Scrivere di fumetto

Valentina Semprini: Bam! Sock!

Valentina Semprini: Bam! Sock! - BamSock_copertina
Bam! Sock!: la copertina del volume.

Sviluppato dalla sua tesi di laurea, il testo della Semprini è diviso in due parti: nella prima, l’autrice introduce una serie di concetti semiotici di base; nella seconda propone una storia del fumetto d’avventura attraverso la resa delle scene di scontro e lotta.

La prima parte (capp. I – III) rivela l’impianto accademico, ma lo stile è mantenuto comunque su un livello divulgativo che risulta in una buona leggibilità; introduce un dizionario fondamentale per l’analisi del testo e dei personaggi (loro definizione e ruolo nell’intreccio), una panoramica degli studi di settore e di diverse teorie semiotiche, dove ricorrono i nomi di Propp, Eco, Barbieri e Greimas, e la presentazione del concetto di lettore modello. Negli strumenti teorici a disposizione, Semprini individua la mancanza di un modello adeguato per il Personaggio, entità invece centrale soprattutto nel fumetto supereroico che largo spazio avrà nei capitoli successivi. (1)

La seconda parte (capp. IV – VII) si basa sulla considerazione che le scene di lotta siano oltre che il punto narrativo culminante delle storie d’avventura, quelle dove si rivelano gli stereotipi di genere: tramite esse è quindi possibile individuare gli scostamenti dalla norma e le variazioni di gusto e di stile.

In effetti, Semprini utilizza la rappresentazione dello scontro come punto di entrata dell’analisi, che si amplia, senza soluzione di continuità, alla relazione fra tratto e contesto storico, come nel caso del passaggio dal tratto leggero e continuo, tipico di molti supereroi durante la Golden Age (il Superman di ), a quello nervoso della Silver Age (il Batman di ), che Semprini propone essere espressioni rispettivamente della solidità dell’autoconsiderazione statunitense e del suo successivo indebolimento. Con lo stesso approccio viene seguita l’evoluzione del ruolo e degli obiettivi dei supereroi: i mutamenti di questi due aspetti si riflettono nell’importanza che la rappresentazione dello scontro ha nelle trame, che in alcuni casi (l’esempio fornito è quello di alcune testate Image) si dilata fino a diventare di fatto il contenuto fondamentale e ricercato dai lettori.
Ma oltre alla passione per il fumetto d’avventura, questo lavoro merita una lettura per le considerazioni di metodo che l’autrice propone nella prima parte, in particolare laddove mette in evidenza che l’opera di successiva astrazione, che molte teorie semiotiche perseguono, risulta nella perdita dell’oggetto dello studio, per cui si smarriscono le caratteristiche delle singole opere. È una considerazione che mi piace sottolineare, in quanto ben individua (scusate il gioco di parole) un punto critico del fare critica, legato al suo obiettivo e all’individuazione del destinatario.

Resto convinto che obiettivo primario della critica sia attrarre il lettore verso le opere e non verso i critici e i loro modelli; in questa prospettiva, i destinatari sono prima di tutto i lettori e solo in second’ordine autori e critici.
L’analisi semiotica è uno strumento della critica: nel momento in cui si smarrisce questo rapporto e l’analisi diventa fine a se stessa, si rischia di produrre uno strumento inutile, secondo la più tipica delle derive tecniciste. Lo stesso rischio lo corre la critica indirizzata ai critici, quando si riduca a un confronto/scontro di modelli, un gioco di ingegno ed erudizione. Il sintomo più chiaro del fallimento di un simile approccio si ha quando il risultato dell’analisi è il chiarimento di che cosa accada nell’opera, ignorando, o lasciando in second’ordine di che cosa quell’opera parli.
Il rischio che corre la “critica per la critica” è di risultare in una sorta di analisi tecnica: stile e relazioni stilistiche; genealogie e influenze; generi e correnti; la scissione dell’opera nelle sue parti costitutive, nei suoi riferimenti e nelle sue citazioni e fonti. Tutto interessante, certo, a volte interessante quanto l’opera stessa, ma che si risolve in classificazione. Il risultato è l’associazione di un’opera (o di un artista) a una serie di etichette. Comodo per i motori di ricerca, ma assai simile a un’autopsia, all’esame di una cosa morta.
Un merito di Bam! Sock! è proprio quello di metterci in guardia (tutti noi: divulgatori, critici e appassionati) dal tecnicismo e di lasciarci piuttosto guidare nelle letture dalla passione.

