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Gli strumenti della nuova critica web

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DIVENTARE ADULTI

La critica web sta crescendo.
Verrebbe da dire in fretta. La visibilita’ è aumentata in modo progressivo: accessi sempre più numerosi ai siti, confronti costanti attraverso i diversi blog del settore, presenza presso le fiere specializzate, contributi a riviste specializzate e non (Anteprima, Fumo di China, giornali locali), considerazione e disponibilità al dialogo da parte di lettori, editori, autori.
La credibilita’ sembra invece essere altalenante. Nel senso che si nota, stagionalmente, da parte degli addetti ai lavori sostegno e supporto al lavoro che la critica sta svolgendo, alternato a espressioni di sfiducia, che ne vogliono sottolineare una strutturale fragilità o la difficoltà a porsi come punto di riferimento costante, se non perfino mettere in dubbio la buona fede alla base dell’attivita’.
Che i rapporti fra critica e operatori del settore non siano sempre ottimali ne’ troppo ravvicinati è probabilmente sano e necessario. Dove sono troppo stretti, si risolvono generalmente in una perversione del mercato con conseguente ripiegamento autoreferenziale.
e’ importante pero’ uscire dal pantano delle esternazioni fini a se stesse, attraverso analisi e confronti che permettano la ridefinizione della mappa del contesto attuale e la revisione e l’implementazione di strumenti realmente utili e meditati. Non sono invece accettabili, perché distruttivi e disfunzionali, eventuali tentativi di delegittimazione che partono dalla messa in dubbio della buona fede della critica web. Per far cio’, è importante avere consapevolezza di cosa si è costruito finora, con quali mezzi e quali dinamiche. Lo sottolineo per stimolare un’analisi che mi piacerebbe leggere in futuro, ma che non è oggetto di questo articolo.

Restando sull’oggi, con un occhio rivolto al futuro, mi sento di confermare che i segnali della crescita accennati in apertura sono molti, sono evidenti e nascono da un impegno costante e pieno di fiducia per le potenzialità culturali del medium fumetto.
e’ sufficiente fare un giro nella rete tra i siti più conosciuti, confrontandone il contenuto con quanto veniva prodotto solo qualche anno addietro, per notare un complessivo e costante miglioramento della qualità degli articoli e dell’analisi. è pur vero che ultimamente si sta perdendo qualche voce importante, che sta passando ad altro o dall’altra parte (come si usa dire, in una visione dicotomica e contrapposta del mondo). Ma altre stanno crescendo. Facendo riferimento al piccolo mondo de LoSpazioBianco.it, è possibile notare le nuove firme che nell’ultimo anno hanno contribuito a mantenere complessivamente importante il contributo critico del sito. Persone che hanno avuto la voglia, il tempo e la pazienza di confrontarsi con un lavoro redazionale complesso e costante, che obbliga a revisioni anche sostanziali, a discussioni sui giudizi e – soprattutto – sulle modalità e l’efficacia con le quali essi vengono espressi. LoSpazioBianco.it ha la convinzione che essere attori della critica voglia innanzitutto dire avvicinarsi alla materia trattata con una disposizione al confronto e con una sana voglia di mettersi in discussioni. Cio’ non toglie che, esprimendo giudizi e chiavi di lettura, si debba esprimere una convinzione con decisione e forza, supportata da fatti e motivata da argomentazioni credibili in grado di restituire la percezione di una realtà complessa come è quella in cui viviamo.

