Interviste

Sketchbook Diaries #2

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Sketchbook Diaries #2 - immagine1-3655Dopo il buon esordio dello scorso anno con il primo volume dei Diari a fumetti, dopo l’ottima accoglienza della critica e l’entusiasmo dei fan italiani, Fernandel prosegue la pubblicazione degli Sketchbook Diaries di con il secondo volume, che riguarda gli anni 1999-2001. Ritroviamo in queste nuove strisce l’universo tenero e allo stesso ferocemente contemporaneo dell autore. è il diario dell’anno in cui Charles Schulz ci lascia, un disegnatore al quale Kochalka viene spesso paragonato per la capacità di cogliere con acume e delicatezza tutto il paradosso dell esistenza. Ma è anche l’anno in cui James, scoraggiato, decide di abbandonare il progetto della striscia quotidiana per poi riprenderlo, due mesi dopo, perché i suoi diari “sono la sola speranza di dare un senso alle cose”.

BREVE INTERVISTA A JAMES KOCHALKA

Come è nata l’idea di un diario a fumetti?
Ho disegnato molte graphic novels, ma dopo un po ho iniziato a pensare che la struttura di base di un romanzo sia una bugia. Le storie incentrate sulla nostra vita non si strutturano in modo così chiaro. Al contrario si intrecciano fra loro, iniziando e terminando tra passi in avanti e improvvisi stalli che si alternano senza fine. Ho pensato che un diario quotidiano a fumetti potesse essere uno strumento più efficace per catturare il senso di cos è realmente una vita umana, ottenendo un risultato più veritiero di quello che potrei ottenere da un romanzo o da una graphic novel. Inoltre il diario giornaliero è un genere letterario diffuso, comune, e le vignette quotidiane sono un genere altrettanto comune. Ha quindi senso sposare queste due forme di quotidianità creativa.

In questo secondo volume dei tuoi Sketchbook Diaries c è un periodo di vuoto della durata di alcuni mesi, nel quale hai smesso di disegnare le tue strisce quotidiane. Poi pero’ hai ripreso: ci sono stati altri momenti di crisi nella storia del tuo diario a fumetti?
No, quello è stato l’unico periodo in cui ho sospeso la striscia quotidiana. La cosa divertente è che ho abbandonato le vignette giornaliere perché sentivo che mi stavano prosciugando le energie creative. Ho pensato che se avessi smesso di disegnare le strisce quotidiane, avrei avuto più tempo per lavorare su una graphic novel o altro. Ma la perdita emozionale del fare il diario è stata troppo grande. Quando ho abbandonato il diario per pochi mesi, ho smesso di disegnare del tutto. Questo significa che il diario non prosciuga affatto le mie energie creative, ma al contrario è una fucina di creatività che mi permette di essere sempre carico.

Dialoghi e illustrazioni nascono già così come li vediamo oppure arrivi pian piano alla vignetta definitiva?
A volte passo molte ore a disegnare, cancellare e riscrivere prima di arrivare alla versione che leggi. Spesso pero’ è quella della prima stesura. Direi che per completare la striscia ogni giorno impiego una o due ore.

Secondo te ci sono differenze fra il primo e il secondo volume dei tuoi Sketchbook?
Ho faticato di più con le vignette del secondo volume. Avevo paura di non trovare un editore che pubblicasse le strisce, e che il tutto fosse una colossale perdita di tempo. Il solo pensiero di lavorare così duramente su un qualcosa che percepivo come il mio capolavoro, ma che al contempo potesse essere incapace di interessare gli editori ecco, era snervante. Era difficile disegnare. Ma nel corso dell anno le mie energie creative sono ritornate. Penso che dalle vignette si noti la mia discesa e la successiva trionfante risalita.
In ogni caso ho trovato una buona soluzione per prevenire un futuro blocco creativo: mai fermarmi a pensare a quello che sto facendo, solo creare, creare, creare.

Quali sono le tue influenze artistiche?
Mi ha influenzato tanto Picasso. l’idea di una vita creativa senza fine con la produzione di un enormità di lavoro è molto romantica e mi affascina. Tuttavia hanno avuto una grande influenza su di me anche centinaia e centinaia di artisti molto meno conosciuti. Sono un divoratore di arte contemporanea, musica e fumetti.

Sei anche un musicista: qual è la relazione tra i fumetti e la musica? l’approccio è lo stesso o è diverso?
Scrivere musica e disegnare fumetti sono le mie attività quotidiane. Mi piace creare continuamente. Piu’ il tempo passa, più tutti i miei sforzi creativi (fumetti, musica, dipinti, conversazioni, cucina, qualsiasi cosa) si influenzano tra loro. In tutto quello che faccio preferisco lavorare velocemente facendo volare la mia immaginazione nel modo più libero possibile per vedere dove mi porta.

Sketchbook Diaries # 2

Collana Illustorie, #9
192 pagine
12,00 euro
In uscita a metà aprile 2007

Biografia:
James Kochalka è nato nel 1967 nel Vermont, dove vive con la moglie Amy, il figlio Ely e il gatto Spandy. Estremamente prolifico, ha pubblicato per i più importanti editori indipendenti americani. I suoi libri hanno vinto i principali premi americani dedicati al mondo del fumetto. è anche cantante del gruppo James Kochalka Superstar, con cui ha inciso diversi dischi imperdibili di rock low-fi.

James Kochalka è uno dei fumettisti più divertenti della nuova generazione americana

(David Vecchiato, Repubblica XL)

Riferimenti:
James Kochalka, sito personale: www.americanelf.com
Fernandel Editore: www.fernandel.it

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