Abbiamo parlato di:

Bam! Sock! Lo scontro a fumetti. Dramma e spettacolo del conflitto nei comics d’avventura
Valentina Semprini
Prefazione di Daniele Barbieri
, 2006
368 pp., brossurato, bianco e nero – 22,50€
ISBN: 8889613181


Note:
  1. Così la Semprini: “Sembra dunque che le teorie semiotiche strutturaliste e funzionaliste (…) non riescano a chiarire che cosa si intenda per Personaggio”, pag. 60 

6 Commenti

6 Comments

  1. Zufolo

    29 luglio 2011 a 10:20

    @Occhicone:
    I libri che non sono instant book sono legione, quelli sui fumetti, poi, praticamente tutti.
    Ovviamente il mio commento era ironico, perché l’autrice è una “del giro”, e volendo recensire un libro della Tunué… Ce ne sono tanti altri! E i libri non-instant sul fumetto, ripeto, sono mille, e tutti più meritevoli di quello in questione. 
    La mia era solo una scusa per fare notare che questo sito “batte la fiacca”, nel senso che si occupa solo dei “bersagli grossi”, non approfondisce le tematiche, non rovista dietro le quinte… Insomma, è un “instant website”. Capisco la difficoltà e la scaristà di tempo e di personale, ma basterebbe che ci si mettessero uno o due, facendo qualche considerazione personale su qualche argomento, per ridare un po’ d’interesse al tutto e mettere in moto qualche discussione (non provocatoria e non d’attrito, che non le sopporto). Io, nel frattempo, continuo a venire a curiosare, di quando in quando, ma -ripeto- spero cambi qualcosa, percjé così è un po’ noiosetto. 

    • Simone Rastelli

      Simone Rastelli

      30 luglio 2011 a 09:24

      Caro Zufolo,
      la definizione di LSB come “instant website” mi lascia piuttosto perplesso, ma lasciamo perdere i termini. Immagino tu intenda che LSB si occupa troppo di mainstream. Notazione interessante, soprattutto perché il riscontro tipico è proprio l’opposto: LSB si occupa troppo di opere di nicchia. Forse il tutto indica che siamo in una via di mezzo?
      Nemmeno sono d’accordo sul fatto che manchino approfondimenti personali e che sia sostanzialmente conformista, ma qui solo confrontandoci su esempi concreti potremmo chiarirci.
      Comunque, se il tuo desiderio è un sito focalizzato sulla produzione underground e/o che abbia un approccio accademico, siamo d’accordo: LSB non è quello che desideri.
      E tuttavia, se pensi di poter contribuire ad arricchire in quel senso LSB, saremmo felici: http://www.lospaziobianco.it/collabora è il posto giusto.
      Saluti e buone letture
      simone

    • Davide Occhicone

      Davide Occhicone

      30 luglio 2011 a 10:59

      Ciao!
      E grazie per il commento.
      Mi accodo a Simone.
      Spiace tu abbia questa sensazione di “fiacca” e no, non ti risponderemo certo che e’ faticoso, bla bla, bla bla….
      Come dice Simone, cerchiamo di essere costruttivi.
      Dici che puntiamo al bersaglio grosso senza approfondire? Sei proprio sicuro?
      Pensa che ci viene rimproverato il contrario… O forse in realtà noti che scarseggiamo in crtitica e approfondimento? E ci limitiamo al “compitino”?
      Ecco, parliamone. Qui, via email, quando vuoi. Ci segnaleresti cosa intendi per approfondito? Qualcosa messo online da noi in precedenza che, come “peso”, non ritrovi da tempo sul sito?

      Grazie e alla prossima

  2. Zufolo

    26 luglio 2011 a 19:05

    Questo libro è uscito 10 anni fa.
    Qualcosa di più fresco?
    Grazie

    • Simone Rastelli

      Simone Rastelli

      27 luglio 2011 a 08:43

      Ciao Zufolo,
      Il volume della Semprini ha i suoi anni (5), ma è ricco di spunti e ancora disponibile. Insomma: merita una segnalazione.
      Diciamo che abbiamo sanato una mancanza. Per il resto, cerchiamo di stare al passo (compatibilmente con le nostre forze).
      E tu puoi fare la tua parte: segnala testi che secondo te meritano la segnalazione.
      Grazie a te,
      simone

      • Davide Occhicone

        Davide Occhicone

        27 luglio 2011 a 14:39

        Aggiungo, Simone, che parlando di fumetto anche di 60 anni fa non è che sia proprio un “instant book”. Si tratta di un testo “scientifico” che val la pena di avere e leggere e consultare proprio perchè non parla (solo) dell’immediato…

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