Interviste

Nuovi Autori si presentano: Elia Bonetti

Nuovi Autori si presentano: Elia Bonetti - immagine1-3882Per presentarti ai nostri lettori raccontaci un po’ di te: che studi hai fatto e come ti sei avvicinato al mondo del fumetto?
Mi sono diplomato in pittura e decorazione all’istituto d’arte di Parma poi, per seguire il mio sogno di diventare fumettista, mi sono trasferito a Firenze dove ho frequentato la Scuola Internazionale di Comics: ho finito lo scorso anno ed è stata una bellissima esperienza. Il fumetto mi è sempre piaciuto, fin da quando ero bambino, ho sempre voluto fare il fumettista.

Da quanto tempo stai cercando di proporti professionalmente come fumettista?
Sto cercando di propormi da circa un anno, più o meno da quando ho finito la Scuola di Comics a Firenze.

Hai già pubblicato qualcuno dei tuoi lavori?
Ho pubblicato per Monstars una breve storia scritta dal bravo Alessio Landi e altre cose nel campo dell’editoria scolastica.

Con quali sceneggiatori hai collaborato? Come valuti queste esperienze?
Ho collaborato, come ho già detto, con Alessio Landi e con “L’Humanoide” Andrea Iovinelli, entrambi bravissimi sia come sceneggiatori che come persone, anzi colgo l’occasione per ringraziarli. Lavorare su storie scritte da altri sicuramente è importante per crescere a livello professionale: seguire una sceneggiatura, imporsi dei limiti, cercare di rispettarla il più possibile ti dà un metodo, una formazione che poi ti servirà in futuro.

Dalle tavole presenti sul tuo blog (3ndy.blogspot.com) si può notare che stai sperimentando molto. Come definiresti il tuo stile grafico?
Si effettivamente sto sperimentando molto, sento il bisogno di esprimere meglio quelle che sono le mie sensazioni quando disegno, per questo il fumetto popolare un po’ mi limita: vorrei riuscire a liberarmi da certi schemi per lasciare più spazio anche all’immaginazione del lettore in modo che chiunque possa farsi un’idea, che non sia necessariamente la mia. Il mio stile grafico lo definisco “apolide”. Mi spiego: per chi fa fumetto popolare sono troppo underground, per chi fa fumetto underground sono troppo popolare, così mi ritrovo un po’ nel mezzo, senza una distinzione precisa. Nelle mie ultime sperimentazioni sto cercando di unire la pittura, la fotografia, il classico senza troppi problemi, quello che mi piace fare lo faccio e basta…forse è anche per questo che il mio stile non ha una definizione precisa.

Il disegno necessita di continuo esercizio e di continua ricerca del proprio stile: come vivi questa fase essendo agli inizi?
Beh, si è vero sono agli inizi, ma è da tempo che disegno e ormai sono abituato. Essendo il mio lavoro è normale dedicargli molte ore della giornata, nessun giorno escluso. All’inizio ho dovuto fare parecchie rinunce e ne devo far tutt’ora, ma per il momento ne è valsa la pena.

La scelta del blog è stata fatta per avere un confronto aperto con i lettori o per offrire una vetrina del tuo stile?
Entrambe le cose. Credo che per un giovane autore sia importante avere una vetrina sul web per proporsi e confrontarsi con i lettori e i colleghi.

Oltre al fumetto l’altra tua passione è la fotografia. Tendi a utilizzare le tue fotografie per realizzare cio’ che disegni?
Adoro la fotografia e da fotoamatore ogni tanto mi diletto, quando possibile, a fare qualche scatto. La fotografia è un grande mezzo per raccontare, ma è un mezzo, proprio come una matita o un martello per un meccanico, se usata bene si possono fare cose meravigliose, come si può vedere nell’albo P-HPC del mio amico Ausonia.

Nuovi Autori si presentano: Elia Bonetti - immagine2-3882Quali sono i tuoi modelli di riferimento? C’e’ qualche autore che ti ha influenzato particolarmente?
Modelli di riferimento ne ho moltissimi se dovessi citarli tutti ci vorrebbero due pagine, citero’ quelli che mi hanno influenzato maggiormente: Alberto Breccia, Danijel Zezelj, Giuseppe Palumbo, Alex Maleev, Mike Mignola, Christophe Bec, Fabio Bartolini e molti altri.

Sei già entrato in contatto con autori già affermati? Che tipo di consigli hai ricevuto? Come ti rapporti con loro e come si relazionano loro con un aspirante collega?
Si sono già entrato in contatto con parecchi fumettisti, poi facendo la Scuola di Comics, dove gli insegnati sono autori, non è difficile. Non so se sono stato fortunato, ma per il momento ogni autore che ho conosciuto, e che conosco, è sempre stato disponibile ad aiutarmi e a propormi agli editori, ma non ci sono consigli particolari che ricordo. Ho imparato tanto, anche solo vedendo come lavorano.

