Interviste

Il giocatore – Vita d’azzardo di un mafioso anticonformista

Il giocatore - Vita d'azzardo di un mafioso anticonformista - immagine1-3769“Il Giocatore” racconta la storia di Santino Marchese, un mafioso anticonformista, che sfida la vita per gioco nella vana ricerca della propria redenzione. Il tono della narrazione è surreale, grottesco e frizzante; lo stile grafico è potente e ricco di forza espressiva. Ne parliamo con uno dei due autori, Gianni Allegra.

Il Giocatore è stato presentato al recente : puoi raccontarci come hai vissuto questa esperienza e come è stata accolta la tua opera?
L’ho vissuta in maniera contraddittoria. Un po’ contento e un po’ frastornato… Ho cercato di capire un mondo che un po’ mi appartiene (solo marginalmente) ma non è il solo: io appartengo in maniera periferica anche alla pittura, all’illustrazione, alla satira (alla satira in maniera robusta) e provengo dai fumetti: ma ero solo un ragazzino…

Dopo molti anni dedicati alle vignette satiriche hai sentito l’esigenza di accostarti a una graphic novel: come ti sei trovato a lavorare su un testo più lungo?
La satira a vignette è un lavoro che faccio quotidianamente ed è una piacevole routine. La graphic novel è il concentrato, in questo caso, di circa due anni e mezzo, di studio, metodo, ricerca, sintesi dei vari registri che caratterizzano la mia attività che è ricordata soprattutto per la satira e che è molto rilevante dal punto di vista quantitativo e molto consolidata nel tempo: la frequento da circa 25 anni. Ritornando alla graphic novel: è lo sbocco naturale di varie esigenze che si sono tradotte e mixate in un’opera di questo tipo. E poi da un pezzo desideravo comunicare il mio modo di intendere la graphic novel. Spero sia notata per il linguaggio non visto e risaputo e per il ritmo non retorico. Forse pretendo troppo?

Il Giocatore è l’adattamento di un soggetto cinematografico originale di Roberta Torre e Massimo D’Anolfi: cosa ha fatto scattare in te la molla per decidere di disegnare questa storia?
Tutto nasce da una precedente collaborazione con Roberta Torre. Lei, assieme ad altri artisti (scrittori, registi, teatranti), aveva aderito ad un mio progetto pittorico-letterario. Si chiamava “Scorci e squarci” e prevedeva che dieci miei acrilici su tela, già dipinti, fossero “illustrati” da un breve testo scritto ad hoc dai vari complici chiamati a raccolta. Poi mi capito’ di leggere alcuni racconti di Roberta tra cui il soggetto de Il Giocatore: da lì l’idea di adattarlo a romanzo grafico. Conteneva quegli elementi che sicuramente cercavo per accendere la creatività in questo senso.

Come è stato collaborare con Roberta Torre?
Beh, in un primo momento quasi gomito a gomito: lo scambio di suggerimenti e idee è stato intenso, poi, quando si è buttata a capofitto nella lavorazione dell’ultimo film, ho lavorato in “splendida” solitudine. Confortato dal fatto che quello che stavo realizzando era un lavoro bello ed esaltante.

Dal punto di vista grafico Il Giocatore è caratterizzato da un tratto forte e da un uso di colori puri e violenti: da quali correnti pittoriche è maggiormente influenzata la tua arte?
Sono gli espressionisti il riferimento più vivo. E poi amo Modigliani, Picasso, Munch, Matisse, ma non dimentico la lezione pop degli americani di fine secolo e certe deformazioni iconoclastiche ed espressioniste del miglior Guttuso.

Il Giocatore presenta atmosfere che richiamano il noir e l’hard boiled: cosa ti attira di più di questo genere letterario?
Sono un appassionato oltre che del noir letterario anche di quello cinematografico. Leggo di tutto e senza metodo. Prediligo certi gialli, certe spy stories. Mi piacciono molto Alicia Gimenez-Bartlett, Lucarelli, Carofiglio e i classici americani e francesi.

Definisci Santino Marchese, il protagonista de Il Giocatore, “un mafioso anticonformista”: puoi spiegarci cosa intendi con questa frase?
E’ una sorta di slogan provocatorio: qui, “anticonformista”, è inteso nell’accezione più stretta: non conforme, difforme. Un mafioso che non è propenso al rispetto delle ferree regole di cosa nostra. Un mafioso trasgressivo. Un delinquente narcisista che vuol vivere la vita alla grande sfidando tutto e tutti fino all’inevitavile e prevedibile epilogo tragico. Cio’, naturalmente, non toglie nulla al fatto inequivocabile che Santino sia un mafioso, un poco di buono. Una persona che delinque, da condannare. Con la satira guardo e condanno il fenomeno mafioso nel suo perverso intreccio politico e culturale. La graphic novel, fiction per definizione, mi ha consentito di osservare gli aspetti reconditi di un’anima tormentata e senza scrupoli, disumana per molti aspetti e votata al martirio.

Come ti sei trovato a lavorare con l’editore Frassinelli?
Meravigliosamente. Ha sposato il progetto subito senza tentennamenti e con grande dispiego di mezzi. Non mi pare che in Italia esista un editore che produca graphic novel a colori così splendidamente confezionate (mi vengono in mente solo opere importate di sicuro e comprovato successo). A meno che non si scelga di percorrere la via dell’editoria settoriale e un po’ autistica di nicchia.

Su cosa stai lavorando adesso? Tra i tuoi progetti futuri ci sono altre graphic novels?
Sto lavorando ad una fiaba per bambini ambientata nella preistoria che uscirà a fine anno, sono alle prese con un paio di mostre pittoriche, di cui una sarà presto esposta a Siviglia, e certamente sto già pensando alla prossima graphic novel. Ci sono tre o quattro scrittori in ballo ma è troppo presto per fare nomi sicuri. Ma disegnate altre due o tre graphic novels in compagnia di altri autori, finiro’ per scriverne una tutta mia…

IL GIOCATORE
VITA D’AZZARDO DI UN MAFIOSO ANTICONFORMISTA
Testi di Roberta Torre e Gianni Allegra, disegni di Gianni Allegra

Edizioni Frassinelli, 2007 – 72 pagg. cart. col. – 18,00euro

Biografie:
Roberta Torre, nasce a Milano. Dopo gli studi di filosofia, frequenta la scuola di cinema di Milano e la scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. Realizza cortometraggi in video e pellicola che vengono presentati e premiati dai maggiori festival italiani e stranieri e nel 1997 Tano da Morire, il suo primo lungometraggio che viene accolto da critica e pubblico come il caso cinematografico dell’anno per cui vince tra gli altri premi, il David di Donatello come miglior regista esordiente. Seguono Sud Side Stori (2000), Angela (2002) presentato a Cannes nello stesso anno e Mare Nero (2006).
Gianni Allegra è autore satirico, illustratore e pittore. Ha collaborato con numerosi periodici, tra cui , Tango, Comix, Avvenimenti, Vanity Fair, Maxim, l’Unita’, Cuore. Da circa sette anni le sue illustrazioni appaiono su Diario, su Campus e sull’edizione siciliana di Repubblica, per cui disegna la vignetta quotidiana. Collabora con Smemoranda da vent’anni. I suoi dipinti sono stati esposti in Italia, Inghilterra e Spagna.

Riferimenti:
Edizioni Frassinelli: www.frassinelli.ws

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