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Hollywood Bau – Dimmi cosa vedi

Hollywood Bau - Dimmi cosa vedi - immagine1-3770Hollywood Bau è una bella ragazza con una pettinatura un po’ particolare. Si veste (o meglio, si sveste) con abiti succinti, è sempre corrucciata e serissima. Gestisce un motel nel deserto al di fuori di una città simil americana con l’aiuto di un’altra graziosa donzella e due pinguini (avete letto bene…) perennemente in calore che l’aiutano nelle pulizie. La sua migliore amica è un’ex pornostar che ha lasciato l’attività perché innamoratasi di un seguace del culto dell’Oltre e…
Forse è meglio che mi fermi, per non svelare troppo. Aggiungo solo che in questa storia ci sono un paio di omicidi e che la nostra protagonista si trasforma in una specie d’investigatrice per risolvere la faccenda.

Tutto qua? Non proprio, e non solo. Perche’ il bello di questo volume edito dalle sta tutto nello stile con il quale lo scrittore Francesco Tacconi porta avanti questa storia sgangherata, in bilico tra il noir, l’ironia, il grottesco e il sexy. Tutti elementi noti che è facile trovare assieme, eppure qui c’e’ qualcosa di più, che a tratti fa quasi gridare al miracolo. C’e’ una fluidità e una leggerezza narrativa, un divertirsi scrivendo e raccontando che traspare dalle belle tavole disegnate da Mauro Marchesi. Tanto che arrivati all’ultima pagina la prima cosa che viene in mente e’: “ma da dove saltano fuori questi due“?

In realta’, non solo Tacconi e Marchesi non sono di primo pelo, ma anche questo personaggio ha un suo passato editoriale; più precisamente, nel 1999 esordì in un albo, che credo oggi sia introvabile, per la defunta Phoenix di Danielle Brolli all’interno della collana “No words“, una serie di fumetti accomunati dalla particolarità di essere totalmente muti e senza balloons (nella stessa collana comparve per la prima volta “Infierno!” di Faraci e Ziche, per esempio). Nel 2005, poi, il ritorno di Hollywood Bau all’interno dell’effimero periodico “Mamba” con i primi tre capitoli della storia stampata nel presente volume, qui conclusasi.
I due autori, anche se non sono conosciuti ai più, non sono proprio degli esordienti. Francesco Tacconi è uno scrittore versatile con alcuni romanzi al suo attivo pubblicati nella collana “Mondadori ragazzi“. Mauro Marchesi è illustratore, docente alla scuola del fumetto di Firenze e come fumettista si è fatto conoscere per la serie !Molecole a molla” (prima comparsa sulla rivista “L’isola che non c’e’” e poi raccolta in volume dalla Phoenix) e poi con le matite per una storia della serie “Lupin III Millenium” su testi di Andrea Baricordi. Insomma per entrambi un buon curriculum, ma non necessariamente una carriera dalla produzione vastissima, almeno finora.

Certo che quello che si legge in questo “Dimmi cosa sei” è di una tale freschezza, intelligenza e raffinatezza per cui non mi sorprenderebbe in futuro una loro maggiore presenza sugli scaffali delle fumetterie italiane. Tanto per essere un po’ sciovinisti mi verrebbe da dire che bisognerebbe buttare a mare la maggior parte dei comics USA, francofoni e nipponici e far spazio in libreria a prodotti come questo. E già che ci siamo, valorizzare di più gli autori autoctoni.

La cosa che mi lascia un po’ perplesso, infatti, è che dalle nostre parti riusciamo a dare importanza a prodotti italiani purche’ essi siano seriali d’avventura o siano d’autore (per quanto mi piaccia poco questa definizione), mentre sembra che il fumetto umoristico, quello di derivazione pop, la contaminazione divertente e divertita tra i generi, fatichi a farsi largo tra le nostre letture. Quasi che questo tipo di fumetto sia esclusivamente prerogativa dei lettori più giovani o tuttalpiù degli appassionati del mondo . Eppure il bel paese ne ha prodotti di grandi artisti che si districavano sul difficile sentiero dell’umorismo, mentre oggi sono rimasti solo alcuni autori di satira (e anche qui si langue da un po’), quando nel passato potevamo contare sui Bonvi, , Bottaro ecc.
Come mai l’unico fumetto umoristico di un certo successo oggi sembra essere Rat-man?

Insomma, senza farla troppo lunga, Tacconi e Marchesi ci insegnano e ci indicano una via per un fumetto moderno, non serioso, non necessariamente frivolo, ma scanzonato, sbilenco, popolare, che possa parodiare eccellentemente i topoi del fumetto di genere. Tutte qualità che condite da un ottima e puntuale sceneggiatura, supportata un piacevole e cartoonistico disegno fanno di Hollywood Bau un fumetto che vi consiglio senza indugi.

Riferimenti:
www.edizionibd.it
francescotacconi.iobloggo.com

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