STAMPARE SU CARTA O PUBBLICARE PER ESISTERE

In un passato dibattito sulla critica in internet sviluppatosi sul forum di Comicus (comicus.forumfree.org/index.php?&showtopic=36959) che, è giusto sottolinearlo, ha visto una scarsissima partecipazione del lettore comune, a favore dei “soliti” addetti ai lavori, sembra emergere uno strano sillogismo: per dare più credibilità alla critica web sarebbe necessario stampare su carta. Un’affermazione apparentemente paradossale, ma che sarebbe superficiale liquidare velocemente. Mi porta piuttosto a due considerazioni. La prima è che, malgrado l’utilizzo costante e massificato di internet, l’uomo di inizio duemila sembra avere ancora un rapporto ambivalente e insicuro nei confronti della rete. Sembrano spaventare soprattutto due caratteristiche: una presunta “volatilita’” dei contenuti; la forza eversiva e per certi versi anarchica dovuta alla facile accessibilità al mezzo per chiunque, come se dare a più persone la possibilità di esprimere parere e giudizi possa di per se’ essere negativo e “pericoloso”.
La seconda riflessione è che la carta stampata sembra mantenere ancora oggi un peso rilevante nella nostra cultura. Il lettore fatica di più a leggere su un monitor mantenendo a lungo la propria attenzione sullo stesso testo. Il lettore cerca un rapporto fisico diretto con l’oggetto della propria lettura.
Va detto che stampare contenuti pensati e costruiti per internet non è un passaggio così banale e che, per certi versi, potrebbe addirittura indebolire il contenuto prodotto, perché potrebbe risultare inadeguato a una diversa forma di lettura rispetto all’originale. Ciononostante, credo che ogni sito che si occupa di critica abbia pensato almeno una volta a questa possibilita’. Così come non è da sottovalutare il numero di persone che stampano personalmente un singolo pezzo di loro interesse. Per quanto riguarda LoSpazioBianco.it quindi, il ragionamento in tal senso prosegue e vedrà qualche frutto nella prossima, non lontana, ristrutturazione del sito e in altre possibili (probabili?) collaborazioni.
Non è superfluo, a questo punto, ricordare che è proprio l’accessibilità alla rete, la relativa facilità e immediatezza che la caratterizzano, il motore primario del nuovo sviluppo della critica. Se negli anni ’70/’80 assistemmo all’esplosione delle fanzine, stampate su carta più o meno povera, e “distribuite” di mano in mano, dalle quali è uscita una generazione di esperti di fumetto oggi ampiamente riconosciuti e veri punti di riferimento, le nuove generazioni sfruttano la capillarità della rete, cavalcando una delle più grandi rivoluzioni culturali e comunicative dell’umanita’. Cosa resterà di questo fermento è presto per dirlo. Ma è certo che è tempo per proseguire con una riflessione approfondita su quali potrebbero essere i mezzi a disposizione di questa generazione per diventare davvero adulti.

UNA MAPPA PER ORIENTARSI

Gli strumenti della nuova critica web - immagine2-3783Credo possa essere utile suddividere almeno in tre aree gli aspetti sui quali riflettere per procedere verso un costante miglioramento del contributo critico al fumetto: 1. gli strumenti tecnici; 2. gli strumenti culturali; 3. gli strumenti economici.

1. Gli strumenti tecnici

Come detto, internet è la più grossa rivoluzione culturale provocata dallo sviluppo tecnico e tecnologico dello scorso secolo. La sua portata è e sarà pari all’invenzione della stampa, a tutti i livelli: sociale, culturale, ermeneutico, relazionale, economico, politico, ecc. Non è mio obiettivo allargare questo ragionamento, ma è indubbio che pensare allo sviluppo di un’attività quale quella di critica svolta attraverso internet richieda di confrontarsi attivamente e costantemente con i mezzi che lo caratterizzano e lo modificano a velocità vertiginosa.
L’ultima evoluzione, legata ai blog, nonche’ gli anni di esperienza nella rete che ogni persona comune inizia ad accumulare sembrano dare le seguenti indicazioni (senza alcuna pretesa di essere esaustivo): sempre maggior facilità di lettura in termini di chiarezza, “pulizia”, riduzione di elementi di distrazione (soprattutto a livello di grafica); uso consapevole e mirato dell’ipertesto (guidare l’attenzione e la concentrazione del lettore verso un percorso preciso); indicizzazione puntuale degli articoli archiviati nel sito (migliorare la reperibilità tematica di articoli tra loro connessi da diversi punti di vista); personalizzazione del rapporto lettore/sito (permettere al lettore di scegliere a priori temi e argomenti più vicini ai suoi interessi, in modo da ridurre la dispersione informativa e ottimizzare i tempi di lettura); maggior facilità nella stampa dei pezzi (possibilmente attraverso un’impaginazione adatta alla lettura su carta); maggior flessibilità dell’home page (in grado di adattarsi nel tempo e in relazione ai temi affrontati dal sito); maggior facilità nel riconoscere gli aggiornamenti del sito (anche attraverso l’uso della tecnologia rss, che LoSpazioBianco.it è stata tra le prime ad adottare e che si conferma strumento utilissimo di lettura); allargare il più possibile l’accesso alle potenzialità multimediali offerte da internet (favorendo un approccio sinestetico al tema affrontato).