Che tipo di difficoltà hai incontrato nel proporti agli editori?
Spesso gli editori davanti ad un esordiente, che non ha mai pubblicato niente, tendono a non fidarsi per paura forse che tu non riesca a finire il lavoro, hanno bisogno di certezze per investire su di te e quindi tendono a dare lavoro a chi ha già fatto qualcosa, tenendo magari meno in considerazione l’aspetto grafico del lavoro. Nel mio caso, in particolare, mi è stato detto di essere troppo “classico”. Gli editori cercano qualcosa di particolare, uno stile che ti renda distinguibile in mezzo a tanti: è anche per questo che mi sono messo a sperimentare.

Come ti regoli nel contattare gli editori? Come li avvicini e cosa gli proponi? Quale tipo di atteggiamento pensi sia il più adatto per proporsi?
Mi propongo alle fiere di fumetti oppure tramite internet. Sicuramente, far visionare i propri lavori di persona è la cosa più giusta, si riesce ad instaurare un rapporto migliore tra disegnatore ed editor. La prima cosa per proporsi agli editor è mostrarsi sicuri del proprio lavoro, non far vedere che ci sono lacune o insicurezze.

Nei tuoi incontri con gli editori, qual è il genere di consigli che più ti sono stati utili per crescere e quali invece hai trovato superflui, e perché?
Le critiche e i consigli sono sempre un grande spunto per migliorarsi, è giusto confrontarsi con il mondo dell’editoria per capire cosa cercano. Non ricordo consigli superflui, ma a volte lo sono i commenti: sentirsi dire “bello” o “brutto” non serve a niente se non è motivato.

Hai già provato a rivolgerti al mercato fumettistico straniero? Che differenze hai notato rispetto al mercato italiano?
Si’, mi sono rivolto al mercato francese quest’anno per la prima volta. Per quanto riguarda la Francia credo che ci sia molta più apertura verso il fumetto perché viene considerato una forma artistica, come dipingere o come scrivere un libro, com’e’ giusto che sia. In Italia il fumetto purtroppo è un po’ sottovalutato e sconosciuto: solo chi fa fumetti legge fumetti. C’e’ molta ignoranza. Comunque, in entrambi i casi, il mercato mi è parso un po’ saturo!

Su quali progetti stai lavorando? Ci puoi anticipare qualcosa?
Sto lavorando a vari progetti da proporre qua e la’, come al solito, nella speranza che qualche editore sia interessato a me. Per il resto sto collaborando con i ragazzi di Monipodio! per un progetto che riguarderà la musica e il fumetto, una cosa davvero interessante e credo che ne uscirà un bel lavoro visto che i ragazzi di Monipodio! sono davvero in gamba. Collaboro anche con Political Comic . Inoltre sto realizzando, insieme ad Alessandro Vitti, un numero per una serie Cut-Up, ma non posso dire altro.

Stai dunque pubblicando su produzioni minori o autoproduzioni: come vedi questo ambiente del fumetto italiano, meno noto ma piuttosto vivo?
E’ un ambiente assolutamente poco noto a molti, ma senza dubbio attivissimo. Le autoproduzioni in Italia sono tante e secondo me aumenteranno: il web offre spazio a tutti per autoprodursi e anche a livello “cartaceo” i prezzi sono abbastanza ridotti, poi la voglia di fare sicuramente non manca.

Che genere di storie ti piacerebbe raccontare?
In generale, a parte la fantascienza, racconterei di tutto, ma sicuramente le storie che adoro raccontare sono le storie di polizia e i noir. Ora come ora mi piacerebbe fare qualcosa di bello, indipendentemente dallo stile del fumetto, comico o realistico che sia.

Quali fumetti leggi?
Ormai leggo veramente pochi fumetti, ne compro tanti, ma ne leggo pochi. Il problema di essere un disegnatore è che mi soffermo troppo sui dettagli, sul disegno e quindi tralascio la storia. L’ultimo che ho letto è P-HPC di Ausonia, che consiglio, ma anche S. di Gipi è favoloso e tanti altri della casa editrice Coconino.

Vorresti trovare impiego come autore completo o preferisci dedicarti solo al disegno?
Mi piacerebbe ma è molto difficile mantenere la qualità della storia e il disegno sullo stesso piano, quindi per il momento posso dedicarmi solo al disegno.

C’e’ qualcosa che vorresti aggiungere e che non ti ho chiesto?
Si’, vorrei ringraziare Giuseppe Palumbo che mi ha insegnato un po’ tutto quello che so sul fumetto e mi ha aiutato molto a migliorarmi.

Riferimenti:
, blog: 3ndy.blogspot.com
Monipodio!: www.monipodio.net
Political Comic: politicalcomic.blogspot.com

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