Recensioni

Pandemonio

Pandemonio - immagine1-3926Ho trovato felicissimo e concettualmente inedito il sovrapporsi dei mondi narrativi di e che ha portato alla nascita di questo Pandemonio. Morozzi è uno dei più apprezzati e prolifici autori di narrativa degli ultimi anni, edito da Guanda e Fernandel. , alias Pasquale Todisco, ha pubblicato fumetti e illustrazioni su Frigidaire, Inguine Ma(h)gazine, Internazionale, Rolling Stone, XL.

L’incontro tra la narrativa e il fumetto non è mai stato facile e non è raro trovarsi in mano prodotti ibridi, senza coraggio, senza una precisa identita’. Poche le eccezioni che mi vengono in mente: una su tutte Città di vetro dal romanzo di trasportato in vignette da Paul Karasik e dal grande . Paradossalmente l’esempio citato fu un felice tentativo di raccontare per disegni un romanzo che aveva come centro la parola, il suo significato e la sua funzione all’interno del mondo occidentale. L’incontro tra Auster, Mazzucchelli e Karasik, pero’, è stato asincrono, ovvero dal romanzo si penso’ poi di trarne un fumetto. Cosa abbastanza usuale, anche se esistono esempi contrari (dal fumetto originario si passa al romanzo), benche’ di solito non degni di nota. In qualche caso, invece, l’autore di narrativa si cimenta in un sceneggiatura originale per un fumetto, come nel recente Dimmi che non vuoi morire di , già apprezzato scrittore noir, per i disegni di .
Il lavoro di e Squaz si inserisce tra questi due modi di far sposare letteratura e comics: per progettualita’, linguaggio, metodi narrativi è pero’ un qualcosa di sicuramente diverso da un testo letterario trasformato in fumetto, ma è altrettanto diverso dal semplice fumetto sceneggiato da uno scrittore di narrativa.

Pandemonio credo sia un progetto riuscito perché basato sul reciproco rispetto delle parti.In questo senso ci viene in aiuto l’appendice al libro in cui Morozzi sottolinea: “Se hai Squaz, non lo ingabbi in una rigida sceneggiatura. Gli fai scegliere il titolo, gli dai un canovaccio, e dopo pensa a tutto quanto lui.” E per maggiore chiarezza, questo canovaccio, fatto soprattutto di materiali già esistenti e chiusi nel cassetto di Morozzi, viene totalmente pubblicato. Così possiamo capire che Squaz parte dalle parole dello scrittore e immagina una sceneggiatura, una regia accurata, equilibrata, e riesce a legare assieme questi piccoli frammenti, brevi racconti che lo scrittore gli propone, facendone un unico romanzo, se non organico, almeno consequenziale. Riesce ad amalgamare materiale disomogeneo con l’ausilio della stessa inequivocabile chiave interpretativa.
La libertà di cui parla Morozzi è evidente soprattutto ne La storia dell’alcolista del piano di sopra. Certo, il canovaccio che lo scrittore gli sottopone è abbastanza preciso, ma niente limita il disegnatore nell’immaginarsi gli ambienti, i personaggi, le inquadrature, i ritmi nella successione delle tavole. Tutto l’aiuto che serve a Squaz, egli lo trova nelle suggestioni che riceve dalla lettura di quella (pseudo) sceneggiatura.
Ma anche negli altri episodi notiamo questo intrecciarsi di potenzialità creative: difatti, Squaz mantiene intatti i dialoghi dei brevi racconti, e anche qui si immagina tutto, cucendo coerentemente un mondo tutto suo, assolutamente in linea con la sua cifra stilistica.Stile in continua evoluzione, molto distante da quell’Ascension pubblicato nella collana Schizzo presenta del Centro Fumetto nell’ormai lontano 1998.

Pandemonio, come suggeriva Milton, è il luogo dove gli esseri infernali si riuniscono. Tranquilli, niente esoterismo e spazzatura neo satanista in questo libro. Come si legge in quarta di copertina Pandemonio “e’ un gioco di scatole cinesi”, dove da un racconto ne nasce un altro e da questo un altro ancora. Un gioco fantasioso e serissimo che mette in luce l’abilità di due ottimi narratori di questo nuovo millennio.
Per guardare alla parte che più ci interessa, il fumetto, sono molto sorpreso da questo exploit di Squaz, che già con Entertainement! mi aveva incuriosito. Da quello che vedo qui, e che ho occasione di leggere ogni tanto sulle pagine di XL o di Inguine, non ho ombra di dubbio nel dire che Todisco è uno degli autori italiani da seguire con attenzione. Non ha ancora una grossa produzione alle spalle (o perlomeno, non ci sono molte pubblicazioni che portano in copertina il suo nome) per poter affermare di trovarci di fronte a un fuoriclasse delle nuvolette, ma, per quello che ha fatto finora, e soprattutto per il suo costante miglioramento, i numeri ci sono tutti. Tanto per cominciare, l’estrema padronanza della materia narrativa, l’abilità che ha nel montare e smontare la sceneggiatura, l’eterodossia iconica e registica con la quale riempie e dirige le proprie tavole. E poi il segno, denso, preciso, grottesco, pop, a volte espressionista nel senso più contemporaneo del termine. Ma anche underground senza essere approssimativo e sciatto, senza conservarne i limiti grafici e culturali. Con un unico termine si potrebbe dire, appunto, post underground.
Non ultimo, Squaz riesce abilmente a mettere sulla tavola le visioni, i flussi di coscienza, i monologhi interiori, i deliri di Morozzi, che fa uso di una scrittura asciutta, diretta, che non lascia scampo, affascinante ed evocativa. Sfiorando la letteratura di genere, lo scrittore bolognese mette in campo un’umanità disillusa, alla deriva, sconfitta, raccontata tra iperboli e nero sarcasmo. Se questo è un esempio della prosa di Gianluca Morozzi io per primo recuperero’ i suoi libri.
Per tutte queste ragioni non è un caso che Pandemonio si sia meritatamente aggiudicato all’ultimo il Premio Micheluzzi per il miglior romanzo grafico. Se seguite il mio consiglio e vi prendete la briga di acquistarlo e leggerlo, capirete da soli il perché.

Bibliografia minima:
Ascension – Schizzo presenta 10 – CFAP ottobre 1998
[entertaiment!] – 2005

Riferimenti:
Il sito della casa editrice Fernandel: www.fernandel.it
Bibliografia di Gianluca Morozzi su Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Gianluca_Morozzi
Biografia di Squaz: freeweb.supereva.com/vtodisco

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