2. Gli strumenti culturali

Il presupposto che reputo fondamentale per lo svolgimento di qualsiasi attività critica è la libertà di pensiero, priva di giudizi condizionati da elementi e forze esterne all’obiettivo stesso del fare critica. Indipendenza, autonomia e correttezza, quindi, che, pur essendo legati spesso a fattori esterni, trovano la loro forza esclusivamente all’interno di se’. Si può sviluppare con autonomia e serietà i propri giudizi critici anche se si lavora nel mondo del fumetto per una casa editrice, se si è autori, se si è editori, ecc. Non v’e’ dubbio che il modo di lavorare con e sul fumetto avrà stretti legami con quanto si esprime, a patto di non essere schizofrenici. Cio’ non vuole dire tuttavia essere necessariamente pretestuosi, condizionati, scorretti.
Un’altra indispensabile predisposizione personale e culturale è la disponibilità al dialogo e la capacità di mettersi in discussione. La critica è uno strumento per aprire dibattiti, confrontare punti di vista, stimolare crescite culturali e linguistiche (interne all’oggetto dell’analisi), aumentare la consapevolezza di tutti gli interlocutori che hanno attinenza con la forma espressiva in oggetto. Non per dichiarare verità inattaccabili e assolute.
e’ poi fondamentale osservare e interpretare il fumetto con un apparato critico e culturale non autoreferenziale. Che vuol dire analizzare un’opera e il suo linguaggio tenendo conto del contesto sociale, produttivo, economico e di mercato nel quale essa ha avuto origine. Ma vuole anche dire ereditare da altre discipline e da altri media gli strumenti di analisi utilizzati.
Non trovo inoltre che sia utile un approccio specializzato all’analisi del fumetto (per nazionalita’, per tipologia e/o formato, per caratteristiche, per autore, ecc.). Leggere, conoscere e analizzare fumetti molto diversi tra loro è salutare, vitale, sorprendente, necessario.
e’ poi utile sviluppare un approccio complesso che non dia voce solo all’analisi razionale e speculativa, ma che dia il giusto spazio all’intelligenza emotiva. Nell’analizzare una qualunque opera a fumetti è quindi importante non solo ascoltare la ragione, ma anche le emozioni che essa muove. Si tratta pur sempre di confrontarsi con un mezzo espressivo e comunicativo.
Piu’ difficile ma non impossibile è il recupero della memoria storica del fumetto. Per caratteristiche tecniche ma anche per usi culturali, la critica attuale è molto legata alle novita’, al presente, alla contingenza. Si è troppo spesso legati a doppio filo all’innamoramento estemporaneo per un’opera appena uscita, oppure alla pressione mediatica del nuovo prodotto di cui tutti parlano. Dal di fuori si può ricavare l’impressione che la critica sia governata dal momento, da entusiasmi volatili che a volte sembrano diffondersi come un’epidemia; una percezione che non corrisponde esattamente alla verita’, ma che non le è certo estranea. Il recupero della memoria vuol dire: analizzare opere del passato; analizzare opere del presente mettendole in relazione con quelle del passato; ripercorrere le evoluzioni artistiche di un autore quando si analizza l’ultimo lavoro da lui realizzato; ricordare ai lettori quali sono i semi dai quali sono germogliati i lavori recenti. è poi evidente il rischio di risultare invisibili per gli autori che fanno poco pesare la propria presenza tramite internet. è necessario scovare e intervistare gli autori “nascosti” che sono parte della storia del fumetto. Ma il tema delle interviste è delicato e ampio, e meriterebbe uno spazio a se’ (e non è escluso che me ne occupi prossimamente). In proposito, accenno solo due spunti: è utile realizzare più interviste vis a vis e non solo via e- mail, per favorire l’approfondimento e il contraddittorio e per permettere alla relazione “in divenire” di aprirsi a curiosità inedite e non previste; è importante che l’intervistatore sia preparato e documentato rispetto alla carriera dell’interlocutore e che, da parte dell’intervistato, vi sia la disponibilità di tempo, ma non solo, a dialogare e a farsi conoscere.
Rimane infine questione aperta il tema dell’approfondimento e della lunghezza dei pezzi pubblicati. Internet è spesso sinonimo di velocità e di tempi di attenzione brevi. Cio’ sembra quindi favorire un taglio editoriale incentrato su aggiornamenti frequenti, rapidi, con poco spazio per l’approfondimento. Sono fermamente convinto, tuttavia, che sia possibile percorrere anche altre strade, che prevedono di dedicare il giusto spazio all’analisi, allo svolgimento di ragionamenti più articolati. La scommessa è duplice: scrivere pezzi approfonditi che riescano a mantenere l’attenzione per tempi più lunghi; “educare” gli utenti di internet a leggere di più e in modo meno refrattario. Facilitare la stampa degli articoli o il salvataggio nel proprio hard disk è poi il supporto tecnico imprescindibile per passare alla “terza via”, ovvero la lettura del pezzo in questione in un secondo momento e/o su carta.

