata solo in contesti fumettistici, dove si sprecano le rivisitazioni più o meno ironiche, ma sono ormai moltissimi i titoli che in copertina recitano l’ormai classico “Tales to” o “Tales from”. Anche nella musica alternativa questa icona è stata ripresa ed interpretata in più casi. Per citarne solo alcuni, la band rock’n roll degli anni ’90 Rocket from the Crypt parafrasa evidentemente il nome del celebre comic book, per poi ovviamente citarne la grafica anche sulle copertine dei dischi. Quasi contemporaneamente, ma molto meno conosciuta, una band skate punk svedese chiamata Satanic Surfers (i cui membri di satanico non hanno nulla) nel 1999 pubblica un album dal titolo Songs from the Crypt ed anche nella copertina cita fedelmente lo stile EC. Questi sono solo due tra i casi più celebri, ma le citazioni tra le opere minori sono innumerevoli.

Tra le testate EC, Tales from the Crypt è forse la più irriverente anche se non l’esempio qualitativamente più elevato. è stato forse per questa irriverenza e per gli scandali e le censure contro le quali si è opposta che hanno attirato un interesse del pubblico che è rimasto vivo per di più di cinquant’anni, facendo diventare la serie a tutti gli effetti un mito della cultura popolare statunitense.

La collana che pubblica da noi Tales from the Crypt e Weird Science è intitolata Biblioteca EC Comics; il nome lascia sperare di vedere presto riproposti anche altri dei gloriosi titoli EC, su tutti Two Fisted Tales che, grazie anche alla direzione di Kurtzman, si avvaleva di un livello artistico elevato (egli stesso compariva spesso alle matite) e di storie di guerra che non erano semplicemente combattimento ed azione ma si configuravano spesso come molto riflessive ed oscure.

Riferimenti
: www.001edizioni.com

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