3. Gli strumenti economici

Caratteristica genetica della critica web è la sua gratuita’. Chi la realizza non guadagna, chi la legge non paga. Non so dire se questo rapporto rimarrà invariato nel tempo. Al momento non sembra possibile mettere questi presupposti in discussione.
Credo sia utile, a questo punto, sottolineare con forza il fatto che avviare e sviluppare un’attività come quella legata a LoSpazioBianco.it, per esempio, richiede un potenziale di tempo, di risorse generiche, di competenze tecniche, che potrebbe essere quantificato in una quota di impresa. Oltre cioe’ alla spesa per la registrazione di un dominio, andrebbe complessivamente quantificato il costo del lavoro di progettazione e programmazione del sito (che, come visto, deve essere sempre più dinamico e flessibile, quindi più costoso), di grafica, di gestione e aggiornamento costante (per esempio rispetto ai motori di ricerca). A tutto cio’ andrebbe aggiunto il costo orario di impegno dei singoli redattori e di tutti i collaboratori del sito. Insomma, un’attività complessivamente non banale e non banalizzabile, che spesso viene realizzata per amore dedicando la maggior parte del tempo libero a propria disposizione. Non è quindi superfluo interrogarsi sulla possibilita’, quanto meno, di ottenere in parte un ritorno economico attraverso forme parallele di finanziamento.
La prima possibilità è quella di sviluppare una piccola attività di merchandising(magliette, cappellini, spillette, ecc.) da vendere on demand via internet, oppure alle fiere, o in occasione di altre attività territoriali. Richiede un piccolo investimento di partenza e permette la raccolta di piccole somme di denaro. Il successo di questa attività non è tuttavia scontata. Quanti comprerebbero magliette o cappellini col marchietto de LoSpazioBianco.it o del 24 Hour (la maratona del fumetto sviluppata in Italia dal nostro sito)?
Una seconda possibilità è quella di ospitare sul sito banner e altre forme pubblicitarie di imprese più o meno collegate al mondo del fumetto. è già stato fatto su LoSpazioBianco.it, in modo non continuativo, per alcuni prodotti o eventi particolari. Piu’ attivo su questo versante è Comicus che ospita regolarmente banner pubblicitari. La possibilità di percorrere questa strada è fortemente condizionata dall’appetibilità commerciale che il sito ricopre per le imprese (visibilita’, numero di accessi giornalieri, recettibilità dei lettori potenziali, ecc.).
Una terza possibilità è quella dei micropagamenti, una strada già avviata in alcune realtà internet ma che resta a tutt’oggi oggetto di molte discussioni e che cambierebbe in modo sostanziale il patto iniziale tra webzine e lettori. I micropagamenti consistono nel richiedere una spesa minima (5/10 centesimi? Un abbonamento mensile di qualche euro?) per ogni nuovo articolo (o per una categoria di essi) che si vuole leggere. Il concetto che supporta questo meccanismo è che, se individualmente una persona non sarebbe disposta a spendere molti soldi per un servizio, qualunque esso sia, potrebbe essere disposta a spendere una minima cifra per un piccolo, definito pezzetto di quel servizio (per es. un singolo articolo). La somma complessiva dei micropagamenti, se l’attività si sviluppa in modo felice, può determinare la raccolta di una discreta quota annuale da reinvestire o da distribuire tra le persone impegnate nel sito. Nessuno dei siti italiani di critica e informazione sul fumetto ha mai provato a percorrere questa strada sinora, ad eccezione di UBC dove c’e’ la possibilità di effettuare un pagamento in forma di contributo volontario.
Esiste poi una quarta possibilità che richiede uno sforzo maggiore in termini personali, organizzativi e gestionali, ma che può avere ritorni non solo economici importanti. è quella di attivarsi al di fuori del mondo virtuale di internet per promuovere, organizzare, gestire attività culturali e manifestazioni legate al fumetto. La 24 Hour Italy Comics è un esempio di un’attività di questo tipo riuscita e visibile. Ma può esserlo anche la costruzione di partnership territoriali con istituzioni e imprese per lo sviluppo di un percorso culturale e ludico rilevante. Questa strada porta con se’, come si accennava, la possibilità di raccogliere fondi da sponsor e partner in parte da utilizzare per le singole iniziative, in parte da utilizzare per le attività caratteristiche del sito e, attraverso un processo virtuoso, può favorire il consolidamento della visibilità del sito e delle persone che vi operano (presenza, serieta’, autorevolezza). Richiede tuttavia alcuni prerequisiti importanti e decisamente non banali: disponibilità ulteriore di tempo da dedicare ai contatti e all’organizzazione delle iniziative (con il rischio di ridurre il tempo da dedicare alle attività caratteristiche del sito); capacità personali di relazione con istituzioni e professionisti di diversi ambiti; volontà di proporsi e proporre il sito come una realtà in grado di sviluppare attività tangibili e culturalmente rilevanti (che vuol dire fare un discreto salto, rispetto a quanto richiesto dall’attività di redattori ed articolisti di una webzine).

CONCLUSIONI

A termine di quella che vuole rappresentare soltanto una prima mappa, parziale e aperta a possibili o necessarie integrazioni e correzioni, credo sia utile soltanto porre una domanda. Le diverse realtà della critica web come si collocano rispetto ai temi proposti? Qual è il livello attuale in termini di strumenti tecnologici, culturali ed economici delle webzine più consolidate e riconosciute?
e’ indubbio che ciascuna di esse si colloca diversamente rispetto ai singoli temi e che dovrebbe essere necessità di ogni realtà interrogarsi seriamente sulla strada da seguire, mettendo sul piatto, con serenità e onesta’, quanto fin qui realizzato per immaginare gli sviluppi che più saranno coerenti e percorribili nel futuro.
Come detto, la discussione è aperta e prego a chiunque voglia dire la sua di scrivere in redazione: [email protected]

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